Salmo-Fedez, scontro dopo il concerto di Olbia. Da Motta a De Gregori, da che parte stanno gli artisti

Salmo-Fedez, scontro dopo il concerto di Olbia. Da Motta a De Gregori, da che parte stanno gli artisti
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Lunedì 16 Agosto 2021, 15:28 - Ultimo aggiornamento: 16:51

Non si ferma la polemica sul concerto improvvisato dal rapper Salmo venerdì scorso ad Olbia. E ora ci si chiede chi ha aiutato Salmo a organizzare il concerto che senza alcuna autorizzazione non si sarebbe mai potuto tenere? Gli uffici che hanno concesso il via libera sapevano che in realtà si trattava dello show a sorpresa del rapper olbiese? Sono i due principali quesiti cui cercano di rispondere le indagini del commissariato di polizia di Olbia, a caccia di eventuali responsabilità penali o amministrativi per il concerto che l’artista ha tenuto nella sua città venerdì sera, assiepando migliaia di persone ai piedi della ruota panoramica di via Principe Umberto. Tutti gli elementi raccolti sinora dagli investigatori, che sono supportati dalla polizia locale e delle altre autorità competenti, saranno la base dell’inchiesta che la Procura di Tempio - sebbene non ci sia al momento alcuna conferma - avrebbe comunque già deciso di aprire una volta ricevuta l’informativa su quanto accaduto tre sere fa a Olbia.

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Dal concerto alle polemiche

Nelle scorse ore Salmo ha rivendicato la sua sortita, sottolineando che da quel palco ha lanciato un forte messaggio di protesta per le limitazioni imposte alla musica dal vivo. Ma quella di venerdì era una performance artistica o una manifestazione di protesta? Anche a questo interrogativo occorrerà dare una risposta, anche perché dagli ambienti investigativi emerge che a Salmo - dopo che il rapper aveva manifestato pubblicamente la volontà di organizzare un concerto a sorpresa in Sardegna - era stato intimato di desistere da quell’intenzione. Solo a quel punto, pare, sarebbe emersa l’idea di un evento regolarmente autorizzato, ma in cui il nome di Salmo non compariva e la sua partecipazione non era prevista. Quanto alla scelta delle autorità di non intervenire e di lasciare che il concerto andasse avanti sino alla fine, la spiegazione starebbe nella volontà di non generare reazioni collettive che avrebbero potuto produrre problemi di sicurezza e di ordine pubblico. 

Salmo: «Non sei un artista se non infrangi le regole»

«Concerto organizzato sotto il falso nome di Dj Triplo, in Comune non sapevano di trovarsi davanti 4 mila persone». Così Salmo ha spiegato su Instagram come sia stato possibile il suo show a sorpresa di venerdì scorso a Olbia che ha sollevato grandi polemiche sul maxi assembramento senza mascherine al molo Brin. Il rapper sardo dice che «sapevo a cosa andavo incontro, ma non me ne frega», mentre sull’ipotesi di inchieste e sanzioni osserva: «Che io abbia fatto una cazzata è discutibile. Ho fatto un live sotto la ruota panoramica, a dieci metri dal corso, dove ci saranno minimo 10mila persone al giorno ammassate senza mascherina, perché non è più obbligatoria in pubblico». 

Salmo spiega anche lo scopo della sua performance. «Ho detto cose importanti sulle regolette che lo Stato ha imposto per i concerti, che sono patetiche. Dentro il concerto ti devi comportare in una certa maniera, poi esci dal recinto e fai quello che ti pare». Sulle critiche di altri artisti «uno non può definirsi un artista se non infrange le regole, chi non ha capito quella frase non è un’artista - provoca - questa cosa la dovevate fare anche voi, io mi sono battuto contro regole ridicole, ma della musica a voi non ve ne frega». L’ultimo affondo è per Fedez, con cui sabato si è scontrato su Instagram. «Non ho aderito alle tue iniziative perché mi stai sul c... - chiude - sei un politico? Fammi capire se quando parlo con te sto parlando con un artista o con un politico».

La replica di Fedez

Fedez in una storia su Instagram ha replicato al duro attacco sempre via social di Salmo («Fedez, non ho aderito alle tue iniziative seppur giuste perché mi stai sul ca...! E io questa cosa non te l’ho mai nascosta. Però penso tu sia un ottimo politico»). «Non mi ha stupito che tu non abbia rispettato le regole», scrive Fedez. «Mi ha stupito che tu non abbia rispettato le persone. Tutto è politica quando coinvolge la vita e il lavoro dei cittadini, quindi mi dispiace dirtelo caro Salmo, ma quello che hai fatto è politica, e per di più della peggior specie. Se, dopo che hai compiuto 18 anni, ti senti ancora in dovere di fare le cagate solo perché le fanno anche gli altri, è molto grave. Visto che ti chiedi se stai discutendo con un artista o con un politico, ti rispondo: stai discutendo con un adulto», aggiunge Fedez.

«Contribuire ad alzare il livello di rischio sanitario di una regione sostenendo pure di farlo per aiutarla non fa di te un artista, fa di te un narcisista e anche del tipo più pericoloso, perché evidenzia che in te mancano l’empatia e la maturità per proteggere la collettività. Prenditi le tue responsabilità, sei adulto e vaccinato (spero)», lo incalza Fedez, che poi rincara la dose.

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«Bene, ora che ci hai spiegato come hai preso per il culo la tua città e la tua isola, ora finalmente ti va di dirci cosa farai per sostenerla? Ho cercato di spiegarti che donare 10mila ulivi può essere inutile in questo momento. È un’idea che come sai ho avuto anche io in precedenza, ma confrontandomi con Treedom - che pianta ogni giorno alberi in tutto il mondo - ho scoperto che purtroppo ci vorranno almeno 5 anni prima che si possa piantare sulle terre bruciate della Sardegna. Ma tu ovviamente non mi hai ascoltato, perché ti sto sul cazzo. Se non sei disposto a mettere da parte le tue antipatie personali per il bene del Paese, di chi ascolta la tua musica e viene ai tuoi concerti e di chi lavora perché tu possa esibirti dal vivo non sei un artista, sei uno stronzo». 

La difesa di De Gregori

Alla vigilia delle due date in Sardegna, ad Alghero, dove il suo «De Gregori & Band Live - The greatest hits Tour» farà tappa domani 17 e dopodomani 18 agosto, il cantautore tralascia la forma e si concentra sulla sostanza del problema sollevato dal rapper sardo attraverso la sua performance a sorpresa di venerdì scorso a Olbia. «Su Salmo dobbiamo riflettere e non semplicemente condannare la sua trasgressione alle regole», afferma De Gregori su Facebook. «Io gli sono comunque grato per aver richiamato l’attenzione sul fatto che per una partita di calcio si possa stare in 15 mila in uno stadio mentre per i concerti all’aperto c’è un limite di mille persone sedute e distanziate», è la sua posizione. «A che serve allora il green pass? Tutte le polemiche e tutta la fatica per ottenerlo?», chiede uno dei principali protagonisti della scena musicale italiana. «Questa limitazione è profondamente ingiusta e mortifica la nostra dignità professionale», è il suo pensiero in linea con quello di Salmo. «Dimostra purtroppo ancora una volta che chi è chiamato a decidere non ha nessun rispetto - conclude De Gregori - e nessuna attenzione per la musica leggera e per il nostro pubblico».

La rabbia di Motta

«Per quanto mi riguarda, trovo assolutamente ingiustificabile non solo quello che è successo giorni fa ad Olbia, ma pure i modi in cui si è cercato di giustificare quello che è successo - la tesi di Motta -. Trovo che al giorno d’oggi forse rispettare le regole sia diventato molto più punk di qualsiasi altra cosa e sono fiero di aver incontrato questa estate non solo organizzatori che si sono fatti un culo mastodontico per riuscire ad organizzare eventi, ma anche un pubblico che è stato disciplinato, perché la cosa che interessava a me e tanti altri era riuscire in tutti i modi a tornare sul palco in un modo o nell’altro».

«Il gesto di Salmo è ingiustificabile esattamente come tutto quello che è successo durante gli europei di calcio, in cui nessuno si è esposto perché forse era molto più difficile ricevere un consenso. Noi andiamo avanti rispettando le regole e mettendocela tutta come abbiamo sempre cercato di fare nonostante ci siano un sacco di situazioni completamente fuori controllo. Ci vediamo in giro», conclude Motta. 

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