Roma, il 18 marzo all'Ambasciata di Francia si incontrano cucina italiana e d'oltralpe

Martedì 17 Marzo 2015
Tre chef francesi, accolti da altrettanti cuochi della capitale, cucinano in questi giorni a quattro mani nei locali romani. E il giorno di San Giuseppe, il 19 marzo, oltre 90 chef di tutta Italia celebreranno con menù francesi la Giornata Mondiale dedicata alla cucina d'oltralpe.

In vista di questa eccezionale festa gastronomica che coinvolgerà in tutto il mondo 1500 cuochi, sotto il titolo "Gout de France/Good France", si tiene mercoledì 18 all'Ambasciata di Francia presso la Santa Sede una tavola rotonda sugli stretti rapporti che ci sono, da secoli, tra le cucine di Francia e Italia, esplorando i vari aspetti che legano tradizioni gastronomiche, economia, cultura e salute. Al tavolo Guillaume Gomez, chef dell’Eliseo, e Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità. Organizzato dall’Ambasciata di Francia in Italia e l’Institut français Italia presso Villa Bonaparte, il dibattito - moderato dal giornalista del Corriere della Sera Luca Zanini - affronterà i temi che ruotano intorno alla storia del cibo nei due paesi, ma si spingerà anche ad analizzare il futuro dell'agricoltura e delle piccole produzioni locali con un occhio particolare alla tutela dell'ambiente e della biodiversità. Francia e Italia condividono una ricchezza culinaria e un terroir eccezionali.



Entrambi i Paesi si pongono – assieme ai loro vicini europei - nuovi interrogativi attorno alla valorizzazione sia culturale che economica di questo patrimonio in continua evoluzione. Non c'è regione o città, oggi, che ignori il forte impatto della gastronomia sulla capacità di attrazione dei territori ed il potenziale di espansione internazionale che ne deriva per le aziende. Tanto che in Francia, dopo che dal 2010 la cucina francese è diventata Patrimonio dell'umanità (il Menu gastronomico francese è stato riconosciuto dall’Unesco), numerose città fanno a gara per ottenere il riconoscimento di "città gastronomiche". Si parlerà anche, naturalmente, della cucina di moda e del delirante mondo degli chef-star. In vista dell’Expo 2015 dedicata al tema “Nutrire il pianeta”, si metterà l'accento sui concetti di territorio, di ambiente, di cucina e di chef. Mentre molti chef si trasformano da lavoratori delle cucine in star televisive, la loro professione diventa sempre più ambita.. E forse si è perso un po’ il significato culturale della cucina come culmine di un percorso di produzione e tutela delle tradizioni e dei prodotti tipici. Il convegno punta ad aiutare il pubblico dei gourmet e dei semplici appassionati di cucina a superare la confusione delle troppe immagini e delle troppe parole che oggi circondano il mondo del cibo, per tornare a parlare della terra e dei prodotti che generano e influenzano le cucine di ogni regione o Paese. Com'è iniziata sia in Francia che in Italia la tendenza che lega intimamente la gastronomia, l'economia e la cultura?



L'interesse senza precedenti per la cucina -testimoniato dalla proliferazione di trasmissioni, blog e libri -deve indurre anche a riflettere sul rapporto tra uomo e natura, sul fatto che la gastronomia è strettamente correlata con la salute, l'ambiente e lo sviluppo sostenibile. È necessario sviluppare una coscienza civica anche nel settore dei consumi gastronomici. I diversi attori del settore - chef, consumatori, industria alimentare, piccoli produttori – e i protagonisti dell'economia sociale e solidale non possono più rinviare il confronto su questi temi.



Perché quel che scegliamo di mettere sulle nostre tavole può determinare il nostro futuro in termini di salute ma anche di una sana ripresa economica. L’incontro è aperto al pubblico, previa registrazione con una mail a eventi@ifcsl.com.
Ultimo aggiornamento: 18 Marzo, 22:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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