Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Serata van Manen-Petit alla Scala: Bolle protagonista di “Le Jeune homme et la Mort”

Roberto Bolle in Le Jeune homme et la Mort
3 Minuti di Lettura
Domenica 26 Gennaio 2020, 21:52

Dal 23 gennaio all’8 febbraio il sipario della Scala si aprirà sulla nuova tappa del progetto di balletti su musica da camera celebrando due icone della storia della coreografia che hanno segnato la danza del nostro tempo: Hans van Manen e Roland Petit, indiscussi maestri, con la originalità di uno stile inconfondibile che qui si declina in lavori legati in modo imprescindibile al tessuto musicale.
 

 

Un tributo che segna un attesissimo ritorno alla Scala, quello di Hans van Manen, con tre lavori, due dei quali in debutto per la Compagnia, e rinnoverà l’omaggio a questo grande autore che manca dal nostro palcoscenico dal 1988.

Inesauribile creatore - al suo attivo più di 120 balletti - con innumerevoli prestigiosi premi e alte onorificenze per il suo contributo all’arte del balletto, è definito
Mondrian della danza per la chiarezza nella struttura e la raffinata semplicità delle sue produzioni, che sono nel repertorio di oltre cinquanta compagnie in tutto il mondo. La sua genialità scaturirà da uno dei suoi pezzi-simbolo, ormai un classico del XX secolo, Adagio Hammerklavier, e da due brani mai eseguiti dal Balletto scaligero, Kammerballett e Sarcasmen che ne rivelano la maestria nell’uso dello spazio e della struttura.

Adagio Hammerklavier, creato nel 1973 per l’Het Nationale Ballet, entrato nel repertorio scaligero negli anni ottanta, è descritto da van Manen come una “ode alla delecerazione”. Ispirata dall’Adagio dalla Sonata n. 29 in si bem. magg. Op. 106 “Hammerklavier” di Beethoven, di cui quest’anno si celebrano i 250 anni dalla nascita, magistrale dialogo con la musica (al pianoforte James Vaughan), vede protagoniste tre coppie.

In scena saranno Agnese di Clemente con Gioacchino Starace, Francesca Podini con Gabriele Corrado (in altre recite Alessandra Vassallo con Emanuele Cazzato), Martina Arduino con Nicola Del Freo (in altre recite Maria Celeste Losa con Marco Agostino).

Otto danzatori sono i protagonisti di
Kammerballett, su musiche di Kara Karayev, Domenico Scarlatti e John Cage, creato nel 1995 per il Nederlands Dans Theater e mai presentato prima dalla Compagnia scaligera: in scena Alessandra Vassallo, Chiara Fiandra, Francesca Podini, Antonella Albano, Marco Messina, Gabriele Corrado, Domenico Di Cristo, Gioacchino Starace e in altre recite Antonella Albano, Chiara Fiandra, Giulia Lunardi, Stefania Ballone, Andrea Risso, Emanuele Cazzato, Endi Bahaj, Edoardo Caporaletti.

Sempre in debutto per la Scala,
Sarcasmen, creato per l’Het Nationale Ballet nel 1981, vede protagonisti due ballerini - Nicoletta Manni e Claudio Coviello, e in altre recite Martina Arduino e Nicola Del Freo - e un pianista in scena, James Vaughan, a partecipare alla loro ironica schermaglia.

Una serata tributo che riporta alla Scala anche il genio di Roland Petit con l’evocativo duetto maschile
Le combat des anges da uno dei suoi magistrali successi, Proust, ou les intermittences du coeur e il capolavoro esistenzialista Le Jeune homme et la Mort, titolo emblematico per il Teatro alla Scala: proprio con il debutto italiano di questo lavoro si inaugurò infatti nel 1955 il lungo sodalizio con Petit.

Uno specialissimo legame e una fertile collaborazione, inaugurata nel 1955 e proseguita dal 1963 con numerosissimi lavori anche in prima nazionale. Attesissimo il ritorno di Roberto Bolle in
Le Jeune homme et la Mort” nelle recite del 23, 24, 25, 28, 31 gennaio e 1 febbraio.

Accanto a lui in questo iconico balletto, sarà Nicoletta Manni. In altre recite, in debutto nel ruolo, saranno protagonisti Claudio Coviello con Martina Arduino, mentre torna a danzare Marta Romagna con Nicola Del Freo, in debutto nel ruolo. La Passacaglia in do minore di Bach sarà eseguita all’organo da Lorenzo Bonoldi. La cifra di Roland Petit sarà pure omaggiata in
Le combat des anges, che vedrà affiancarsi nel dualismo luce/ombra, bene/male Saint-Loup e Morel: Claudio Coviello e Marco Agostino li incarneranno in questo evocativo duetto, in alternanza con Domenico Di Cristo e Gabriele Corrado, sulla Elégie Op. 24 di Gabriel Faurè eseguita da Alfredo Persichilli al violoncello e James Vaughan al pianoforte.

© RIPRODUZIONE RISERVATA