Torna su Crime+Investigation la miniserie sui delitti in famiglia: da Donato Bergamini ad Aral Gabriele, i gialli che hanno scosso l'opinione pubblica

Torna su Crime+Investigation la miniserie sui delitti in famiglia: da Donato Bergamini ad Aral Gabriele, i gialli che hanno scosso l'opinione pubblica
4 Minuti di Lettura
Venerdì 22 Ottobre 2021, 11:48 - Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre, 10:42

Torna la seconda stagione di Delitti, la miniserie in 4 episodi in cui i protagonisti sono legati da vincoli familiari.  Martedì 26 ottobre è andato in onda in onda su Crime+Investigation (su sky canale 119) Il caso di Donato Bergamini, il calciatore più amato della curva del Cosenza, investito e ucciso da un camion il 18 novembre 1989.  A raccontare la dinamica dell’incidente è la sua ex fidanzata, Isabella Internò, che era con lui al momento della disgrazia: Donato, che tutti chiamano Denis, si sarebbe ucciso buttandosi tra le ruote di un camion. Ma la storia non convince, anche se passeranno 27 anni prima che emerga la verità, e cioè che Donato è stato ucciso e spinto sotto le ruote del camion, dopo essere stato strozzato con una sciarpa. Isabella Internò viene indagata per concorso in omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione, e insieme a lei c’è anche il suo attuale marito, Luciano Conte. Per la famiglia di Denis sono i primi pezzi di verità.

Martedì prossimo, 2 novembre, verrà trasmesso il quarto episodio, “Il segreto di un figlio”. Tratta la storia di Aral Gabriele, 27 anni quando a Roma, il 22 marzo del 2002, ritrova i corpi dei suoi genitori senza vita nell’elegante appartamento di famiglia in via Lupatelli. I coniugi Gabriele sono stati avvelenati con un sonnifero 48 ore prima del ritrovamento, e i loro cadaveri, avvolti in due grandi sacchi di plastica neri, giacciono ai piedi del letto. Una famiglia distrutta, proprio alla vigilia della laurea di Aral, lo studente modello, il ragazzo che ha fatto l’obiettore di coscienza con i ragazzi diversamente abili, l’orgoglio di mamma Elena e papà Gaspare. Non c’è segno di scasso o furto e l’attenzione degli inquirenti, grazie ad alcune intercettazioni, si focalizza su Aral, che a quanto pare nascondeva ai suoi un grande segreto: il libretto universitario pieno di esami sostenuti e ottimi voti era falso e la prossima laurea era piuttosto un miraggio. In breve tempo gli investigatori accoppiano al possibile movente anche un indizio vero e proprio: su uno dei due sacchi neri c’è l’impronta di una scarpa. La scarpa di Aral. Il ragazzo viene arrestato e condannato nel 2005 a 28 anni per l’omicidio dei suoi genitori. Dal 2006 è recluso nel carcere di Volterra, vuole laurearsi e continua instancabilmente a professarsi innocente.

Il 19 e il 20 ottobre è già andato in onda, ma verrà replicato Il massacro di Lecce, avvenuto il 21 settembre 2020. Eleonora Manta e Daniele De Santis, una giovane coppia che ha appena iniziato a convivere, vengono uccisi con sessanta coltellate. Nessuno immagina chi possa essere l’omicida. I primi giorni di indagini non portano a nulla, ma durante la fuga, l’assassino ha lasciato molte tracce dietro di sé: cinque biglietti manoscritti in cui scrive per filo e per segno il programma dell’omicidio e la mappa del percorso da seguire per evitare le telecamere. Gli investigatori risalgono così al nome di Antonio De Marco, l’ex co-inquilino della coppia, uno studente di Scienze Infermieristiche assolutamente insospettabile. De Marco dice di aver ucciso i due ragazzi perché non sopportava la loro felicità, ma dice anche che Eleonora e Daniele sarebbero state solo le prime vittime di una lunga serie. L’analisi del passato dell’assassino e il suo profilo psicologico diventano per gli investigatori un viaggio nell’assurdo.

La miniserie è firmata da Annalisa Reggi, Arrigo Benedetti e Nicola Vicinanza, per la regia di Nicola Prosatore e Carlogabriele Bianchini. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA