Notte made in Germany: l'Ostiense è elettronico con Roman Flügel

Giovedì 25 Aprile 2019 di Marco Pasqua
Quando, da undicenne, durante gli anni Ottanta, Roman Flügel iniziò a guardare i primi programmi musicali americani sulla breakdance, in televisione, rimase subito colpito dal ragazzo che usava il giradischi. In particolare, iniziò a chiedersi come fossero possibili quei graffi. E così tentò di riprodurli a casa, ma i risultati furono disastrosi. «Quelle immagini ha raccontato in un'intervista il dj con alle spalle una carriera trentennale mi hanno segnato».

E, infatti, un paio di anni dopo ne aveva 13 realizzò il suo primo lavoro, la sua prima compilation, con un piccolo mixer, un registratore e una cassetta. I vinili sarebbero arrivati nel 1987, quando Roman iniziò a comprendere quanto fosse importante acquistare musica nei negozi dedicati. Anche se in quel periodo non poteva permettersi dei giradischi professionali, organizzava delle feste, affittandoli: «E' lì che abbiamo imparato a mixare», ricorda. All'inizio degli Anni Novanta lascia la sua Darmstadt, fino ad arrivare a Francoforte, dove avrebbe conquistato l'Omen club di Sven Väth.

Ma a differenza di molti suoi colleghi, non cederà mai alla tentazione di trasferirsi a Berlino: «Le mie etichette erano a Francoforte e, quindi, non ho mai pensato di cambiare città». I suoi miti vanno da Lou Reed a Iggy Pop, passando per Prince e Bowie: «Sono sempre andati contro le regole e hanno permesso di ridefinire i generi musicali». Se proprio deve muovere qualche critica ai suoi colleghi, allora è quella sulla ripetitività di certi set: «Magari hanno delle perle nella loro collezione ma finiscono sempre col suonare la stessa musica. Quando ho iniziato a fare questo lavoro, bisognava far sentire sempre i lavori più recenti. Oggi hai a disposizione le playlist e puoi scegliere le compilation giuste: il che non vuol dire essere un buon dj».

Sabato dalle 23.30. Goa, via Libetta, 13 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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