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Andrea Rivera: «La strada è il mio palcoscenico»

Andrea Rivera: «La strada è il mio palcoscenico»
di Andrea Andrei
3 Minuti di Lettura
Giovedì 19 Maggio 2016, 09:03 - Ultimo aggiornamento: 24 Maggio, 21:19

«A Voltaren me dicono: “Sii Fluifort”». È l'incipit di un video che da mesi sta letteralmente spopolando su YouTube. Un simpaticissimo nonsense che tira in ballo tutti i farmaci più famosi. Un video che condensa perfettamente lo spirito e la comicità di Andrea Rivera: giochi di parole a non finire, accento capitolino puro e sullo sfondo la strada, con i suoi rumori e i suoi personaggi, la città come milioni di persone la vivono ogni giorno. È proprio questo il segreto dell'attore romano: non avere segreti e scendere fra la gente con una chitarra, preferendo i marciapiedi e i locali di Trastevere ai palchi tradizionali e i social network ai trailer con gli effetti speciali.

«Ho suonato per strada per 15 anni - racconta a Messaggero Tv - e quello che dico sempre ai ragazzi che vogliono fare teatro è: “Buttatevi per strada, perché se la gente si ferma per strada a sentirvi, vuol dire che valete davvero”. Oggi invece vedi queste file immense di persone che si presentano ai provini per i talent show, e la cosa mi mette un po' di tristezza. Penso che sarebbe bellissimo vedere quelle diecimila persone tutte in strada a suonare». Ciò non vuol dire che Rivera disprezzi il palcoscenico, anzi. Il 24 maggio sarà all'Auditorium Parco della Musica, con il suo spettacolo “Pillole”, un palese riferimento al video sulle medicine di cui sopra ma anche la spiegazione più chiara e concisa della formula preferita di Rivera: brevi sketch improvvisati in cui il doppio senso la fa da padrone. «Non so nemmeno io cosa farò sul palco», scherza, ma di sicuro ci sarà da divertirsi: Andrea ha invitato anche alcuni suoi amici attori e musicisti romani, fra cui Mannarino, che come lui è uno degli ultimi “stornellatori”. E che come lui non perde occasione per piazzare la battuta: «Mi ha detto: “Vengo alle dieci, con calma”. Boh, staremo a vedere».
 

 

LA RICONCILIAZIONE
Musica e risate, insomma, come nella migliore tradizione del teatro canzone di cui Rivera, diventato famoso per la sua partecipazione ai programmi di Serena Dandini, che furono trampolino di lancio per tanti comici “impegnati”, è considerato uno dei pochi esponenti rimasti. E non a caso, fra una battuta e l'altra, Andrea non riesce proprio a trattenere l'istinto di dire la sua.

Un impulso che quasi dieci anni fa fece scoppiare un vero putiferio, tanto da far finire il suo nome sulle colonne dell'Osservatore Romano. Era il primo maggio 2007 e Rivera presentava il concertone a piazza San Giovanni, e un paio di sue battute riferite al Papa e alla Chiesa mandarono su tutte le furie il Vaticano e la Cei. Un “incidente” a cui il comico ha voluto porre definitivamente rimedio proprio in occasione della sua visita a Messaggero Tv: «Oggi firmiamo i Patti Riverensi, perché 'sto Papa me piace proprio. Va in mezzo alla gente, vive in una piccola casa». Poi sbotta: «Mica come Bertone, che dice: “Aspetta un attico”. Sor France', davvero, ti aspetto a teatro».

andrea.andrei@ilmessaggero.it

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