Liliana Cavani: il mio terzo "Francesco"
un uomo di oggi, contro il sistema

Giovedì 4 Dicembre 2014 di Micaela Urbano
Francesco, magnifica ossessione di Liliana Cavani. Il primo Francesco della grande regista risale al 1966 ed è interpretato dal ruvido, scomodo Lou Castel. Di matrice cinematografica ma di destinazione televisiva, il film è stilisticamente scarno, rigoroso ma vigoroso, lontani anni luce da un racconto agiografico, figlio della sua epoca, delle idee che provocano la Contestazione generale. Il secondo, realizzato nell’89, con un attore maudit come Mickey Rourke, è rivoluzionario, febbrile, carnale quanto ascetico, rivoluzionario. Quello presentato oggi in Rai, “Francesco”, chiude la trilogia di Liliana Cavani ed è il più politico, il più moderno. Con il polacco Mateusz Kosciukiewicz nel ruolo del protagonista, con Vinicio Marchioni nel ruolo di Elia, e con Sara Serraiocco, Michael Schermi, Mattia Sbragia, Robin Mugnaini, Mehdi Moinzadeh.



Tre capitoli, una ricerca continua su Francesco che dopo 800 anni simboleggia ancora pace, e ribellione a un sistema oscurantista, disumano quasi, che mira solo al potere.



Negli Anni Sessanta, Liliana Cavani è bollata come cattolica di sinistra dai comunisti, estremista dai democristiani . E negli Anni Sessanta, i benpensanti la mettono sul rogo per il suo «scandaloso», bellissimo “Portiere di notte”. Ma Liliana Cavani è invulnerabile. Laica di origini e di pensiero, eppure da sempre alla ricerca dell'irrazionale - non per ricavarne risposte ma per percepire ciò che è impossibile spiegare – due anni fa ha intrapreso un altro viaggio nell’universo di Francesco.



«Tutto è cominciato due anni fa», racconta l’autrice regista, «quando la Einaudi mi chiede di rispondere a una lunga intervista sulla decrescita economica del Paese. Ma il mio mestiere non è scrivere – ho realizzato sceneggiature, ma non libri – ho pensato di fare un film su un Uomo che aveva già compreso l’inimmaginabile. E che predicava la cultura della pace perché sapeva che solo la pace può generare un mondo “giusto”. Ma è dal primo film che Francesco è diventato una materia infinita, più lo raccontavo più lo scoprivo, più avevo voglia di raccontarlo. Perché Francesco è una figura straordinaria. Attuale Illuminata. E' il precursore della Rivoluzione francese: nel 1200 lui è già Liberté, Egalité, Fraternité. Solo che lui, la rivoluzione, non la combatte armato, ma parlando di pace, di povertà... Nella Commedia Dante scrive che è sposato con Madonna Povertà. Potremmo attribuirgli la paternità del welfare».



Dunque un uomo libero, dagli orpelli della burocrazia e dalle regole. Quelle regole che la Chiesa gli chiede, gli impone, nel tentativo di gestirlo: «E lui le scrive. Ma sono regole che lui prende letteralmente dal Vangelo, troppo dure secondo il Clero...».

Questo “Francesco” (prodotto da Claudia Mori per Raifiction), andrà in onda, lunedì 8 e martedì 9 in prima serata. “"Un “Francesco” gigantesco, conosciuto da tutti, eppure mai visto. Un uomo che lotta per i diseredati in anni bui, confusi, terribili. Che parte per l’Oriente per mettere fine «alle guerre combattute in nome di Dio». Che è precursore dei diritti delle donne. Un pazzo, un visionario, un folle. Una figura straordinaria. Un uomo di oggi. Ultimo aggiornamento: 20:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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