Musica, è nata la Federazione del Jazz Italiano: «Insieme siamo più forti»

Venerdì 16 Febbraio 2018 di Federica Fusco
Ha appena due giorni la Federazione del jazz italiano ma la portata di questa nascita è storica: per la prima volta quattro associazioni - di musicisti, festival, club ed etichette discografiche di settore - si sono messe insieme per strillare più forte. L’obiettivo è pacifico e chiaro, come la causa scatenante del resto: il bisogno di coralità per farsi sentire e - ancora meglio - ascoltare. Da chi? Dal legislatore, dal Mibact (il ministero per i beni e le attività culturali e il turismo che mai come in questo periodo ha teso le antenne verso il jazz), dagli insegnanti di musica, dagli stessi fruitori, che non sempre riescono a tramandare l’amore per questo linguaggio artistico alle nuove generazioni.

I protagonisti sono Ada Montellanico, presidente del Midj (Musicisti italiani di jazz); Gianni Pini, presidente di I-Jazz (rappresenta i festival); Marco Valente, presidente Adeidj (per le etichette) e Giovanni Serrazanetti, presidente di Italia Jazz Club. A suggellare la loro unione, Raimondo Zagami, il notaio “jazzofilo”, come è stato definito. E a breve entreranno le costituende associazioni di fotografi e agenzie di booking e promozione. Si legge infatti nello statuto, all’art.3, che “possono far parte della Federazione associazioni e soggetti giuridici formalmente costituiti, di carattere nazionale e che rappresentano interessi collettivi di soggetti che operano nel mondo del jazz italiano”. Cosa dicono i soci?
«Insieme siamo più forti». Questo è quanto afferma con tono determinato e gioioso Ada Montellanico, cantante, anima del Midj. «Davvero - aggiunge - il punto di partenza è la volontà di fare uno scatto, tutti insieme, superando divisioni e individualismi. Un passo indietro di ognuno di noi, permetterà al jazz italiano di fare cento passi avanti».

Dello stesso avviso Giovanni Serrazanetti, storico direttore della Cantina Bentivoglio che, di concerto con Gianni Pini e Marco Valente commenta:
«La consapevolezza del fatto che oggi si riesce a vivere solo se si fa rete, ci ha portati fin qui. Il lavoro dura da anni, c’è poi stata un’accelerata negli ultimi mesi. Ora siamo davvero pronti a creare un ombrello sotto il quale rappresentare il multiforme mondo del jazz. Che è una ricchezza per il nostro paese». Il capo dei capi, infine, non poteva che essere lui, Paolo Fresu, ideatore della Federazione, nominato presidente della stessa (a proposito, il nome esatto è Federazione Nazionale il Jazz Italiano, abbreviato in IJI). Riconosciuto uomo-ponte tra musicisti e istituzioni, Fresu ha già dimostrato di poter unire i due mondi, ad esempio in occasione della maratona musicale aquilana, quando centinaia di jazzisti e appassionati hanno animato il capoluogo abruzzese colpito dal sisma. Lo stesso Fresu, con il ministro Dario Franceschini, siglerà un protocollo d’intesa per la promozione del jazz: l’appuntamento con quello che sarà il vero battesimo della Federazione è fissato per mercoledì prossimo alle 12:30 in via del Collegio Romano 27, sede Mibact. Ultimo aggiornamento: 17 Febbraio, 13:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Roma deserta, i controlli e la storia di Marta abbandonata in strada dai vigili (come in una favola)

di Pietro Piovani