Myss Keta: «Senza di me la musica non sarebbe la stessa»

Myss Keta: «Senza di me la musica non sarebbe la stessa»
di Mattia Marzi
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Sabato 19 Giugno 2021, 07:30 - Ultimo aggiornamento: 07:31

La maschera che indossa da sempre non copre solamente il volto, ma un mondo intero. Nel quale convivono riferimenti al sesso e agli stupefacenti, moda, attivismo, impegno politico e film trash degli Anni 80 e 90 (nel 2019 per la copertina dell'album Paprika citò la locandina di Bambola del maestro dell'eros Bigas Luna, con una giovanissima Valeria Marini; per il singolo Miriam si è ispirata a Miriam si sveglia a mezzanotte di Tony Scott). Non a tutti è consentito di esplorarlo, quel mondo. Depistaggi, risposte fuorvianti, provocazioni: Myss Keta non abbassa mai la guardia. Il più grande bluff della musica italiana degli ultimi dieci anni o un personaggio destinato a diventare culto? La performer milanese, tra i concorrenti della seconda stagione del reality di Amazon Prime Video Celebrity Hunted (gli episodi sono in streaming da ieri, lei partecipa in coppia con l'amica Elodie), torna sul palco dopo lo stop forzato: il tour partirà lunedì 21 giugno dal Parco della Musica di Roma e per la prima volta sarà accompagnata da una band. L'Ep Lato B ad aprile ha inaugurato - dice lei - una nuova traiettoria artistica della sua carriera.

Quale?
«Mi sono buttata sul post-punk. È come se Giovanni Lindo Ferretti incontrasse la trap. In parte mi sono ispirata anche ai Verdena, agli Afterhours, ai Marlene Kuntz, tra suoni storti e atmosfere dark. Mi piacciono i loro testi, sono immaginifici: ti descrivono sensazioni fisiche usando delle parole strane».

Ha chiesto a Manuel Agnelli, Alberto Ferrari e Cristiano Godano se pensano la stessa cosa di quelli dei suoi brani?
«Non ancora. Ma questa intervista può essere un buon inizio».

Qual è quella che non può mancare nella scaletta del suo concerto?
«Mi sta chiedendo un'anticipazione birichina?».

No, le sto chiedendo qual è la sua canzone più conosciuta.
«Parlano i dati sulle piattaforme di streaming: Pazzeska conta su Spotify più di 9 milioni».

Uscì due anni fa: non le dà fastidio essere conosciuta ancora per quel pezzo?
«Non ho avuto ancora una hit, è vero. Ma il mio repertorio è vasto: chi vuole approfondire trova la sostanza».

Cosa di lei dovrebbe incuriosire il pubblico?
«Magari la videografia. Mi sono sempre divertita a stuzzicare, provocare».

Ha vinto un solo Disco d'oro in 8 anni: Myss Keta è un fenomeno discografico o di costume?
«Spero entrambi. Una cosa è certa: da Milano, sushi & coca del 2013 in poi con i miei pezzi ho smosso le acque del pop italiano».

Sta dicendo di aver avuto un impatto?
«La musica non sarebbe stata la stessa, senza di me. La cosa bella è che un personaggio così surreale abbia prodotto cose reali, vere e pragmatiche».

Tipo?
«Il video de Le ragazze di Porta Venezia, un manifesto di sorellanza e girl power con il quale nel 2019 ho radunato tantissime amiche e colleghe. È stato un evento importante».

Se lo dice da sola?
«Sì, mi piace riconoscere quello che ho fatto».

E dal punto di vista musicale cosa ha portato di nuovo?
«Ho mischiato rap, elettronica e pop. Sono curiosa di scoprire cosa resterà di questo progetto».

Si è data una scadenza?
«No. Ma mi immagino gli adolescenti del futuro che cercheranno su Wikipedia: chi era Myss Keta?».

Anche il gruppo che l'accompagnerà in tour, i DPCM, è tutto al femminile: ci sono LIM (Sofia Gallotti), Giungla (Emanuela Drei) e Danila Guglielmi. Nel suo team di lavoro ci sono più donne o uomini?
«La correggo: LIM ora è un ragazzo, quindi è una band mista. Ad ogni modo, la mia squadra è un 50 e 50».

Del ddl Zan cosa ne pensa?
«È fondamentale, nel 2021».

Il monologo contro il politically correct di Pio e Amedeo?
«Non l'ho trovato per niente grazioso».

Myss Keta è politically correct?
«Io sono politica. Se corretta o scorretta lo decide chi mi ascolta. Sono contraria all'idea che un cantante debba solo cantare. È stato coraggioso Fedez al Primo Maggio. È bene che nel pop ci siano personaggi come lui, Emma, Elodie, Michele Bravi, che sui palchi portano dei valori, dei messaggi».

A Celebrity Hunted come se l'è cavata?
«Girare mascherata per non farmi riconoscere non è stato difficile: per me è pane quotidiano. Uno dei momenti più divertenti è stato quando insieme a Elodie abbiamo fatto sposare Achille Lauro e Boss Doms».

Altre proposte dalla tv?
«Sono una donna elegante e della vergine: non parlo».
 

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