Ozpetek, “Mine vaganti” arriva in teatro a Roma all'Ambra Jovinelli

Martedì 18 Febbraio 2020
Una scena di
«Ci hanno chiesto lo spettacolo anche a Broadway. Poi si è messo in mezzo un avvocato americano. Un vero personaggio, meriterebbe un film. E non se n’è fatto nulla». Così Ferzan Ozpetek accompagna a Roma Mine vaganti, lo spettacolo che lui stesso ha tratto dal suo film di gran successo del 2010, che segna anche la sua prima volta alla regia di un testo di prosa. Un successo quasi annunciato se, dopo un primo rodaggio di 25 repliche in giro per l’Italia, lo spettacolo arriva alla sua tappa più importante di questa stagione, l’Ambra Jovinelli dove resterà da domani all’1 marzo, già sold out da due mesi. «Abbiamo aggiunto all’ultimo due ulteriori repliche - racconta la direttrice artistica Fabrizia Pompilio - In tutto 1600 posti esauriti in due giorni». Spostata la vicenda da Lecce «in campagna», a interpretare Tommaso e Antonio, i due fratelli che si rivelano gay alla famiglia, oggi sono Arturo Muselli e Giorgio Marchesi, mentre Francesco Pannofino è il padre Vincenzo Cantone, Paola Minaccioni (che al cinema era la cameriera Teresa) è la madre Stefania e Caterina Vertova la nonna. In tutto 11 attori, con la produzione di Marco Balsamo. «Come trasporto in scena i sentimenti, i momenti malinconici, le risate di quel film? E' la prima domanda che mi sono posto - racconta Ozpetek - Sin dalla prima volta che raccontai la storia, Domenico Procacci (produttore della pellicola ndr) mi disse che poteva essere anche un testo teatrale. Ho lavorato per sottrazione, sfondato la quarta parete trasformando la platea nella piazza di paese. E poi nella mia carriera sono sempre stato fortunato con gli attori. Ho un sesto senso nella scelta e qui ho voluto anche dei debuttanti. Dirigere uno spettacolo è come cucinare, bisogna avere buoni ingredienti. Mi era stato offerto molte volte di fare teatro - ammette - Ma ho sempre detto di no. Ora penso che sicuramente ci sarà un altro spettacolo, ma non da un mio film. Vorrei una cosa un pò diversa».  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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