Roma, da Towner a Stick Men, fino a Lionel Loueke, Caine & Douglas e Giorgia: i concerti della settimana

Lunedì 26 Febbraio 2018 di Fabrizio Zampa
Stick Men

LUNEDI' 26 FEBBRAIO
 
Jazz/Ralph Towner solista al Parco
Il chitarrista Ralph Towner, americano di Chehalis, stato di Washington, figlio di una pianista e di un trombettista, 78 anni che festeggia fra tre giorni da oggi, è uno di quei musicisti dai quali molti colleghi di mezzo mondo dovrebbero andare a lezione: a parte la tecnica, il talento e la passione, è uno dei pochi che hanno tante idee, sempre nuove e mai confuse, e che quando suonano ti catturano subito. Ormai di casa in Italia (ha suonato e fatto dischi con gli Aires Tango, con Pino Daniele, con il trombettista Paolo Fresu) e con tante partnership nel suo paese (da Gary Burton a John Abercrombie, Egberto Gismonti, Jack DeJohnette, Larry Coryell, Keith Jarrett, Jan Garbarek, Gary Peacock), è un vero e proprio innovatore, compositore, sperimentatore e esploratore che si muove fra jazz, world e fusion e fa una musica libera da ogni compromesso.

Già leader degli storici Oregon, nei suoi concerti da solista regala live trascinanti anche se è lui stesso a farsi da ritmica, alternando chitarra classica, elettrica e a 12 corde, e nella scaletta (l’improvvisazione è il suo asso nella manica, anche nell’elenco dei pezzi da proporre) non mancheranno i brani di My Foolish Heart, suo album del 2017. Se volete scoprire un modo personale, originale e diverso dal solito di sfuggire alle regole e di offrire mille sorprese pur mantenendo uno stile inconfondibile, è l’occasione giusta. E se suonate la chitarra non vi preoccupate della sua concorrenza: Towner è riconosciuto come uno dei migliori solisti del mondo e il suo modo di mescolare melodia e improvvisazione è unico, ovvero inimitabile.
Parco della Musica, Teatro Studio Borgna, ore 21
 

 
 
Cantautori/Per chi suona all’Arciliuto
Il lunedì c’è Per chi suona la campana, appuntamento con cantautori di tutta Italia come ai tempi del vecchio Folkstudio. Stasera sono sul palco Fabrizio Festa, Gio Mannucci, la sassofonista  Cristiana Polegri con la vocalist e chitarrista Giovanna MarinuzziEsper Russo. Ingresso libero.
Teatro Arciliuto, piazza Montevecchio 5, ore 21
 
 
MARTEDI' 27 FEBBRAIO

Hip hop/Ghostpoet live al Quirinetta
Ghostpoet, ovvero Obaro Ejimiwe, origini africane, inglese di Coventry ma trasferito da anni a Londra, si muove fra hip hop, blues, punk e altri generi, ha un piacevole accento afro-cockney e racconta storie di strada, fra elettronica, beat glaciali, profumi scuri e intense penombre. Sul palco a Roma per il Viteculture Festival, presenta dal vivo il suo ultimo e quarto album Dark Days + Canapes, preceduto dal singolo Immigrant Boogie, che tratta un tema ben noto a tutti e che il musicista illustra così: «E’ il racconto in prima persona di un viaggio difficile attraverso le frontiere, in parte inteso a chiedere a chi ha recentemente messo in discussione l'arrivo di rifugiati: che cosa fareste voi nella stessa situazione?». E’ il suo primo cd a uscire dopo il successo nel 2015 di Shedding Skin, e il principale obiettivo di Ghostpoet è stimolare e provocare non solo il suo pubbico ma anche le istituzioni, britanniche o europee che siano. Il suo ritorno sulla scena è un nuovo capitolo di un percorso nel quale Obaro Ejimiwe non si è mai fatto fermare da nessuno, e che ora è più rock e meno elettronico rispetto al passato. Bel personaggio, da ascoltare con attenzione anche se conosciamo bene i suoi argomenti, dai risvolti sociali a quelli politici.
Teatro Quirinetta, via Marco Minghetti 5, ore 21
 
 
Metal/Sepultura, trash dal Brasile
La band dei Sepultura è una formazione di trash metal brasiliano che si è formata a Belo Horizonte nel lontano 1984 e che da allora porta in giro per il mondo uno stile estremo, un mix creativo fra death, l'alternative metal e groove metal. I fondatori erano due fratelli, il chitarrista Max e il batterista Igor Cavalera, che poi hanno via via lasciato il gruppo. Oggi la formazione, più volte riveduta e corretta, comprende il vocalist Derrick Green, il chitarrista Andreas Kisser, il bassista Paulo Xisto Pinto Junior e il batterista Eloy Casagrande, ed è in tour per presentare in Europa l'ultimo album Machine Messiah, quattordicesimo della band. Sono dieci brani, come vuole la regola, suonati nel modo più rumoroso e sporco possibile, ai quali si aggiungono nei live i precedenti hit dei Sepultura, termine portoghese che in italiano significa tomba, e che venne in mente all’ex-frontman Max Cavalera mentre traduceva la canzone dei Motörhead Dancing On Your Grave, cioè ballando sulla tua tomba. Nellì’attuale tour saranno accompagnati dai tedeschi Obscura e dagli americani Goatwhore e Fit For An Autopsy. Roba allegra, come vedete.
Orion Live Club, viale J. F. Kennedy 52, ore 20.30
 
 
MERCOLEDI' 28 FEBBRAIO
 
Jazz/Lionel Loueke, dal Benin al Parco della Musica
Il chitarrista Lionel Loueke, 45 anni, viene dal Benin, è cresciuto fra Costa d’Avorio, Parigi, Boston (dove ha studiato al Berklee College of Music) e infine Brooklin, ed è uno dei migliori musicisti che l’Africa abbia dato al jazz made in Usa: ha una tecnica notevole, riesce a dare anime diverse al suo strumento (può farlo suonare come una kora, un sintetizzatore o un talking drum) e mescola le tradizioni popolari del suo continente con la melodia, il sound dell’improvvisazione, armonie complesse ma affascinanti e tanti altri ingredienti. Non per niente musicisti come Herbie Hancock, Terence Blanchard, Esperanza Spalding, Joe Lovano, Jack DeJohnette, Charlie Haden, Gonzalo Rubalcaba, Chick Corea e tanti altri (da Santana a John Patitucci, Cassandra Wilson, Sting, Wayne Shorter) l’hanno voluto accanto in dischi e in progetti, e otto anni fa ha persino realizzato uno splendido cd, Mwaliko, con la grande vocalist e connazionale Angelique Kidjo, che per inciso vive a Brooklin non lontana da lui.
Per l’attuale tour Loueke ha rimesso insieme il suo storico trio, con gli stessi musicisti dei tempi in cui andava al conservatorio di Brooklyn: sono Massimo Biolcati al contrabbasso e l'ucraino Feranc Nemeth alla batteria. Descritto da Hancock come «un pittore musicale», Lionel Loueke presenta il suo ultimo album Gaïa, registrato dal vivo a New York, nel quale offre una fusion fra Africa, jazz e rock. E’ un disco di grande creatività e condito da una bella dose dell’originalità che è il punto base della sua musica. «B.B. King e Jimi Hendrix erano i miei eroi», dice il chitarrista, che chiude il cd con una sua versione di How Deep Is Your Love, famoso hit dei Bee Gees.
Parco della Musica, Sala Petrassi, ore 21
 
 
Cantautori/Eclipse con Chiara Civello
La vocalist romana Chiara Civello si muove fra Italia, Stati Uniti (dove ha studiato al Berklee College di Boston) e Brasile, e dopo Canzoni, cd con 17 brani di tanti autori, da Conte a Battisti, Capossela, Negramaro, Endrigo, presenta il suo ultimo album Eclipse. Registrato a Parigi, offre atmosfere fra jazz e Brasile e brani di varii autori, da composizioni di Morricone e Piccioni a bossanova e dintorni, con atmosfere classiche e sonorità moderne. Con lei (voce, chitarra, pianoforte) suonano Seby Burgio (tastiere) e Federico Scettri (batteria e elettronica).
Parco della Musica, sala Sinopoli, ore 21
 
 
Rock/Red Canzian alla Discoteca Laziale
L’ex bassista dei Pooh Red Canzian, reduce dall’ultimo Sanremo, presenta il suo nuovo album Testimone del tempo, nel quale racconta la sua lunga avventura musicale. «C’è voluto circa un anno per scrivere e registrare questo disco, ma probabilmente è servita tutta una vita per “ricomporlo” dentro di me», spiega. Sono tredici brani che riassumono la sua carriera, scritti da Renato Zero, Ivano Fossati, Enrico Ruggeri e diversi altri autori.
Discoteca Laziale, via Giolitti 263, ore 18
 
 
Punk/Jeff Coal al 30 Formiche
Il pugliese Jeff Coal è uno degli Uomini Orchestra di nuova generazione, un One Man Band che urla pezzi proprii e rivisita canzoni anarchiche e pezzi della tradizione punk. Armato di voce, di chitarra, di grancassa, di un rullante a pedale e basta, suona un folk punk rozzo e offre brani originali e cover. L’anno scorso ha pubblicato il primo demo Banditos, sei brani che parlano di storie di cruda realtà e di denuncia sociale.
30 Formiche, via del Mandrione 3, ore 22
 
 
GIOVEDI' 1 MARZO

Musica popolare/Raffaello Simeoni & Zampogneria
Raffaello Simeoni, musicista, autore, ricercatore e rielaboratore di materiali tradizionali della Sabina, torna con un nuovo spettacolo: è Orfeo l’Incantastorie, nel quale ripercorre l’antica tradizione popolare della sua terra, con canti di viaggio e pellegrinaggio e racconti di incontri fantastici. Simeoni (voce, liuti, organetto, cornamuse) ha al suo fianco Paolo Paniconi (pianoforte e sintetizzatore), Giordano Ceccotti (ghironda, nyckelharpa, viella), Cristiano Califano (chitarra), Dario Carbutti (contrabbasso) e Carlo Ferretti (batteria e percussioni), nonché le cornamuse del progetto Zampogneria, il cui obiettivo è ridare dignità a una famiglia di strumenti a fiato spesso poco considerata se non addirittura volutamente tenuta ai margini: le zampogne.
Parco della Musica, Teatro Studio Borgna, ore 21
 
Rock/Amaury Cambuzat al 30 Formiche
Il nuovo progetto del polistrumentista francese Amaury Cambuzat (voce, chitarre, piano, tastiere…), fondatore e leader dagli anni Novanta della band Ulan Bator (post-rock, krautrock, new wave), consiste in una rilettura in chiave acustica dei brani che hanno segnato la storia del gruppo, non esclusi quelli degli ultimi album Abracadabra (2016) e Stereolith (2017). Cambuzat collabora con altre formazioni, dai tedeschi faUSt alla sua altra iniziativa Chaos Physique. La sua musica, dal sapore decisamente originale, mescola rock e parecchi altri ingredienti e riscuote un vasto consenso trasversale, sia di pubblico che di critica.
30 Formiche, via del Mandrione 3, ore 22
 
Jazz/Ialsaxophone Ensemble al Cotton Club
Una splendida formazione e insieme un laboratorio musicale in continua evoluzione, on the road da anni: ecco lo Ialsaxophone Ensemble guidato dall’altosassofonista Gianni Oddi, del quale non si può fare a meno di citare tutti i componenti. Che sono un fiume di sassofonisti, da Marina Acerra a Stefano Angeloni, Mario Biondi, Carla De Virgilio, Giorgio Guarini, Anna Impellizzeri, Marco Macor, Lino Pasqualetti, Massimiliano Perugini, Adriano Piva, Paolo Piva, Tiziano Liburdi, Luigi Martini, Sandro Perelli e Maria Grazia Lanzafame (avete idea del sound che viene fuori da una sezione di ben sedici sax, dal soprano all’alto, dal tenore al baritono?), più la vocalist Beverly Lewis, il pianista Antonello Vannucchi, il bassista Stefano Napoli e il batterista Massimiliano Di Cristoforo. Sono ventuno eroi che offrono un jazz da big band energico e ricco di sostanza e di qualità, e meritano (l'abbiamo già detto, ma la pensiamo sempre così) una medaglia d’oro.
Cotton Club, via Bellinzona 2, ore 21
 
Jazz/Miguel Rodriguez all’Elegance
Il pianista Miguel Rodríguez, spagnolo di Madrid di base in Olanda, riscopre il sound del trio nel suo aspetto più classico, nello stile del leggendario Oscar Peterson o del più moderno Aaron Goldberg. Al suo fianco suonano due musicisti italiani già noti a livello internazionale, il contrabbassista Luciano Poli e il batterista Francesco De Rubeis.
Elegance Cafè, via Francesco Carletti 5, ore 22
 
Jazz/ Emanuele Zappia trio al Charity
Un mix fra tradizione e modernità, da brani di autori come Kurt Weill, Harry Warren e George Shearing fino al riarrangiamento secondo i canoni di oggi di altro materiale: è la proposta del trio del batterista Emanuele Zappia, con Domenico Sanna al pianoforte e Vincenzo Florio al contrabbasso.
Charity Cafè, via Panisperna 68, ore 22
 
 
VENERDI'  2 MARZO
 
Jazz/Uri Caine & David Douglas, sguardo nel futuro
Due grandi musicisti americani, il pianista Uri Caine, 62 anni, da Philadelphia, e il trombettista Dave Douglas, 55 anni, da East Orange, New Jersey, cresciuti fianco a fianco in mille occasioni, a partire dai progetti del sassofonista newyorkese John Zorn, da più di trent'anni  indicano il futuro del jazz con il loro sguardo puntato sempre avanti, in un viaggio alle radici della sperimentazione e dell’improvvisazione. Oggi sentirli insieme è un’esperienza particolare. Non pensate che un pianoforte e una tromba siano soltanto due strumenti: sono due anime differenti che lavorano insieme per offrire al pubblico un mondo sonoro unico, condiviso, speciale. Caine è un musicista enciclopedico, che ha attraversato ogni tipo di ispirazione ed è aperto agli stimoli più differenti, dai ritmi più attuali alla rilettura della tradizione ebraica o delle composizioni storiche di Bach, Beethoven, Verdi o Mahler. L’abbiamo visto in tanti concerti e ogni volta è arrivata qualche sorpresa, qualche rinnovamento, qualcosa al di là delle righe. E quanto a Douglas, solista di gran classe, molti lo considerano il simbolo di quei territori nei quali il jazz mainstream e l’avanguardia si sfiorano e si mescolano senza confini e senza nessun vincitore, in un comune e ammirevole accordo. Ha esplorato il post bop ma anche la musica klezmer e l’elettronica, e ha collaborato con star come Zorn, Don Byron, Bill Frisell e lo stesso Caine. Aspettatevi un live scoppiettante, ricco, imprevedibile e delizioso.
Parco della Musica, Sala Petrassi, ore 21
 
Concerti/Giorgia, doppio live al Palalottomatoca
Che la ragazza Giorgia sappia cantare (perdonateci, la definiamo così perché per noi non crescerà mai: sarà sempre una giovane bravissima vocalist anche se tra poco avrà 46 anni) lo sappiamo da sempre, da quando, ragazzina, si faceva le ossa con la band Io Vorrei la Pelle Nera, guidata dal padre Giulio Todrani, a forza di rhythm & blues e soul, e ne abbiamo avuto l'ennesima conferma pochi giorni fa, quando a Sanremo ha duettato con il grande James Taylor. Ha vinto premi, festival e riconoscimenti di ogni genere, ha venduto oltre sette milioni di dischi (un miracolo, di questi tempi), sa stare bene in palcoscenico, ha la giusta dose di aggressività e di dolcezza, insomma diamole un dieci e lode.

Una volta, tanti anni fa, Giulio ci raccontò che nel 1971, quando la figlia nacque, andò all’anagrafe per le dovute formalità e all’impiegato che gli chiese il nome della bambina lui rispose subito «Georgia On My Mind», come la canzone scritta nel 1930 da Stuart Gorrell e Hoagy Carmichael (la cui sorella si chiamava Georgia e alla quale Gorrell dedicò il testo) e poi resa celebre da mille artisti, da Dean Martin a Ray Charles, da Glenn Miller a Ella Fitzgerald, James Brown, Louis Armstrong, Billie Holiday, Django Reinhardt, Mina, Michael Bublé, Michael Bolton, Gorni Kramer, Dave Brubeck, fino a Annie Lennox e Raphael Gualazzi. L’impiegato lo guardò come se allo sportello si fosse presentato un marziano, alzò le spalle e, nonostante lo sguardo allibito di Todrani, sul certificato scrisse semplicemente Giorgia. Beh, ci sembrò una bella storia, valeva la pena raccontarla adesso, e vi confessiamo che anche per noi sarebbe stato bello se la ragazza si fosse chiamata davvero Georgia On My Mind, con quel pizzico di sud degli Stati Uniti che dà un particolare tocco a quella canzone indimenticabile. Peccato.

Adesso,  dopo un tour di grande successo durante il quale ha proposto nella scorsa stagione i suoi hit e i brani dell’ultimo album Oronero, Giorgia ha dovuto riprendere i concerti del suo tour a furor di popolo, tanto che la prima serata romana è già sold out. Anche in questa nuova parte del tour accanto a Giorgia ci sono gli stessi musicisti, dal direttore e bassista Sonny T (Sonny Thompson, afroamericano, gia accanto a Prince nella band The New Power Generation) al batterista Mylious Johnson, al chitarrista Giorgio Secco, al pianista Claudio Storniolo e a Gianluca Ballarin (tastiere e programmazioni), oltre ai ballerini Patrizio e Rachele Ratto. Scaletta ampia e piena di titoli molto amati.
Palalottomatica, Piazzale dello Sport 1, stasera e domani ore 21

Pop/Riki, triplo live all’Atlantico
Riki, all’anagrafe Riccardo Marcuzzo, 26 anni, cantautore da Segrate, diventato famoso grazie a Amici della De Filippi, presenta dal vivo Mania, il suo primo album in studio uscito a ottobre (pochi mesi dopo l’EP Perdo le parole, uno dei dischi più venduti deel’anno) con dodici brani su un tema unico, ovviamente l’amore, e anticipato dal singolo Se parlassero di noi. Dopo un tour che ha fatto registrare tutti sold out, Riki va avanti e a Roma ha già dovuto aggiungere una terza data. La sua è roba per ragazzi, ma le intenzioni vanno oltre: «Essendo un cantautore vorrei che i miei pezzi fossero ascoltati dal pubblico più vasto, che andassero a più persone possibili, non solo quelle che mi sono fedeli». Si definisce preciso e puntiglioso, e per il disco ha fatto quasi tutto da solo compresa la comunicazione sociale e, essendo un designer, la grafica. «Avevo voglia di farmi vedere sotto aspetti diversi, e anche con un sound diverso, più curato, perché abbiamo avuto più tempo per prepararlo. Dalle nostre fatiche è uscito un album del quale sono veramente orgoglioso», dice.
Atlantico, viale dell’Oceano Atlantico 271d, stasera, domani e martedì 6, ore 21
 
Rock/Stick Men, Levin & Mastellotto al Planet
Il batterista Pat Mastelotto e il bassista e chitarrista Tony Levin sono la sezione ritmica nell’attuale formazione dei leggendarii King Crimson. Mastelotto, oltre ad essere il più richiesto batterista del progressive rock, ha collaborato con Mr Mister, XTC, David Sylvian e Flower Kings, mentre Levin ha suonato con Peter Gabriel, John Lennon, David Bowie, Pink Floyd e tante altre star. A formare gli Stick Men c’è con loro il chitarrista tedesco Markus Reuter dei Crimson ProjeKCt, che ha progettato (e suona) la sua Touch Guitar, strumento studiato per favorire chi usa la tecnica del tapping, cioè il modo di ottenere note percuotendo la tastiera sia con la mano sinistra che stoppando il suono con la mano destra. E' l’evoluzione della famosa chitarra detta Chapman Stick (inventata da Emmett Chapman nel lontano 1970) e ha 8, 10 o 12 corde nonché una sorta di doppia tastiera che consente al solista vere acrobazie.

Gli Stick Men sono una formazione forse ridotta ma piena di idee e dalla grande potenza sonora, e i protagonisti spiegano così il loro obiettivo:  «Il nostro scopo è di sorprendere l'ascoltatore e portarlo nella frontiera tra il rock progressive, la fusion e il metal, guardando così nella profonda voragine che esiste fra la tradizione classica e la musica del futuro». Il trio ha un sound unico, usa i suoi strumenti “come nessun altro sa fare” e il suo ultimo album è Prog Noir, uscito alla fine del 2016. Se cercate un rock diverso dal solito ma suonato alla grande da tre musicisti di alto livello, andate a godervi un concerto che difficilmente ritroverete.
Planet Live, via del Commercio 36, ore 22
 

Jazz/Fabiana Rosciglione al Cotton
La vocalist Fabiana Rosciglione fa parte di una famiglia di musicisti, come il padre Giorgio,  famoso contrabbassista, che è al suo fianco con il pianista Ettore Carucci e il batterista Gegè Munari, in una serata dedicata ai grandi compositori del jazz dagli anni ’40 agli anni ’60, da George Gerswhin a Cole Porter, da Jerome Kern a Irving Berlin.
Cotton Club, via Bellinzona 2, ore 22
 
 
Tributi/Li Mortacci, omaggio a Elio
Si chiama Li Mortacci la tribute band di Elio e Le Storie Tese, in concerto stasera. Nata nella primavera 2015 dal chitarrista Balda (Andrea Baldassini), schiera la vocalist Alessia Rubini, il vocalist Romolo De Santis, Andrea Amici alle tastiere, Gabriele D’Agata al basso e al flauto e Luca Pichi alla batteria. Si sono trovati su internet con la semplice ricerca “trova amici”.
Black Out, via Anagnina 3, ore 22

Blues/Rinalduzzi & Friends al Big Mama
On the road da anni, il chitarrista Marco Rinalduzzi è uno dei pochi musicisti romani che hanno suonato con chiunque, da Antonello Venditti a Riccardo Cocciante, Patty Pravo, Nada, Luca Barbarossa, Mina, Lucio Dalla, Ron, Gianni Morandi, Antonello Venditti, Claudio Baglioni, Zucchero. Insomma ha tutte le carte in regola, e stasera è in concerto con Friends, cioè amici, Sono il tastierista Aidan Zammit, il vocalist Riccardo Rinaudo, il bassista Pierpaolo Ranieri e il batterista Luca Trolli, ospiti due voci femminili. Repertorio vastissimo.
Big Mama, vicolo S. Francesco a Ripa 18, ore 22
 
 
Cantautori/Andrea Cubeddu a Le Mura
Il cantautore e musicista sardo Andrea Cubeddu è affascinato dalla musica dello scorso millennio, la cosiddetta American Primitive Music dalla quale sono nati rock, jazz, funk e così via. Adesso affronta la tradizione di ieri facendo rivivere il buon vecchio blues nella contemporaneità: nato nel 1993, Cubeddu ha pubblicato l’anno scorso l’album Jumpin’ Up And Down, dodici ottimi brani saporiti di blues, e ha un notevole talento anche come chitarrista.
Le Mura, via di Porta Labicana 24, ore 22.30
 
 
Jazz/Fratini Quartet al Charity
Il quartetto del trombettista Francesco Fratini, con Domenico Sanna al piano, Luca Fattorini  al contrabbasso e Matteo Bultrini alla batteria, è una formazione che punta sulla ricerca comune dei suoi componenti, ognuno dei quali porta il suo personale contributo allo sviluppo della creazione musicale. Obiettivo: un suono compatto e determinato, «espressione della civiltà urbana che fa da scenografia alle nostre quotidianità».
Charity Cafè, via Panisperna 68, ore 22
 
     
Swing/Piji & band all’Asino che vola
Torna l’electroswing di Piji, il cantautore Pierluigi Siciliani, in scena con la sua ottima band: lui, voce e chitarra, ha al suo fianco Saverio Capo al basso, Andi Bartolucci alla batteria, Eugenio Marchitelli alla chitarra e Gian Piero Lo Piccolo al clarinetto. Vi divertirete.
L'Asino Che Vola, via Antonio Coppi 12d, ore 22
 
 
SABATO 3 MARZO
  
Rock/I Milky Chance live all’Orion
Un gruppo folk-rock tedesco che è diventato famoso cinque anni fa con un album, Stolen Dance, vendutissimo il tutta l’Europa. Sono i Milky Chance, cioè il vocalist, chitarrista e bassista Clemens Rehbein, il chitarrista e armonicista Antonio Greger, il chitarrista e percussionista Philipp Dausch e il batterista Sebastian Schmidt, e sbarcano in Italia per presentare il loro ultimo album Blossom, uscito nel marzo 2017, che segue il successo di Sadnecessary del 2014. La band offre un mix di vibrazioni elettroniche e folk cantautorale e ha già raggiunto oltre 19 milioni di play su Spotify e più di 4 milioni di visualizzazioni su Youtube. Cocoon, il singolo che ha preceduto Blossom, nelle intenzioni del gruppo proietta l’ascoltatore in un luogo di serenità nel quale è possibile riflettere ed essere sé stessi senza distrazioni. Apre la serata Conner Youngblood, giovane cantautore nero di Nashville, Tennessee, del quale si parla molto bene e che propone brani dal suo album The Generation of Lift.
Orion Live Club, viale J. F. Kennedy 52, ore 22
 
 
Jazz/De Vito e le 20 voci dell’Ensemble Burnogualà
S’intitola Moresche ed altre invenzioni il nuovo album di Maria Pia De Vito, vocalist e compositrice che da anni sorprende per gli indirizzi sempre diversi delle sue avventure, dalla musica etnica e mediterranea al jazz, dalla classica a sperimentazioni di ogni genere. Stavolta, dopo un lungo lavoro di ricerca creativa sulle “Moresche” del compositore fiammingo Orlando di Lasso (scritte quasi mezzo millennio fa) e tante altre performance a dir poco particolari (come quella di tre anni fa nel mare di Ventotene al festival Rumori nell’Isola, ne trovate il video su Youtube), De Vito e il suo Ensemble Burnogualà hanno realizzato un disco che recupera un materiale inedito e innovativo nel panorama musicale italiano e internazionale, e al quale hanno partecipato il chitarrista Ralph Towner, la pianista Rita Marcotulli, Alessandro D'Alessandro all'organetto, Giuseppe Spedino Moffa alla zampogna e Massimo Carrano alle percussioni. L’Ensemble è un insieme di venti voci da lei fondato e diretto, una comunità di ricercatori che s’ispira all’Africa, alla Napoli rinascimentale e alla sperimentazione jazzistica, con interludi e panorami sonori in cui si mescolano il continente nero, la Napoli rinascimentale e l’improvvisazione, in un linguaggio che mescola dialetto napoletano comicamente storpiato, parole e frasi in Kanuri (la lingua parlata nell’area Nilo-Sahariana nell’impero del Bornu, attuale nord-est della Nigeria) e imitazioni di strumenti e versi di animali. Accompagnati dal pianista Lorenzo Apicella, dal contrabbassista Dario Piccioni, dal percussionista Arnaldo Vacca, da Ousmane Coulibaly alla kora e al balafon e da alcuni ospiti del disco, De Vito e l’Ensemble presentano live il disco in una serata insolita e di qualità.
Parco della Musica, Teatro Studio Borgna, ore 21
 
 
Soul/Sister Dynamite live al Big Mama
Sister Dynamite e i suoi Funky Bullets sono una band che mescola funk, soul e rhythm & blues e rilegge il repertorio di James Brown, Aretha Franklyn, Marvin Gaye, Ray Charles e altre star per una serata di trascinante black music. Con Sister Dynamite (la vocalist Simona Altea) ci sono Matteo Bassi (basso), Stefano Napoleoni (batteria), Paolo Ligori (chitarra), Luigi Carbone (tastiere) e i fiati di Giorgio Pineschi (sax alto), Massimiliano Spina (sax tenore) e Claudio Starnoni (tromba). Un live tutto da ballare.
Big Mama, vicolo S. Francesco a Ripa 18, ore 22
 
 
Blues/Marko & Phil sul Mississippi
Un viaggio nel blues per tracciare una
nuova strada che ripercorre il Mississippi e i tanti esempi dello stile nato e cresciuto sulle sponde del fiume: ecco l’appuntamento con due musicisti che vengono da Marsiglia, il chitarrista e vocalist Phil The Blues e l’armonicista e vocalist Marko Balland. Offrono di tutto, dal blues del Bayou (il delta del Mississippi, Louisiana) a quello di Chicago.
Charity Cafè, via Panisperna 68, ore 22
 
 
DOMENICA 4 MARZO
 
Swing/Le Madame Do Re all’Elegance
Nel 2013 tre vocalist hanno pensato di realizzare un omaggio ai trii vocali della musica italiana e americana del passato, dalle Lescano alle Andrew Sisters o alle recenti Puppini Sisters, e hanno messo insieme un repertorio molto gradevole, con brani come Tulipan, Mille lire al mese, Bombolo, Maramao, Sway, Tu vo’ fa’ l’americano, Sing, sing, sing, Ma le gambe, In the mood e così via. Sono Le Madame Do Re, ovvero Chiara Bertoli, Clea Cotroneo e Letizia Paparelli, affiancate dal pianista e arrangiatore Paolo Bernardi, dalla contrabbassista Flavia Ostini e dal batterista Antonio Donatone. Serata divertente.
Elegance Cafè, via Francesco Carletti 5
 
 
Soul/Simona & Lovehackers al Big Mama
Tutto soul, più rhythm & blues e black music, con la vocalist romana Simona Farris e la sua band, cioè The Lovehackers: il tastierista Andrea Rongioletti, il chitarrista Alfredo Bochicchio, il bassista Elio Buselli e il batterista Andrea Ruta.
Big Mama, vicolo S. Francesco a Ripa 18, ore 22
 
 
Jazz/Swing, si balla al Cotton Club
Si chiama Swing Swing Swing la domenica al Cotton, dov’è di scena il sassofonista Red Pellini, in trio con Alessandro Cuccaro al pianoforte e Carlo Battisti alla batteria: si balla e si imparano il ballo swing e il Lindy Hop con una lezione di ballo gratuita per scoprire i primi passi.
Cotton Club, via Bellinzona 2, dalle ore 18.30

Ultimo aggiornamento: 5 Marzo, 00:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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