Renato Zero: il coraggio di una rivoluzione musicale in Zerovskij, il film-concerto

Mercoledì 14 Marzo 2018 di Paolo Travisi
Renato Zero

Renato Zero non perde mai quello sguardo consapevole di chi conosce la strada che ha percorso per raggiungere successi e superare gli incroci pericolosi della vita. E neanche il senso dell’umorismo. «Dopo tanti mesi di lavoro sono un po' stanco, ma qui mica asciughiamo gli scogli col phon» esordisce così presentando alla Casa del Cinema di Roma, Zerovskij– Solo per amore, lo show di oltre due ore registrato la scorsa estate all'Arena di Verona. E che ora arriva al cinema, in un evento speciale per i tanti fans di Zero, che il 19, 20 e 21 marzo potranno godersi lo spettacolo musicale sul grande schermo (300 copie distribuite da Lucky Red). Anche stavolta Zero ha voluto stupire, spiazzare i suoi fedelissmi, puntando sul coraggio e sulla libertà di esprimersi con un progetto diverso.
 

 

«Volevo sfuggire alla costrizione della regola dei cinque minuti per canzone. Non se ne poteva più di questa compiacenza, di regalare al pubblico sempre gli stessi successi. Stavolta ho voluto consegnare loro del pane fresco, perché il coraggio fa parte del mio Dna». In Zerovskij infatti, non ci sono le hit che ci si aspetta, da “i migliori anni” a “mi vendo”, ma le nuove canzoni dell’album insieme ad un repertorio meno ascoltato nei concerti precedenti. E poi c’è una sceneggiatura (come un film), dei personaggi in scena (Adamo ed Eva, Odio, Amore, Morte) la voce fuori campo di Dio ed appare anche Gigi Proietti nelle vesti di un clochard pronto a farsi esplodere.

«Bisognava dare qualcosa di più agli Zero folli, anche a quelli che non hanno amato questi cambiamenti e che spero si siano ricreduti. Ma mi sento particolarmente contento di essere ancora libero di poter arrivare alla gente sinceramente e fragrante con tutta la vitalità dei miei 67 anni». Renato Zero, nel film è un ferroviere. Un capostazione che regola il flusso dei treni. Come i sogni partono e arrivano perché «la stazione è il luogo principe per gli scambi, una metafora dell'umanità».

Lo spettacolo è molto ricco dal punto di vista musicale, con l'orchestra ed il coro a cui si aggiunge la scenografia perfetta dell’arena veronese. «Con Zerovskij ho guadagnato meno rispetto ad altri spettacoli, una pizza ed una birra -  scherza Zero -  ma sono felice di aver fatto lavorare decine di persone. Se vuoi la qualità devi lasciare qualcosa sul piatto, ma la soddisfazione che ne ricavi come artista è impagabile». Zerovskij, frutto della collaborazione ventennale con Vincenzo Incenzo, aiuto regista dello spettacolo, è dunque un'ulteriore passo in avanti nella carriera di Renato Zero, che lo definisce «una piccola rivoluzione musicale e personale". Con una certezza. «Come ho avuto ragione di paillettes e lustrini e nel cantare vecchio a 40 anni, oggi posso tentare questa carta».

L'idea di portare la musica live di Zero al cinema, risale a qualche anno fa, quando Paolo Sorrentino inserì una sua canzone ne Il Divo, «per un periodo» dice Andrea Occhipinti di Lucky Red «abbiamo anche pensato a Sorrentino come regista dello spettacolo, ma lui era già impegnato con la serie tv. Poi sono arrivate le immagini di Zerovskij ed è partito tutto». Ed a proposito di cinema. Se la vita di Renato Fiacchini, in arte Zero, diventasse un film vero e proprio? «Forse sarebbe giusto» risponde Zero, «magari anche Pasolini sarebbe d'accordo, ma in questo momento delicato, in cui sui social, tutti mettono in piazza le loro menzogne, ingigantiscono i loro racconti, esagerando come con le misure del seno, io e la mia verità, in cui tendo a ridimensionare anche le mie sofferenze e le mie solitudini, forse non saremmo interessanti».
 

Ultimo aggiornamento: 15 Marzo, 17:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA