Dacia Maraini: «Il teatro sperimentale è tassato.
Poca fiducia nella creatività e troppo individualismo»

La scrittrice Dacia Maraini
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Lunedì 2 Dicembre 2019, 16:59

«Oggi il teatro sperimentale e dei giovani è fortemente tassato, c’è una sorta di censura economica. È difficile fare un teatro povero e, al tempo spesso, professionale. Purtroppo c’è meno fiducia nella creatività dei giovani. Non sono solo i medici e gli ingegneri a fuggire dall’Italia, ma anche i teatranti. Non si investe sui giovani». Lo dice Dacia Maraini, nell’ambito di una più ampia riflessione sulla figura di Luca Ronconi, a cinque anni dalla morte dello storico regista.

«Noi non avevamo soldi - dice Maraini - ma si poteva fare volontariato, almeno non c’erano tutte quelle tasse, che oggi stroncano le gambe. C’era la libertà di fare teatro professionale senza tassazione». Più in generale, la scrittrice, saggista e sceneggiatrice parla del cambiamento che ha investito il mondo culturale. «Il teatro e la cultura - dice - sono cambiati. Un tempo la comunità artistica era molto viva, vivace e unita e gli intellettuali si confrontavano con il popolo. L’idea del lavoro collettivo, l’idea di teatro immerso nell’ambiente ora non ci sono più, ognuno va per i fatti suoi, è tutto individualista. Una volta - conclude - c’era più spazio per la cultura intesa come grande progetto che riguardava l’antropologia». 

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