Teatro Greco di Siracusa: con Livermore, Carsen e La Fura dels Baus l’antico è all’avanguardia

Il Teatro Greco di Siracusa
di Simona Antonucci
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Giovedì 10 Giugno 2021, 16:48

Cento anni fa il Teatro Greco di Siracusa ritrovava il suo pubblico dopo le devastazioni della Guerra e la crudeltà dell’epidemia di Spagnola. Quest’estate, dopo un anno di buio per la pandemia, la Fondazione Inda riaccende i riflettori guardando al suo passato e proiettando in avanti, fino al 2022, una proposta culturale di eccellenza mondiale: capolavori dell’antico che parlano al presente in una sintesi tra tradizione e innovazione. Una manifestazione, spiega il sindaco e presidente della Fondazione Inda, Francesco Italia, «che porta 37 milioni di euro alla città».

DIONISO DONNA

Oltre cento sono gli artisti coinvolti quest’anno, per 48 serate teatrali (da tremila spettatori ognuna). Tre nuove produzioni: ritornano Davide Livermore (chiamato a dirigere la quarta inaugurazione consecutiva della Scala, «ma felice di fare spettacoli in uno dei posti più importanti della cultura occidentale e umana») e Antonio Calenda (dopo 7 tragedie e ora è alle prese con la prima commedia). Debuttano, invece, Carlus Padrissa e la compagnia La Fura dels Baus «con il primo coro aereo della storia che grazie a una gru farà volare gli interpreti» e un Dioniso donna, Lucia Lavia.

Il consigliere delegato Marina Valensise

E una mostra multimediale di foto d’epoca, «con la supervisione di Livermore, che grazie alla realtà aumentata, ci permetterà di viaggiare nel tempo», spiega Marina Valensise, consigliere delegato della Fondazione, «per raccontare le ripartenze di 100 anni fa e di oggi, con un progetto che si allunga su due stagioni». Dal 3 luglio (e fino al 21 agosto) si apre il sipario. L’inaugurazione con Coefore Eumenidi, che sarà in scena fino al 31 luglio e vedrà protagonisti fra gli altri Laura Marinoni nel ruolo di Clitennestra. Regia di Livermore che due anni fa incantò il pubblico con la sua Elena, su un palco trasformato nel mare greco.

IL COMPOSITORE CHENNA

«La tragedia è il ruolo perfetto per l’avanguardia. Con il compositore Andrea Chenna prendiamo segni antichi e li trasferiamo al presente. L’alternativa è organizzare sagre in costume». Baccanti, regia di Padrissa, è in programma dal 4 luglio al 20 agosto. Nuvole di Aristofane (firma Calenda) debutterà il 2 agosto e chiuderà la stagione il 21. Nelle tre produzioni gli allievi dell’Accademia. L’anno prossimo in cartellone l’Edipo Re di Sofocle per la regia di Robert Carsen («Edipo è il “vaso” delle tragedie e quando da giovane studiavo per diventare un attore questo testo mi accompagnò per anni»), Agamennone, che chiuderà l’Orestea del regista torinese Livermore (proposta anche in versione integrale), e Ifigenia in Tauride di Euripide del regista Jacopo Gassman.

 Il sovrintendente Antonio Calbi

Una ripartenza che punta anche su un pubblico giovane (biglietti a 10 euro), oltre che internazionale. «Siracusa», dice il sovrintendente Antonio Calbi, «ha rappresentato per il Novecento un laboratorio di sperimentazione teatrale, provando a inventare forme nuove per il teatro classico. Già venduti 20mila biglietti in 3 settimane».

Il ministro Franceschini

 Il taglio del nastro con la mostra, Orestea atto secondo (1 luglio/30 settembre 2022 a Palazzo Greco), ideata da Valensise, e le fotografie realizzate nel 1921 da Angelo Maltese, in occasione per le Coefore di Eschilo a cura di Romagnoli, con musiche di Mulè, scene e costumi di Cambellotti. «Oltre alla stagione straordinaria del Teatro Greco», conclude il ministro Franceschini, «credo ci sia una parte che si può ulteriormente sviluppare: quella della valorizzazione del circuito dei teatri di pietra che solo l’Italia può offrire. Penso in particolare alla collaborazione con la Grecia: potrebbe dare un ulteriore sviluppo alle straordinarie qualità dell’Inda». 

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