Livermore presenta l'inaugurazione della Scala in tv: «Porto i droni in teatro»

Il regista Davide Livermore
di Simona Antonucci
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Sabato 5 Dicembre 2020, 13:43

«Il tenore Jonas Kauffman canterà sulle scene di Chaplin, il Don Pasquale di Donizetti l’ho immaginato a Cinecittà, in omaggio a Fellini, mentre Butterfly, la voce dei deboli, sarà nell’ombra... 27 set per 27 arie, un’impresa. Ma siamo tutti carichi di energia e senso di responsabilità. Questo 7 dicembre vogliamo ribadire al mondo l’importanza della cultura, colonna vertebrale dell’Italia».

RICCARDO CHAILLY

Davide Livermore presenta la sua terza regia per l’inaugurazione del Teatro alla Scala: la serata “A riveder le stelle”, con la direzione di Riccardo Chailly, che sarà trasmessa da Rai Cultura su Rai1 e su Radio3 dalle ore 17 e poi disponibile su Raiplay. Un evento, senza pubblico, con 24 star del canto, da tutto il mondo, più un’introduzione con Mirella Freni, momenti di danza con Roberto Bolle, condotto da Milly Carlucci e Bruno Vespa.

Una nuova impresa (che sostituisce la Lucia di Lammermoor, con Lisette Oropesa impossibile da realizzare durante la pandemia) per il regista torinese che due anni fa ha conquistato Milano con Attila di Verdi e nel 2019 ha diretto Tosca, interpretata da Anna Netrebko. A novembre scorso, alla domanda su che cosa si può desiderare di più, rispose: «Magari farne una terza». Il sogno si è avverato... «Ma questa è un’avventura quasi rocambolesca. Sarà uno spettacolo mai visto. E anche un po’ rischioso. A me il compito, di costruire la narrazione. Dare un senso al flusso musicale: una settimana di tempo per tre ore di programma».

TOSCANINI

Livermore, 54 anni, è regista d’opera e di prosa dal 1998. Visionario, appassionato di lirica e di cinema, di teatro antico e di tecnologia, è ricorso a Brecht e Bergman, Verdi e Sting, alla bacchetta di Ezio Bosso e a quella di Toscanini, alla scena tradizionale e alla realtà aumentata per «costruire un caleidoscopio di tessere lucenti e rendere onore al miglior prodotto, italiano, sulla faccia della terra: l’opera, spettacolo globale».

MIRELLA FRENI

Nel video di introduzione Mirella Freni nella romanza “Io son l’umile ancella” da Adriana Lecouvreur. E poi, in esibizione preregistrata, in sala, e non solo, con abiti di stlisti di moda, Ildar Adbrazakov, Roberto Alagna, Carlos Alvarez, Piotr Beczala, Benjiamin Berheim, Eleonora Buratto, Marianne Crebassa, Placido Domingo, Rosa Feola, Juan Diego Flòrez, Elina Garanca, Vittorio Grigolo, Jonas Kauffman, Aleksandra Kurzak, Francesco Meli, Camilla Nylund, Kristine Opolais, Lisette Oropesa, George Petean, Marina Rebeka, Luca Salsi, Andreas Schager, Ludovic Tèzier e Sonya Yoncheva. «Così tante star dai più diversi Paesi», continua Livermore, «per ricordarci che cosa siamo nel mondo. Se all’estero si studia ancora la lingua italiana è solo grazie alla lirica. Gli interpreti più autorevoli del momento ci riconoscono questo ruolo».

LA MUSA

La Musica arriverà in “volo”. Con i capelli rossi, il viso e le “ali” dell’attrice Linda Gennari, Musa dell’evento. «Una panoramica di Milano dall’alto con i droni e poi l’ingresso dal piazzale per dare il via alla serata. Oltre ai cantanti, anche attori di prosa, mai così dimenticata, e danzatori, per raccontare la cultura italiana. Testi di Aristotele o di Victor Hugo, video, led wall, ad accompagnare le arie più famose e ricostruire gli archetipi dell’opera. Il palcoscenico è sempre stato luogo di sperimentazione e oggi più che mai».

EZIO BOSSO 

Verdi, Donizetti, Puccini, ma anche Wagner, Bizet e Massenet, “riallineati” secondo grandi temi. «Si comincerà con la Democrazia, le parole sulla Costituzione di Ezio Bosso, per finire con canti di speranza e musica della Rinascita, con le immagini di Toscanini sul podio l’11 maggio del 1946. Per ricordare che cosa vuol dire ricostruire. Allora, il Maestro dirigeva il concerto con cui veniva riaperto il teatro, distrutto dai bombardamenti. Oggi la guerra non c’è. Ma la pandemia sta distruggendo tante cose».

La critica del potere viene affidata al Rigoletto (Cortigiani, vil razza dannata), il pianto degli indifesi a Madama Butterfly, la condizione della donna, la libertà, sulle arie di Carmen, Lucia di Lammermoor, Tosca. «L’opera è sempre stata accanto alla gente, ha raccontato le storie di tutti ed facilmente fruibile. Ora, che si è spostato tutto in tv, raggiungeremo una platea più ampia. Ma la speranza è di tornare presto dal vivo». 

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