Barbareschi presenta "Anatra all'arancia" e lancia l'allarme per l'Eliseo: «Il teatro rischia di chiudere»

Barbareschi presenta "Anatra all'arancia" e lancia l'allarme per l'Eliseo: «Il teatro rischia di chiudere»
di Cristina Montagnaro
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Martedì 6 Dicembre 2016, 15:53 - Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre, 12:38

È stata presentata questa mattina con una conferenza stampa la nuova commedia "Anatra all'arancia" , che è stata anche l’occasione per porre l’accento sulla crisi  del teatro, romano e  in particolare dell’Eliseo, segnali che non possono essere sottovalutati: «Aiutatemi a tenere vivo il teatro che è tempio della parola, aiutatemi a portare il teatro anche nelle periferie. Il mio è un grido di allarme per non chiudere il cuore di Roma. I finanziamenti sono alla base dell'imprenditoria della cultura, noi mettiamo le idee e educhiamo il pubblico alla riflessione, ma abbiamo bisogno del supporto delle istituzioni». «Se qualcosa non cambierà nei prossimi giorni, il teatro rischia di chiudere» avverte Barbareschi.
 


Debutterà sul palcoscenico del Teatro Eliseo, di cui è il direttore artistico, Luca Barbareschi dal 13 dicembre all’8 gennaio con la nuova commedia  “L’anatra all’arancia” insieme a Chiara Noschese, Gianluca Gobbi, Margherita Laterza ed Ernesto Mahieux, traduzione e regia di Luca Barbareschi.

“E’ una commedia in cui si ride molto” assicurano gli attori. Lo spettacolo in scena per le feste natalizie, sul filo della comicità affronta temi come il matrimonio, l’amore, il rapporto di coppia tra uomo e donna, rivalità tra mariti e mogli e anche il tradimento.
 
 

La storia racconta di una coppia in crisi Gilberto e Lisa, sposata da venticinque anni, più che dal logorio della routine, il loro ménage è messo in crisi dalla personalità di lui, egoista, egocentrico, incline al tradimento che finisce per stancare chi gli sta intorno. Esasperata, Lisa si innamora di Volodia, tutto l’opposto del marito, un russo di animo nobile, un romantico sognatore che ha scelto di trascorrere la sua vita in Lucania. Punto sul vivo, Gilberto studia una strategia di contrattacco e organizza un week-end a quattro, in cui Lisa e il suo amante staranno insieme a lui e alla sua attraente segretaria, Chanel Pizziconi, un misto tra scemenza e genialità. Il tutto sotto gli occhi di un sempre più interdetto cameriere, un cechoviano personaggio che, come una sorta di fantasma, si aggira per la casa e si rivelerà il deus ex machina della storia.
 
Tutto il testo teatrale si svolge in un weekend e avviene davanti ad un testimone particolare, il delizioso piatto dell’anatra all’arancia che dà il titolo alla piece.
 
«Questa commedia ha una profondità ed un’intelligenza straordinarie - spiega il regista Barbareschi - ha la stessa potenza di ‘Chi ha paura di Virginia Woolf?’ ma, a differenza del testo di Albee, ha una struttura narrativa molto divertente, che aiuta a veicolare concetti profondi con la risata. Ho riadattato la scrittura usando due grandi scienze, la psicologia e l’antropologia, studiando atteggiamenti, movimenti e nevrosi che caratterizzano le nostre abitudini».
 
La commedia, scritta nei primi anni Settanta, è opera dello scozzese Williams Douglas Home, poi adattata dal celebre autore teatrale francese Marc Gilbert Sauvajon. Del 1973 è un’edizione rimasta storica, diretta e interpretata da Alberto Lionello al cui fianco recitava Valeria Valeri. Celebre è anche la versione cinematografica con l’interpretazione di Ugo Tognazzi e Monica Vitti, nei panni della coppia protagonista con la regia di Luciano Salce.

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