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Sanremo, D'Atri (Soundreef): «Amadeus? Il suo è un gesto di responsabilità»

Sanremo, D'Atri (Soundreef): «Amadeus? Il suo è un gesto di responsabilità»
di Mattia Marzi
3 Minuti di Lettura
Martedì 2 Febbraio 2021, 22:18 - Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio, 16:25

«Quello di Amadeus è un bel gesto di responsabilità. Bene. Ora avanti tutta. Sono sicuro che il Festival sarà un segnale di speranza e di possibile ripartenza», dice sul caso Sanremo Davide d'Atri, fondatore e ad di Soundreef, la società di collecting alternativa alla Siae che al Festival ha le edizioni di Random, Gigi D'Alessio (autore del brano di Arisa, Potevi fare di più), e anche di Fedez (e non, come riportato erroneamente nell'articolo uscito in edicola il 31 gennaio, di Gaia, che invece è associata a Siae e non a Soundreef e rappresentata editorialmente da SONY/ATV).

Il rapper di Cigno nero è finito al centro della bufera per aver condiviso involontariamente sui social un frammento di Chiamami per nome, la canzone che dovrebbe cantare in gara in coppia con Francesca Michielin: la Rai si riserverà di decidere nei prossimi giorni, dopo aver fatto tutte le verifiche. Sarà squalifica?
«Nessun commento, attendiamo l'esito delle verifiche della Rai e del direttore artistico».

Ieri il presidente di Siae, Mogol, sul Festival ha condiviso la posizione del Ministro Franceschini: Le regole devono essere uguali per tutti, non servono forzature. Il punto di vista di Soundreef?
«Il Festival va fatto, chiaramente nel rispetto delle norme. Se la presenza degli spettatori fosse stata una reale forzatura e avessero stravolto le regole senza un chiaro parere delle autorità, avremmo preso le distanze anche noi. Ci si atterrà a quanto disposto dal Cts. Non fare Sanremo significa far passare un messaggio negativo. È parte dell'industria. Significherebbe fare un danno anche psicologico agli operatori e agli addetti già al lavoro».

Per i discografici il Festival muove appena l'1-1,5% del mercato. Un annullamento sarebbe davvero dannoso per il settore?
«Sì, perché al di là delle vendite dei dischi Sanremo è centrale anche per i live e per tutto ciò che ruota attorno alla discografia».

Però gli spettacoli sono fermi. E chissà quando riprenderanno...
«Un motivo in più per fare del Festival il traino della ripresa del settore, facendo felice anche il mondo del teatro. Da Sanremo si potrebbe lanciare un bel segnale di speranza, dare il via alla ripartenza, seguendo le norme».

Figuranti sì, figuranti no...
«Capisco le ragioni di Amadeus: per cantanti e ospiti non è facile esibirsi di fronte ad una platea vuota. Ma capisco anche le perplessità. Sono questioni delicate: aspettiamo la decisione degli esperti e se il responso sarà negativo rispetteremo tutti le loro disposizioni».

E la sicurezza dei cantanti?
«È un tema. So che se ne stanno occupando i discografici, confrontandosi direttamente con la Rai. Si devono mettere in atto tutte le strategie possibili per ridurre al minimo il rischio di contagio».

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