Richard Wright, il volto "oscuro" dei Pink Floyd

Domenica 1 Luglio 2018 di Enrico Gregori
Richard è arcinoto per essere stato il tastierista dei Pink Floyd, di cui fu cofondatore insieme a Syd Barrett, Roger Waters e Nick Mason. Il suo ruolo di strumentista ha sempre caratterizzato fortemente lo stile del gruppo e le sue atmosfere. La longevità artistica di Roger Waters è pienamente giustificata, ma l'apporto di Wright è stato sempre giustamente sottolineato da milioni di fedelissimi.



Nell'approccio di Wright alle tastiere, possiamo notare fin da subito uno stile molto personale; rispetto agli altri tastieristi del periodo, preferisce, rispetto ai classici bicordi, triadi con bassi armonizzati, aggiungendo, in alcuni casi, accordi jazzistici. Come strumentista non ha mai brillato di grande tecnica, preferendo l'accurata selezione delle note ai virtuosismi, prediligendo un tocco pacato e tranquillo; questo stile era ovviamente anche rafforzato dalle solide basi teoriche acquistate durante il periodo di studi classici. L'influenza di Stockhausen è chiara nell'approccio rumoristico sia all'organo sia al pianoforte; spesso ha utilizzato, soprattutto durante i primi periodi con i Floyd, tecniche di glissando o addirittura arrivando a schiaffeggiare lo stesso strumento.

In carriera ha pubblicato due soli album da solista, tra cui il primo, Wet Dream è di per sé un manifesto della musica di Wright anche se quel disco è stato rivalutato parecchi anni dopo la sua pubblicazione.




  Ultimo aggiornamento: 5 Luglio, 09:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Fare il vento è un modo di dire per dire che non si paga al ristorante

di Mauro Evangelisti