Con Glass, Dior e la danza, un ponte poetico tra Roma e Parigi

Venerdì 29 Marzo 2019 di Simona Antonucci
Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel con i costumi Dior
al Teatro dell'Opera
Un ponte culturale, poetico e glamour tra Italia e Francia, Roma e Parigi. Percorso dai passi dei ballerini e dalle passeggiate sul tappeto rosso delle celebrità, dall’ambasciatore di Francia Christian Masset e dalla presidente della Fondazione RomaEuropa Monique Veaute, insieme ad attori (Isabella Ferrari in pizzo e Nancy Brilli in pesca), influencer (Chiara Ferragni in verde prato vale per tutti), presidenti di musei (Giovanna Melandri del Maxxi) e presidenti di case di moda: Pietro Beccari, ceo, e Maria Grazia Chiuri, direttrice artistica di Dior che ha firmato i costumi dell’evento.

 A dare il ritmo, il suono e la suggestione alla serata le note di Philip Glass cui era intitolato l’omaggio presentatogiovdì 28 marzo in anteprima al Teatro dell’Opera. Venerdì 29 marzo la prima aperta al pubblico e repliche fino al 2 aprile.

Tre i brani proposti,
Hearts and Arrows di Benjamin Millepied, Glass Pieces di Jerome Robbins e Nuit Blanche di Sébastien Bertaud, la coreografia “haute couture” con costumi ideati appositamente dalla maison parigina e interpretata dall’étoile Eleonora Abbagnato e dal guest artist Friedemann Vogel.

Un omaggio al compositore statunitense che attraverso la sua musica e le numerose collaborazioni con i più grandi artisti del nostro tempo, ha esercitato un impatto straordinario e senza precedenti sulla vita musicale e intellettuale del nostro tempo.

A interpretarlo il corpo di ballo del Costanzi, diretto da quattro anni dall’Abbagnato che è riuscita con il suo lavoro e il suo sguardo internazionale e contemporaneo a esaltare qualità e potenzialità di un gruppo di giovani ormai definitivamente in grado di affrontare qualsiasi tipo di repertorio, dai classici del passato a grandi dei giorni nostri.

La prima coreografia ad accendere la serata, blindata e griffata, su inviti Dior,
Hearths and Arrows di Millepied, ballerino e coreografo francese, celebre anche per il film Black Swan con Natalie Portman, e che ha rivisitato una leggendaria pagina di George Balanchine, “Jewels del 1967.

Applausi e il palcoscenico si riempie di un festoso gruppo di 46 interpreti per
Glass Pieces di Jerone Robbins, uno dei pilastri della danza americana, eternamente a cavallo tra il musical di Broadway e il balletto classico: un vero protagonista della coreografia del Novecento. E ieri sera ha strappato sorrisi, emozioni e standing ovation alla platea internazionale.

Un intervallo bagnato da champagne francese e la conclusione con le star della serata, Abbagnato e Vogel, che hanno portato sotto i riflettori la grazia dei loro corpi e della loro interpretazione insieme con i leggerissimi tulle fiorati, tutù glamour, romantiche gonne in seta, body fiabeschi, firmati da Maria Grazia Chiuri, per il debutto di Dior al teatro dell’Opera di Roma.

Un connubio, tra la danza e la Haute Couture, una lunga storia d’amore che dura da quasi cent’anni. Risale al 1924, infatti,
Le Train Bleu, il balletto che Bronislava Nijinska coreografò per i Ballets Russes di Diaghilev con i costumi di Coco Chanel. Ne è seguita una serie di grandi collaborazioni: da Yves Saint Laurent, Christian Lacroix, Karl Lagerfeld, per non dimenticare in Italia Gianni Versace che disegnò per Maurice Bejart e William Forsythe. 

Fino al recente e intenso incontro con Maria Grazia Chiuri della Maison Dior per
Nuit Blanche, festeggiato dopo lo spettacolo con un cocktail nei laboratori del Costanzi a via dei Cerchi, dove vengono conservati costumi firmati da De Chirico e Balla, Guttuso e Picasso, testimoni del secolare legame tra arte visiva e dal vivo.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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