Attilio Fontana: «Il mio Fase Show a teatro dopo il lockdown e Clizia, il "Vero amore"»

Mercoledì 10 Giugno 2020 di Gustavo Marco Cipolla
Attilio Fontana_credits Official Instagram

È il "Ragazzo Italiano" di sempre Attilio Fontana. L'artista poliedrico che il pubblico ha imparato a conoscere per il suo talento vocale sin dai tempi della boy band made in Italy, che faceva eco ai "Take That", e negli anni ’90 ha rubato il cuore a migliaia di teenager, tutte speranzose di trovare il "Vero amore".
 

 

Fontana, legato sentimentalmente alla collega Clizia Fornasier, incontrata nel programma di Rai 1 "Tale e quale show" condotto da Carlo Conti, oggi è un papà premuroso e un attore che, sul palco così come davanti alla cinepresa, dimostra una versatile maturità professionale.Terminato il lockdown, da lunedì 15 fino a mercoledì 17 giugno, sarà in scena insieme ad Emiliano Reggente al rinnovato Teatro Lo Spazio di Roma, guidato nella direzione artistica da Manuel Paruccini, per il primo spettacolo dal vivo in città dal titolo "Fase Show". Poltrone e sedute contingentate nel pieno rispetto del distanziamento sociale e delle norme igienico-sanitarie presso la sala teatrale del quartiere San Giovanni, con l'obiettivo di trascorrere piacevoli momenti tra le note grazie ai brani musicali tratti dal repertorio dei due protagonisti. Canzoni, gag esilaranti, "sanificata ironia" e tanto divertimento, coinvolgendo gli spettatori senza alcun rischio di assembramenti. Con loro alla chitarra Franco Ventura e Roberto Rocchetti al pianoforte. E mentre la nuova insegna del teatro di via Locri è ormai diventata il manifesto simbolico della rinascita culturale romana post-Covid, Attilio Fontana si racconta su Il Messaggero.it, fra curiosità e ricordi spensierati della sua carriera. In attesa del debutto a sipario aperto dopo l'isolamento forzato e circa cento giorni di chiusura.
 
Al Teatro Lo Spazio di Roma si riparte con il suo "Fase Show". Come è nata l'idea del progetto?

Nasce da una reazione-azione allo smarrimento e al dibattito sfrenato della nostra categoria, in seguito ad infiniti commenti e lotte per capire cosa sarà di noi ufficialmente. Io ed Emiliano Reggente abbiamo pensato che tornare sul palcoscenico fosse in assoluto l’atto più eroico e concreto attraverso cui riprendere confidenza con il nostro luogo e il pubblico. Per ricreare quell’empatia dispersa tra guanti di plastica, distanza e mascherine.

Cosa vedranno in scena gli spettatori?

Sicuramente giocheremo, ovviamente rispettando le regole, con questa nuova vita “post-Covid apocalittica” che siamo costretti a vestire, edulcorando alcuni meccanismi sociali. In particolare ci saranno canzoni e gag, cercheremo di scatenare sorrisi e, finalmente, qualche emozione dal vivo.

C'è bisogno di leggerezza dopo il lockdown.

Sì, certo, è la nostra missione. Scongelarci, artisti e pubblico, uscendo dalla “Fase Show” più leggeri ed empatici.

Ha fatto parte dei “Ragazzi Italiani". Che ricordi ha di quegli anni? Sente ancora gli altri componenti della boy band?

Ci sentiamo in un gruppo WhatsApp con grande affetto e ironia. A volte capita di ritrovarsi a cena insieme, scambiandoci come figurine ricordi di quel bellissimo e spensierato periodo. Ci vogliamo bene.

Dal cinema alla fiction, un ruolo che le piacerebbe interpretare?

Ho davvero voglia di ritornare sul set, ho fatto tantissime maratone di teatro negli ultimi tempi ma spero arrivi presto un ruolo sul grande schermo o in televisione. Considerata la maturità raggiunta, mi auguro non sia quello del solito bravo ragazzo, magari un cattivone...

Protagonista di "Tale e quale show" su Rai 1 con una sorella, Maria Grazia, tra i coach della trasmissione condotta da Carlo Conti. Che esperienza è stata?

Fantastica, nei miei anni meno “visibili” mi sono impegnato artisticamente come un pazzo e ho studiato parecchio. Per uno come me, che lavora solo grazie al talento, è stata una rinascita in tivù. E in Italia ciò accade raramente. Un viaggio meraviglioso e un trofeo prezioso. 

Clizia Fornasier, il "Vero amore" della sua vita?

Assolutamente sì, il Vero amore.

Cosa si augura per l'industria italiana dello spettacolo che è ferma da un po'?

Di ricominciare presto con tutto il cuore e la passione. Personalmente ho perso due tournée e diversi progetti. Se  penso a strutture, teatri e famiglie che sono bloccati, e lo saranno per molto tempo, vedo un danno economico,
artistico e vitale incalcolabile. Siamo persone ma soprattutto lavoratori instancabili, aziende in difficoltà come le altre. Anche se dall’esterno, quando si guarda al nostro mestiere, sembra un mondo più luccicante e frivolo.

Sarà un'estate difficile per i live.

Si, molto, però rimango ottimista. Bisogna ripartire sporcandosi le mani e pure i guanti. Con o senza la politica dovremo affrontare il cambiamento e cominciare a muoverci  per ricostruirci.

Progetti futuri?

Due spettacoli che spero riprendano, un disco e, nel cassetto dei sogni, un mio show che ho finito di scrivere durante il lockdown. Tra pochi giorni, dal 15 al 17 giugno al Teatro Lo Spazio della Capitale, il primo debutto in scena dopo fiumi di parole e di Amuchina.

 

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