L'epopea dell'Isola delle Rose davanti alla Romagna diventa un film con Elio Germano: la battaglia di un idealista contro i poteri bigotti Il trailer

Venerdì 27 Novembre 2020 di Paolo Travisi

Rimini 1968, gli anni della contestazione studentesca, un ingegnere idealista e sognatore, Giorgio Rosa, ha un sogno ribelle e visionario, quello di creare un'isola dove poter essere liberi in uno stato libero e indipendente con tanto di bandiera e linguaggio universale, l'esperanto. Un'isola fatta di acciao a pochi chilometri dalla riviera romagnola, appena 500 metri oltre le acque italiane, in acque internazionali. Insieme ad un amico imprenditore, (Leonardo Lidi) la visione del giovane ingegnere, interpretato da Elio Germano, diventa realtà grazie all'ingegno artigianale ed al desiderio di creare qualcosa di unico, dove l'aspirazione è la libertà assoluta. In pochi mesi nasce nel mare adriatico, (L'incredibile) isola delle rose, - su Netflix dal 9 dicembre - dove arrivano un apolide tedesco (Tom Wlashiha), naufraghi, turisti italiani e stranieri, che si scatenano sulla piattaforma d'acciaio e cemento, ballando le hit degli anni Sessanta. Fino a quando le autorità decisero di abbatterla temendo una deriva che poteva includere, a loro dire ma senza che Giorgio Rosa ne avesse mai fatto menzione, la nascita di un Casinò (tutt'ora negato alla Romagna e all'attigua San Marino), locali peccaminosi a base di strip tease, pericolosi studi per radio e tv "libere" e persino - la più ridicola e infondata di tutte le ipotesi - la base per missili sovietici. 

 

 

 

Al fianco dell'ingegnere, la fidanzata Gabriella, interpretata da Matilda De Angelis, un donna appassionata che lo trascina nella sua ambiziosa avventura fino al Consiglio d'Europa di Strasburgo dove Rosa chiede il riconoscimento come Stato indipendente. Il sogno si spezzerà, quando il Governo Italiano, il cui Presidente della Repubblica era Giovanni Leone (Luca Zingaretti), deciderà di "affondare" l'isola. La storia dell'Isola della rosa, nel suo racconto incredibile, è del tutto vera.

 

 

Sydney Sibilia, regista de L'isola delle rose, racconta nel corso della conferenza stampa virtuale che "stavo cercando una storia, mentre stavamo scrivendo Smetto quando voglio 2 e 3, tenevo sempre la pagina di Wikipedia aperta per cercare informazioni, finché è apparso un link sull'isola delle rose, l'ho letto e ho pensato che fosse un film già fatto. Le cose più assurde raccontate nel film sono vere, quelle più normali sono romanzate. Matteo Rovere, produttore del film, racconta la genesi del film: "l'idea è nata qualche anno fa, abbiamo saputo di questo incredibile personaggio, Giorgio Rosa, che aveva questo sogno utopistico, era una storia un po' folle e con Netflix abbiamo trovato un partner per una dimensione internazionale, che potesse essere compresa anche da altre culture".

Il protagonista è Elio Germano, che recita in perfetto dialetto bolognese. "Una delle cose che mi ha colpito, intervistando i reduci dell'epoca a Bologna, per riprodurre quell'accento, era che allora si faceva a gara per chi facesse la cosa più strana di tutti, il vero motore del personaggio, mentre oggi si rincorre l'omologazione ed i like. Mi è piaciuto l'aspetto nerd del personaggio, mi sono venuti in mente quei capoccioni della Sylicon Valley, che non sono mai nel presente, ma hanno la testa sempre in altri progetti". Oltre l'apparente leggerezza del film, il tema centrale del film, è la ricerca della libertà. "Oggi l'idea di libertà è declinata al ribasso - afferma Elio Germano - penso alle persone che non hanno la libertà di accedere alle cure ed all'istruzione, quindi prima penserei al diritto di sopravvivenza delle persone. Dopo la pandemia siamo anche nella difficoltà di sognare, di pensare al futuro, quindi un film così ci aiuta ad alleggerire». 

 

Luca Zingaretti che interpreta il Presidente della Repubblica, Giovanni Leone, è rimasto colpito dal racconto diverso di un'epoca: "gli anni Sessanta sono sempre ricordati per il boom economico o per la contestazione, ma sono stati anche anni folli". Per Matilde De Angelis, il personaggio femminile principale del film "ho trovato interessante il personaggio di questa donna molto all'avanguardia per essere in quegli anni, insegna, studia ed è anche il motore di Giorgio Rosa. Era una storia che neanche la mia famiglia, genitori e nonni, conosceva ed è sempre emozionante vedere la mia città, Bologna, in un film”. 

La storia, come dicevamo è reale, ed il regista Sydney Sibilia, ha incontrato l'ingegner Rosa, scomparso recentemente, che all'epoca dell'incontro aveva 92 anni. "L'ho conosciuto, quattro anni fa nella sua casa di Bologna. Gli ho chiesto prima di tutto perché e cosa c'era dietro quell'isola, non ero ancora convinto del soggetto, nonostante i tanti racconti che ho inserito nel film. Gli ho chiesto se gli facesse piacere un film su di lui e mi disse di no. Da quella negazione decisi di fare il film. E' la forza di uno solo il vero centro, come dire che ognuno di noi è potentissimo e se il mondo non ti piace, puoi creartene uno tuo. Lui il 1° maggio del '68, il mondo migliore se l'è costruito". 

La sfida più difficile per dare verosimiglianza al film, è stata la costruzione dell'isola, una piattaforma in mezzo al mare, "la strada di farla realmente nel mare era impossibile, allora l'abbiamo realizzata negli studios di Malta, dove ci sono delle piscine fatte all'interno dell'oceano" ha precisato Matteo Rovere. 

 

Video

 

 

Ultimo aggiornamento: 28 Novembre, 16:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA