Sedici cantautori e musicisti rileggono in un nuovo album le rarità di Umberto Bindi

Domenica 20 Settembre 2020 di Fabrizio Zampa
album con inediti di bindi

La storia della musica è piena di brani bellissimi, recenti o magari scritti un secolo fa (vedi autori come Duke Ellintgon, Cole Porter, George Gershwin, Irving Berlin, più molti europei, brasiliani, internazionali…) che, a sentirli, ancora oggi sembrano composti pochi giorni fa invece che negli anni Venti o Trenta del Novecento e che conservano tutto il loro straordinario fascino.
 

 

Qualche esempio? “Stardust”, scritto nel 1927 da Hoagy Carmichael, che comincia con una strofa incredibilmente bella e va avanti sulla stessa linea, “It Don’t Mean A Thing”, manifesto dello swing firmato nel 1931 da Ellington, o “Chega de Saudade”, brano del 1959 di João Gilberto che contiene tre o quattro momenti dai quali chiunque altro avrebbe tirato fuori altrettante splendide canzoni invece che una sola.
Ce ne sono tanti anche italiani, e spesso dietro ai successi più noti dei loro autori e interpeti si nascondono brani inediti, quasi inediti, rarità e chicche ormai dimenticate che solo grazie a un’attenta e faticosa ricerca possono prendere di nuovo forma e tornare alla luce. Di Umberto Bindi, cantautore genovese ucciso nel 2002 da un tumore, tutti hanno nella memoria hit come “Il nostro concerto”, “Arrivederci”, “Il mio mondo”, ma nei suoi cassetti c’erano molte altre composizioni che avrebbero meritato il successo per la loro eleganza, sostanza e qualità. In quei cassetti pieni di appunti, provini, vecchie musicassette, pentagrammi, foglietti di carta o addirittura pezzi di tovaglie di carta di qualche pizzeria è andato a frugare un altro cantautore, Ernesto Bassignano, che è stato vicino a Bindi come amico e come collaboratore negli ultimi dieci anni di vita.

Un piccolo ricordo prima di continuare: tanto tempo fa ci ritrovammo in un’osteria di via Appia Antica insieme all’immenso Marc Chagall, scomparso nel 1995 a 98 anni di vita, e lui fra un piatto e l’altro fece sulla tovaglia di carta un enorme disegno; noi facevamo finta di non guardare i movimenti della sua matita e aspettavamo solo di tornare più tardi a prendere quella preziosissima opera, ma lui, prima di uscire, ne fece una palla e con uno splendido sorriso la gettò sulla brace del forno. La roba di Umberto, fortunatamente, non l’ha mai bruciata nessuno.
Tutto quel materiale di Bindi è rimasto a lungo in altri disordinati cassetti, appunto in casa Bassignano, in un periodo nel quale ricerca e ispirazione si sono alternati a attese durate molto tempo, ma alla fine il romano Ernesto, cresciuto a Cuneo con i genitori piemontesi, ha tirato le somme e ha confessato le sue scoperte alla cantautrice Grazia Di Michele, che insieme al producer e musicista Alberto Zeppieri ha dato il via al  progetto di recuperare quei brani e affidarli ad altrettanti interpreti per inciderne una loro versione. Hanno subito aderito in tanti, da Bungaro alla violoncellista Giovanna Famulari, da Di Michele a Franco Simone, da Renato Zero alla cantante e flautista slovena Tinkara (collaboratrice di Ian Anderson dei Jethro Tull), da Bassignano a Vittorio De Scalzi, Sismica, Mario Castelnuovo, Stefania D’Ambrosio, Luca Canonici, Alex Zuccaro, le quaranta voci del Coro Quattro Canti, tutti scegliendo i più adatti a loro, e nell’album non manca  un bonus di due canzoni incise parecchi anni fa dallo stesso Bindi e da Bruno Lauzi.

Intitolato “Ritratti d’autore: Bindi, Bassignano & Friends”, il disco esce proprio oggi 21 settembre nei negozi e sulle maggiori piattaforme musicali, e due sere fa diversi interpreti l’hanno presentato dal vivo al  Forum Music Village di piazza Euclide, lo studio di registrazione fondato nel 1970 da Armando Trovajoli, Ennio Morricone, Luis Bacalov e Piero Piccioni. «Ho conosciuto Umberto nel 1990 a Recanati per il premio Musicultura – racconta Bassignano – e fu subito una grande emozione, raddoppiata dal fatto che conosceva la mia musica e mi chiese di scrivere per lui. Nacquero una serie di canzoni e poesie raffinate, brani forti e liberi da ogni tipo di condizionamento commerciale, e adesso questa operazione». «Quando Ernesto mi ha dato un cd con alcuni brani inediti di Bindi – dice Grazia Di Michele – mi sono resa conto di avere in mano un vero e proprio tesoro. Mentre ascoltavo le canzoni sentivo che dovevo condividere con tutti quelle emozioni e quelle parole, e ne ho parlato con Alberto Zeppieri perché sapevo che avrebbe capito subito».
Spiega Zeppieri che «l’occasione ha visto riunirsi intorno a un metaforico pianoforte di Bindi una serie di compagni d’avventura, amici, colleghi o semplicemente ammiratori del cantautore, gente che aveva condiviso il palco con lui o che lo stimava per i suoi dischi. E’ stata Grazia a presentarmi Bassignano, del quale mi ha conquistato l’entusiasmo genuino e senza età, e di lì è nata una squadra retta dal filo rosso della canzone d’autore e di cuore».  «La musica vola alta, e spero che a Umberto arrivino l’amore e la cura che tutti abbiamo messo nel progetto», conclude Di Michele, confessando di aver dato del pazzo a Bassignano e di averlo insultato dopo aver saputo che aveva da anni quel materiale e aveva commesso il peccato di lasciarlo “a riposo” per troppo tempo .
Trovate l’album, ve lo ripetiamo, su tutte le piattaforme digitali, da Spotify in avanti. Non ve lo perdete perché è delizioso e offre tante nuove ed eleganti scoperte.
 

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