Cifre record per il Circo Massimo, moltiplicati spettatori e incassi. Nel totonomine per il dopo Fuortes, due donne in lizza: Meo e Purchia

La bohème al Circo Massimo
di Simona Antonucci
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Domenica 8 Agosto 2021, 13:10

Un incasso da 1.987.458,46 euro (103,4 per cento in più rispetto alla scorsa edizione) e 31.290 spettatori (37 per cento in più rispetto al 2020): si è conclusa venerdì 6 agosto, con cifre da record, la stagione estiva del Teatro dell’Opera, ospitata per il secondo anno consecutivo al Circo Massimo.

Carlo Fuortes

«I risultati sono stati molto superiori alle nostre attese», dice Carlo Fuortes, appena nominato amministratore delegato della Rai, ma ancora in carica come sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, «desidero ringraziare la Sindaca Raggi e la Giunta per la fiducia e per averci concesso per il secondo anno consecutivo la disponibilità del Circo Massimo. I romani e i turisti che sono tornati ad animare la nostra città hanno apprezzato anche la proposta culturale di quest’anno, assicurandoci una serie di “tutto esaurito”, a partire dal nuovo allestimento del Trovatore con la direzione del maestro Gatti fino al debutto sul podio romano del maestro Chung con il Requiem di Verdi».

Roberto Bolle and Friends

Ventisei serate tra opera (Il trovatore, Madama Butterfly, La bohème), balletto (Il lago dei cigni e Roberto Bolle and Friends) e concerti (Requiem di Verdi diretto dal maestro Chung e Bestiario d’Amore di Capossela) che hanno costruito uno straordinario successo per il lirico romano che dal prossimo anno dovrebbe tornare nella sua sede storica a Caracalla.

Sindaca Raggi

«Un trionfo conquistato con professionalità e tenacia, spirito d’innovazione pionieristica», commenta la sindaca Raggi, presidente della Fondazione, «il Costanzi ha riconfermato Roma in Capitale internazionale dell’arte, della cultura, dell’eccellenza, trasformando in vittorie le sfide di questo periodo. Scenografie e coreografie inedite, costumi di pregio, interpretazioni creative di opere che hanno fatto la storia della tradizione teatrale e del balletto, oltre a collaborazioni speciali con le produzioni televisive».

Viale Mazzini

Chiuso il sipario degli spettacoli, le luci si accendono sui pronostici, sul successore di Fuortes, in servizio ora a viale Mazzini, dopo un cammino di otto anni che ha portato il lirico romano dalla bancarotta a un’autorevolezza internazionale. La scelta del nuovo sovrintendente procede senza accelerazioni e dovrà intrecciare figure gradite al Ministro Franceschini e al Campidoglio, in piena campagna elettorale per l’elezione di un nuovo primo/a cittadino/a. 

Anna Maria Meo

All'unisono si invoca una donna. Si è fatto il nome di Anna Maria Meo, 59 anni, direttore generale del Teatro Regio di Parma e direttore artistico del Festival Verdi. E dal 24 maggio alla presidenza di Opera Europa: incarico che le ha conferito l'onore di esere la prima donna italiana alla presidenza dell’associazione sin dalla sua fondazione nel 2002.

Rosanna Purchia

Ma al totonomine potrebbero partecipare anche figure finora escluse perché in età da pensione. Se la legge Madia verrà modificata (ipotesi al vaglio) rientrerebbero in campo candidati come Rosanna Purchia, ex sovrintendente del San Carlo di Napoli, commissario al Regio di Torino, ma in scadenza a settembre. Un gioco delle parti che comunque potrebbe andare avanti fino alla chiusura delle urne.

Julius Caesar 

Unica certezza, il programma dei prossimi mesi, già annunciato da Fuortes: poltrone nuove, marmi e parquet restaurati, conti e bilancio a posto, si parte il 20 novembre con Julius Caesar del compositore romano Giorgio Battistelli, su libretto di Ian Burton, regia di Carsen: sul podio il direttore musicale uscente Daniele Gatti. E poi dodici titoli d’opera, tra classici, 900 e contemporanea, sei di balletto, un tour in camion e una mostra (Casta diva a Palazzo dei Congressi), ma anche uno spettacolo per ragazzi (Acquaprofonda con musiche di Sollima e il libretto di De Cataldo). Un terzo film, La Bohéme, regia di Martone che ha già realizzato Barbiere e Traviata (4 milioni di spettatori per la Rai), il ritorno di Ai Weiwei con la Turandot (prima “vittima” della pandemia). E poi Alceste di Gluck, con il coreografo Larbi Cherkaoui e Mass di Bernstein, affidata a Michieletto, mai eseguita in Italia, che inaugurerà Caracalla la prossima estate.

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