Ottant'anni di Moka: a Roma una mostra celebra la mitica caffettiera

Giovedì 2 Ottobre 2014 di Francesca Spanò

C’è la caffettiera più piccola del mondo, quella che produce una sola goccia di caffè e quella più grande di sempre, lanciata da Bialetti e, attraversando i decenni si arriva a quella più moderna che suona l’inno della squadra del cuore. Dal chicco alla tazzina, si scopre come la bevanda più amata e non solo al mattino, ha accompagnato gli italiani scandendone il cambio di abitudini e di stile di vita. “La moka si mette in mostra, un’intuizione geniale diventata mito” è arrivata a Roma, alle Scuderie di Palazzo Ruspoli ed è una mostra itinerante, gratuita, che resterà in città fino al prossimo 12 ottobre.

Non è una installazione qualunque ma è in grado di divertire e incuriosire, anche chi non si può proprio definire un cultore del caffè. E’ realizzata in collaborazione con Bialetti Industrie, ma tra i pezzi unici, pure il meglio della straordinaria collezione di Andrea Moretto (http://www.caffettiereitaliane.com/), che conserva ben 750 pezzi ormai introvabili. Il percorso espositivo si snoda attraverso la storia della Moka Express, inventata da Bialetti nel 1933 e diventata una vera icona dei nostri tempi. Il termine è legato alla scoperta della pianta del caffè, nella città di Al Mocha nello Yemen. Pare che questa sia stata casuale e dovuta al fatto che i pastori notavano la particolare eccitazione delle capre che brucavano il curioso vegetale e le sue bacche. Le prime caffettiera in vendita non avevano alcun logo, ma quando la concorrenza divenne una certezza, arrivò il mito: l’omino con i baffi, re del Carosello.

L’esposizione girerà l’Italia proprio in vista di Expo 2015, raccontandone rituali, segreti e leggende, ma anche storia vera. Come quella che ha portato un giovane imprenditore creativo, Alfonso Bialetti, a creare e a commercializzare questo strumento emblema del Made in Italy. La mostra si divide in sezioni: si comincia con le curiosità legate alla scoperta del caffè e della sua pianta, si prosegue con le fasi di produzione dalla tostatura alla vendita, per poi giungere alla selezione delle più curiose e particolari caffettiere realizzate nel tempo. Al centro di tutto, il cuore pulsante di questo tema caro ad ognuno: la prima Moka Express del 1933, pezzo unico. Si continua con il processo produttivo di tale fondamentale oggetto: dal confezionamento, alla produzione artigianale con macchinari d’epoca una volta e con tecniche industriali adesso. Una sezione speciale racconta di Renato Bialetti, figlio di Alfonso, che puntò sul Carosello, sulla neonata televisione e sul logo che tutti conosciamo. Sono presenti, dunque, progetti, campagne stampa, comunicati e pubblicazioni degli Anni Cinquanta e Sessanta. Nel programma sono comprese pure delle attività collaterali tra corsi di degustazione e laboratori per i bambini.

Oggi l’azienda è più forte che mai. Acquisita nel 1993 dall’attuale Presidente Francesco Ranzoni è sempre anticipatrice di mode, tendenze e idee nel settore. Per quanto riguarda il caffè, invece, chi riesce a resistere?

La Moka si mette in mostra: Scuderie di Palazzo Ruspoli, via della Fontanella di Borghese 56B. Tutti i giorni dalle 10 alle 20, orario continuato.

CURIOSITA’:

-Chi è l’Omino con i baffi?

Lo stesso proprietario, Renato Bialetti, ripreso in una simpatica caricatura da Paul Campani.

-Da dove nasce la moka, oggetto di design e ingegnoso sistema per la produzione di un buon caffè?

Bialetti si ispirò alla lisciveuse, che la moglie e le donne degli Anni Cinquanta usavano per fare il bucato.

-La forma della moka da cosa o da chi prende ispirazione?

Dalla moglie dell’industriale con la sua gonna a plissé, le spalle larghe e il braccio sul fianco.

-La pubblicità è l’anima del commercio e Bialetti lo aveva capito, tanto che chiese ad Onassis, durante un incontro, di fingersi suo amico e cliente, per convincere i primi clienti francesi sulla validità dei suoi prodotti.

-Come preparare il caffè perfetto?

Innanzitutto bisogna scegliere un’ottima miscela macinata a grana grossa. Questa va conservata lontana da cattivi odori e in un contenitore chiuso ermeticamente. Meglio usare per la preparazione acqua fresca povera di calcare. La caldaia va riempita fino al livello inferiore della valvola di sicurezza e il filtro va riempito generosamente e senza pressare la polvere di caffè. La fiamma, infine, non dovrà mai avvolgere la caffettiera.

Ultimo aggiornamento: 6 Ottobre, 08:38

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