Jo Nesbø, il maestro del crime scandinavo sbarca su Sky: «La mia missione: spingermi nell'oscurità. Borghi? Un'interpretazione perfetta»

L'attore protagonista di The Hanging Sun (Sole di Mezzanotte) è Alessandro Borghi nei panni di un uomo in fuga dal proprio passato da killer. Dal 12 dicembre su Sky

Jo Nesbø, il maestro del crime scandinavo sbarca su Sky: «La mia missione: spingermi nell'oscurità. Borghi? Un'interpretazione perfetta»
di Francesco Musolino
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Venerdì 2 Dicembre 2022, 08:06 - Ultimo aggiornamento: 08:37

«Uno scrittore affonda le mani nell'inconscio e deve saperlo ascoltare, spingendosi nell'oscurità». Firmato Jo Nesbø, il maestro indiscusso del crime scandinavo con oltre 55 milioni di copie vendute. Collegato via zoom, risponde dal suo studio, una stanza luminosa con vista su Oslo. L'occasione è l'intervista lancio per The Hanging Sun Sole di Mezzanotte, il film presentato fuori concorso alla 79a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia che sbarcherà in esclusiva sul palinsesto Sky Cinema lunedì 12 dicembre (in streaming su Now). Si tratta di una ambiziosa coproduzione italo-britannica, un thriller noir tratto dall'omonimo romanzo di Nesbø (edito da Mondadori). Ambientato nell'estremo nord della Norvegia in un villaggio su cui il sole non tramonta mai eppure «tutta quella luce commenta Nesbø non nasconde l'oscurità degli uomini».

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Scritto da Stefano Bises e diretto da Francesco Carrozzini con la fotografia di Nicolaj Bruel, il protagonista è Alessandro Borghi («un'interpretazione perfetta», commenta Nesbø), nei panni di un uomo in fuga dal proprio passato da killer. John incontrerà Lea (Jessica Brown Findlay) e insieme cercheranno una possibile salvezza e intanto, nel 2023 Nesbø annuncia il tredicesimo libro di Harry Hole, Killing Moon.


Ha visto il film?
«Sì, mi è piaciuto molto. Sono rimasto colpito da questa produzione».


Ha partecipato al processo creativo?
«No, non sono intervenuto sulla sceneggiatura ma ho incontrato Francesco Carrozzini a Los Angeles un paio d'anni prima del film, l'ho rivisto a Oslo e ci siamo tenuti in contatto telefonico».


Le è piaciuta l'interpretazione di Alessandro Borghi?
«Assolutamente. In un romanzo apprendi la storia del protagonista dal suo punto di vista, in prima persona, invece, per uno sceneggiatore la regola fondamentale è show, don't tell. Il mio John, interpretato da Alessandro Borghi, è molto silenzioso, una cosa insolita in un film italiano. E il pubblico vuol sapere cosa nasconda quel silenzio. Sì, Alessandro Borghi è stato perfetto. Estremamente espressivo, cogliendo tutto l'oscurità di John».

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Le donne nel romanzo e così anche nel film, sono vittime, succubi di una società maschile. Un tema molto attuale?
«Solo dopo aver posato la penna, mi rendo conto che talvolta nelle mie storie affiorano tematiche attuali e accade perché tutto ci influenza, inevitabilmente».


Crede che esista il Male?
«Ma cos'è il male? A volte si tratta di prospettiva narrativa. In questa storia ciò che colpisce è che tutti credono di avere ragione e credendo di essere nel giusto, paradossalmente finiscono per danneggiare i propri figli, anziché proteggerli».


Nel suo libro il protagonista è un killer incapace di uccidere ma nel film le cose vanno diversamente. Va bene così?
«Certo, non sono geloso. E non penso che un film debba essere la trascrizione fedele di un mio romanzo. Anzi, mi piace che se ne discosti, le mie storie sono un input che un regista e un attore di talento possono sviluppare. Ed è proprio quello che è successo in The Hanging Sun».


John incontra Lea e improvvisamente una salvezza, per entrambi, sembra possibile.
«Proprio così. Non importa cosa sia successo, c'è sempre altra vita in arrivo. Questa è la morale del film».


La libertà può fare paura?
«Sia che si tratti di una setta, di un partito politico o di una gang criminale, ci sono persone che hanno bisogno di far parte di qualcosa, abbracciando un codice. Ma quando John intende smettere di fare il killer e ricominciare una nuova vita, dovrà fare i conti con il proprio passato»


Il suo personaggio più celebre è l'ispettore Harry Hole. Dopo L'uomo di neve (2017, con Michael Fassbender nel ruolo del protagonista) lo rivedremo sullo schermo?
«Stanno lavorando ad una serie tv con la tv norvegese. Ma non so altro. Io penso a scrivere i libri».


Killing Moon è uscito in Norvegia e l'anno prossimo arriverà in Italia con Einaudi. Cosa leggeremo?
«È il tredicesimo romanzo della serie. La vita dell'ispettore Harry Hole è a pezzi e lui vuole andare via da Oslo. Nelle prime pagine, in un bar a Los Angeles incontra Lucille, una donna nei guai, ostaggio del cartello della droga. Lucille gli ricorda la propria madre, deceduta quando lui era solo un ragazzo. È come se avesse una seconda chance per salvarle la vita e ciò lo riporta ancora una volta, ad Oslo, alle prese con un duplice omicidio».

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