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Benevento, dal carcere al teatro: al via la seconda edizione del Festival «Portami là fuori»

Nel carcere di Airola spettacoli, concerti e laboratori e “l’Amleto principe di airola” va in scena al Campania teatro festival

Benevento, dal carcere al teatro: al via la seconda edizione del Festival «Portami là fuori»
6 Minuti di Lettura
Venerdì 10 Giugno 2022, 22:09

Può un carcere minorile diventare protagonista di un Festival? La risposta è sì, e a rendere tutto questo possibile è la onlus CCO - Crisi Come Opportunità, che da il via alla seconda edizione del festival “Portami là Fuori”: due giornate - il 10 e l’11 giugno - per portare fuori le storie, le esperienze, la musica e gli spettacoli nati all’interno dell’Istituto di Penale per Minorenni di Airola, in provincia di Benevento. Rappresentazioni, concerti, laboratori inediti che vedranno protagonisti i giovani detenuti e grandi protagonisti della musica e della cultura italiana, e non solo.

Lo spettacolo "Amleto Principe di Airola" 

Si comincia il 10 giugno con il debutto assoluto dell’“Amleto principe di Airola”, che porterà - per la prima volta! - i giovani neo-attori fuori dal carcere in un contesto, quello Campania Teatro Festival, che produce spettacoli, promuove la scrittura di testi per il teatro, e valorizza luoghi, artisti e professionalità partenopee. Un festival nel festival che inizia con questa straordinaria, potente pièce realizzata grazie al lavoro di CCO, in collaborazione con l’Istituto Penale per Minorenni di Airola, e che andrà in scena nel Praterie del Gigante - Real Bosco di Capodimonte.

“Che devo fare? Vendetta devo fare?”. E se per William Shakespeare c’era del marcio in Danimarca, possiamo dire che c‘è del buono in quel della Campania, ed è proprio un Amleto, “Amleto principe di Airola”. Questo è uno spettacolo innovativo, coraggioso, che si basa sul testo tratto dall’“Amleto di Poggioreale”, scritto da Maurizio Braucci, e che è il frutto del presidio culturale permanente dell’IPM di Airola, dove i tre laboratori di teatro, rap e percussioni - curati da CCO e dal rapper Luca Caiazzo, in arte Lucariello -, hanno lavorato all’unisono per portare in scena una contemporanea versione del classico della letteratura inglese. 

La project Manager: «Emozionati e soddisfatti»

«Siamo molto soddisfatti ed emozionati per questo risultato - spiega Noemi Caputo, Project Manager di CCO e curatrice del progetto - si tratta di un pezzo importantissimo, fondamentale del nostro impegno come onlus, in cui siamo riusciti a far collaborare esperti del mondo dello spettacolo - e ringraziamo Luca Caiazzo, Pino Beato, Lello Genovese, Fabrizio Nardi e Alessandra Asuni - insieme ai giovani ragazzi detenuti e alle studentesse di un istituto superiore del territorio. Tre realtà differenti che si incontrano e mescolano per dare vita a una rappresentazione che non è solo la conclusione di un percorso, ma che rappresenta un viaggio introspettivo fatto dai ragazzi - e anche da noi formatori - sul tema della vendetta e della distinzione tra giusto e sbagliato». 

Un adolescente in carcere fa male 

Si prosegue nella giornata di sabato 11 con un laboratorio pomeridiano a porte chiuse, ma aperto ai ragazzi del carcere, che verrà guidato dal rapper Oyoshe; mentre alle 18 nel Chiostro Comunale la musica la farà ancora da padrona con “Musica In-Chiostro” del Lucariello Quartet, e che vedrà esibirsi Lucariello, Ciccio Merolla, Pietro Condorelli e Davide Afzal insieme ai rapper Kento e Oyoshe, e ai ragazzi di BRL - Benevento Rap Lab della Cooperativa Sociale Sale della Terra e dell'Istituto Penale per Minorenni di Airola. Aperto al pubblico e gratuito, il concerto si terrà nel suggestivo chiostro del Comune di Airola, che per l'occasione sarà allestito con le opere prodotte dai ragazzi dell’IPM nell’ambito del laboratorio di street art, a cura di In Wall We Trust, e cui seguirà una jam session e un dj set.

«Vedere un adolescente nel pieno delle sue energie rinchiuso in un carcere è qualcosa di doloroso e innaturale - commenta Luca Caiazzo - questi ragazzi sono il frutto di una profonda povertà educativa e di contesti familiari di assoluto degrado. Siccome non sappiamo come affrontarli, li nascondiamo in questi istituti, come si fa con la polvere sotto al tappeto. Noi non salviamo nessuno. La musica, il teatro, la poesia, lavorando sull’empatia, ci permettono di guardarci allo specchio attraverso una nuova prospettiva e il rap diventa quello strumento magico che permette, anche a un rapinatore o a un killer, di raccontare la sua umanità, la sua poesia».

Arte teatro e musica per superare le barriere 

Nato per segnare un cambiamento, Il festival in questi due anni è riuscito a creare nuove connessioni, a fare rete, e numerose sono le adesioni delle realtà che sostengono il territorio. Dal Comune di Airola alla ProLoco, passando per Airolandia, Textures, Mediterraneo Comune, In Wall We Trust, l’IPM di Airola (BN) - cui va uno speciale ringraziamento alla direttrice Marianna Adanti, al comandante e a tutto il personale di polizia penitenziaria, agli educatori ed educatrici -, e l’I.I.S. A.M. de’ Liguori di Sant’Agata de’ Goti (BN).

«La partecipazione dei nostri studenti al progetto rappresenta l'espressione tangibile dell'apertura, della contaminazione, della sperimentazione di nuove e possibili strade da percorrere per i nostri giovani - spiega la dirigente dell’I.I.S. A.M. de’ Liguori, Maria Rosaria Icolaro - Il capitale umano più che un peso economico credo debba avere un peso culturale, sociale e profondamente solidale. Dall'impostazione dinamica e moderna della didattica posta in essere dalla professoressa Roberta Ciervo, nascono sempre azioni feconde ed esperienze formative di ampio respiro. A lei, e a tutti gli esperti impegnati in questo progetto, va il mio plauso».

L’arte, il teatro, la musica per superare ogni barriera, è per questo che Crisi Come Opportunità ha scelto l’occasione di questo festival per lanciare una canzone inedita, “Guaglione Sfortunate”, scritta e interpretata dai ragazzi dell’IPM di Airola Feat Lucariello, che sarà disponibile e scaricabile su Spotify e su Youtube con un video. CCO è diventata a tutti gli effetti la cassa di risonanza - mai espressione è stata più efficace - per questi ragazzi che desiderano trovare un loro posto nel mondo e dare voce a chi in questo momento non ce l’ha. Questo è uno dei valori fondanti della Onlus con sede a Roma e guidata da cinque donne - Giulia Agostini, Giulia Minoli, Noemi Caputo, Benedetta Genisio e Francesca Elia - e che attraverso la drammaturgia e la rappresentazione teatrale raccontano, spiegano, formano, educano a una partecipazione attiva della società.

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