Morto Silvano Carroli, grande baritono. Il ricordo di Placido Domingo: «Quanti successi insieme»

Domenica 5 Aprile 2020
Nell'Aida a Roma, 2009
Lutto nel mondo della lirica. Il cantante lirico Silvano Carroli, baritono dalla grande presenza vocale e scenica dimostrata nell'arco di una lunga e prestigiosa carriera, è morto ieri all'età di 81 anni nella sua casa di Lucca, dove viveva da tempo.

«Carissimo Silvano non ho parole! Ho appena saputo della tua partenza Quante indimenticabili recite facemmo insieme»: Placido Domingo in un post su Facebook ricorda l'amico e collega. «Il grande e orgoglioso Jack Rance sempre interpretato come un rivale leale. Il vile e convincente Iago che mi portò alla follia, ma che sempre sbottava a ridere appena calava il sipario. Michele nel Tabarro e Scarpia nella Tosca anche strepitosi. Il tutto con una voce e una linea squisite. Ti ricordo come se fosse ieri. Ricevi il mio ultimo applauso e tutta la mia ammirazione», scrive commosso Domingo che alla fine del post ha pubblicato alcuni link della «sua meravigliosa eredità artistica che ho avuto l'onore di condividere con lui».




Cordoglio anche da parte della città di Lucca: «La musica lirica perde un altro grande protagonista
internazionale - scrive l'assessore alla cultura della città toscana, Stefano Ragghianti - era nato a Venezia ma da anni Carroli risiedeva a Lucca dopo aver trascorso una carriera importante che lo ha condotto ad essere uno dei più quotati interpreti del repertorio operistico verdiano e pucciniano nei maggiori teatri del mondo».

Carroli si è dedicato negli ultimi 20 anni anche all'insegnamento con la cattedra di canto presso la scuola per tenori della Fondazione Del Monaco. Applaudito in tutto il mondo, Carroli è stato un eccelso interprete
del repertorio pucciniano, da "Tabarro" a "Tosca" fino alla "Fanciulla del West", ma ha cantato moltissimo anche Verdi, fin dall'inizio della carriera, che lo vide esordire al Teatro La Fenice di Venezia nel 1963. Come Scarpia, uno dei suoi ruoli più amati, venne applaudito nel 1986 al Maggio Musicale Fiorentino nella "Tosca" ambientata da Jonathan Miller nelle stesse atmosfere di "Roma città aperta". Tra le sue ultime e più applaudite esibizioni quella del 2008 che lo ha visto protagonista in due produzioni della "Fanciulla del West": al Teatro dell'Opera di Roma e al Convent Garden di Londra con la direzione di Antonio Pappano.

Nato a Venezia il 22 febbraio 1939, Carroli studiò con Marcello Del Monaco e completò la preparazione lirica sotto la guida personale del celeberrimo Mario Del Monaco, vincendo subito dopo il concorso per l'ammissione al Teatro La Fenice di Venezia, dove debuttò nel ruolo di Marcello ne «La Bohéme» di Giacomo Puccini con Mirella Freni e Giacomo Aragall per la regia di Franco Zeffirelli. Dal 1966 iniziò ad affrontare i più impegnativi ruoli del repertorio lirico verdiano, interpretando Ezio nell'"Attila", Jago in "Otello", Renato in "Un
ballo in maschera", Don Carlo ne "La forza del destino", Monforte ne "I vespri siciliani", Giorgio Germont ne «La traviata», "Simon Boccanegra", "Macbeth", Nabucodonosor in "Nabucco", Pagano ne "I Lombardi alla prima Crociata", Amonasro in "Aida". 

Catturata l'attenzione di pubblico e critica, Carroli iniziò una rapida scalata di successi che lo portarono ad ampliare rapidamente il repertorio e a esibirsi, sempre in ruoli di primo piano, nei più prestigiosi teatri italiani, europei e statunitensi. Ha inaugurato le stagioni della Scala di Milano e del Metropolitan di New York e ha cantato accanto a colleghi celebri (Kraus, Domingo, Pavarotti, Bergonzi, Carreras, Cura, Christoff, Caballè, Dimitrova, Kabaivanska, Ghiaurov), sotto la guida dei più illustri direttori d'orchestra (Kleiber, Metha, Maazel, Savallisch, Levine, Sinopoli, Patanè, Abbado, Santi, Capuana) e registi famosi (Miller, De Hana, Faggioni, Lavia).

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