Renga, Max e Nek, dopo i live pronta la tv

Mercoledì 14 Marzo 2018 di Rita Vecchio

Sarà per l'effetto falò da spiaggia che fa sempre festa. Sarà perché si canta dall'inizio alla fine. Sarà perché insieme si divertono e l'allegria arriva. Fatto sta che il live del trio Max, Nek, Renga è piaciuto. Ha funzionato. Superando ogni tipo di aspettativa. Con effetto sorpresa per pubblico e per gli artisti. E quindi che fanno? Pezzali, Nek e Renga ripartono insieme. Seconda tranche di date nei palazzetti, un disco live appena uscito (a Roma alla Discoteca Laziale, 13 marzo) che è la fotocopia della scaletta dei concerti, e un progetto ancora work in progress: la televisione.

UNA LEZIONE
«Questa unione è stata una lezione per l'ego, in cui ognuno si è appropriato dei pezzi dell'altro, entrando nei tre repertori in punta di piedi. Abbiamo dovuto studiare molto e non è stato facile. Un successo così non ce lo aspettavamo nemmeno noi», dicono. E Max, Nek, Renga, Il disco racchiude in un doppio cd (anche in versione digitale e quadruplo vinile) la scaletta di hit dei concerti. «Una raccolta di singoli, souvenir per chi ci è venuto a vedere ma anche per chi non c'è stato - racconta Pezzali, il diesel del gruppo. «Anche perché non sarà facilmente replicato», ribatte Nek, «il più rompicoglioni» tra i tre. Anche se su questo non conviene scommettere. Già si lasciano trapelare che ci sarà la televisione per loro. Anche se tempi e modalità sono tutti in divenire. «Ci stiamo lavorando ma non sappiamo ancora nulla». Nel disco, pezzi da Duri da battere a Meravigliosa (La Luna), da Nessun rimpianto a Se io non avessi te, da Lascia che io sia a Nord Sud Ovest Est / Tieni il tempo. A fare da apripista, Strada Facendo, «la canzone che Baglioni ci ha chiesto invitandoci al festival di Sanremo». Quello che manca è la parte acustica del live, «troppo intima e troppo live, non aveva un senso inserirla».
«Ho dovuto prendere le misure per evitare di far casino - dice Max, a proposito dell'intonazione su alcune parti delle canzoni degli altri due - Mi sono trovato uno spazio a completamento timbrico senza per forza fare la parte del protagonista».
E dopo? «Ci dovremo riabituare a stare soli», dice Nek. «Mi viene già tristezza», risponde Renga. «Sono uscito dalla routine e rientrarci non sarà facile», dice Pezzali. «Il nostro pubblico è transgenerazionale: ha abbracciato le nostre tre musiche, cantando tutte le canzoni».
IL RISULTATO
Un risultato che è umano prima ancora che musicale. I tre hanno rinsaldato l'amicizia, vanno in vacanza insieme, condividono gioie e dolori come fossero una famiglia. «Sono stati compagni di viaggio che mi hanno insegnato molto, un'esperienza più impegnativa di quanto credessi ma anche più gratificante. E ammetto di avere faticato un po' per trovare il mio baricentro», dice Renga che è anche l'unico dei tre che sta anche lavorando a un nuovo disco per il quale chiederà a Nek e Pezzali di esserci in qualche modo. Il secondo tempo del tour ripartirà da Napoli il 3 aprile, approdando il 4 e 6 aprile al Palalottomatica di Roma per chiudere al Summer Festival di Lucca. La band? «Tre musicisti a testa, così non litighiamo».

Ultimo aggiornamento: 21:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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