La creatività si misura in “Anni Luce”, rassegna per nuovi talenti a RomaEuropa

Lunedì 22 Ottobre 2018
Lo spettacolo della compagnia  VicoQuarto Mazzini
per il Festival Romaeuropa
S'intitola Anni Luce il focus del Romaeuropa Festival dedicato alla creatività teatrale italiana che occuperà, per il secondo anno, da martedì 23 al 28 ottobre gli spazi del Mattatoio, nel quartiere romano di Testaccio.

Anni luce è un territorio d'indagine, un luogo di sperimentazione e rischio nel quale si possono osservare le premesse di discorsi artistici in divenire: un monitoraggio lungimirante della creatività nazionale.

È Fabiana Iacozzili, guida della compagna La Fabbrica, ad aprire la rassegna, il 23 e il 24 ottobre con il suo
La Classe - uno spettacolo di pupazzi uomini e una suora d'ivrea. Facendo riferimento a La classe morta di Tedeusz Kantor, Iacozzilli indaga il rapporto tra la nostra infanzia e il nostro diventare adulti. 

Straniante, ironico, viscerale è
Vieni su Marte della compagnia pugliese VicoQuarto Mazzini. In scena il 24 e il 25 Ottobre lo spettacolo nasce dall'unione fra una piccola notizia di costume e una riflessione sulla condizione umana. Il progetto Mars One (mars-one.com) è stato avviato nel tentativo di selezionare un nucleo che avrebbe abitato la prima colonia umana permanente sul pianeta Marte. Circa centomila persone inviarono domanda per far parte di questa prima comunità. Affascinata da questi dati, la compagnia si concentra su quello che porta l'essere umano a non trovarsi soddisfatto della propria condizione, materiale o esistenziale che sia, e a indirizzarsi altrove.

Ci mostra un teatro del corpo, più vicino alla performance art e capace di rinnovare le pratiche di scrittura scenica,
Gentle Unicorn della performer e artista Chiara Bersani, in scena il 26 e il 27 Ottobre che affronta la figura mitologica dell'unicorno, oggi parte dell'iconografia pop, individuandone il graduale mutamento nel corso dei secoli. 

Chiude questa edizione Liv Ferracchiati con la sua compagnia The Baby Walk impegnata il 28 Ottobre con la presentazione integrale della Trilogia Sull'Identità. Con
Peter Pan guarda sotto le gonne Liv racconta la condizione di chi, nato in un corpo femminile, fin dall'infanzia sente di essere altro ma non possiede ancora le parole per dare forma alla percezione di sé. Stabat Mater trasforma proprio le parole in uno strumento per affermare un'identità e racconta la storia di un trentenne scrittore che vive al maschile in un corpo dalle sembianze femminili. Il linguaggio, infine, nell'ultimo capitolo della trilogia Un Eschimese in Amazzonia, diviene metafora della fragilità.

Completa
Anni Luce il progetto di formazione Vis à Vis ideato da Teatro e Critica e guidato da Simone Nebbia che si concluderà con un talk aperto al pubblico e orientato all'analisi delle opere viste durante i quattro giorni del focus.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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