Al Museo del Sax, “Fai bei suoni” tra visite e concerti live

Martedì 23 Giugno 2020 di Leonardo Jattarelli
Sonny Rollins e il suo mitico sax
Il museo del saxofono che si trova a Fiumicino è davvero un piccolo gioiello, una eccellenza nel panorama museal-musicale non solo della Capitale. Gli attestati di interesse per uno spazio così unico al mondo sono arrivate da ogni parte anche nel periodo del lockdown e soprattutto oggi che il museo torna a riorganizzare i suoi appuntamenti. L’ultimo messaggio online in ordine di tempo è giunto dal grande sassofonista, oggi settantacinquenne, James Senese che molti ricorderanno come storico collaboratore di Pino Daniele e uno dei fondatori di “Napoli Centrale”. «Sono nato nero e sono nato a Milano - dice Senese - suono il sax tenore e soprano, lo suono a metà strada tra Napoli e il Bronx, studio John Coltrane dalla mattina alla sera, sono innamorato di Miles Davis, dei Weather Report e in più ho sempre creato istintivamente, cercando di trovare un mio personale linguaggio, non copiando mai da nessuno… Il mio sax porta le cicatrici della gioia e del dolore della vita.». Parlando di sax, ovviamente il pensiero va all'inarrivabile John Coltrane che in Psalm, il suo ultimo brano, riprodusse con il sassofono l’andamento del testo di una poesia che aveva scritto, le cui ultime parole, cioè le ultime note suonate da Coltrane nel disco, erano «Elation. Elegance. Exaltation. All from God. Thank you God. Amen». (cioè «Gioia. Eleganza. Esaltazione. Tutto da Dio. Grazie Dio. Amen»).


Il museo del Saxofono offre una esposizione di stupefacenti strumenti per districarsi nelle innumerevoli trasformazioni del saxofono ed incontrare i grandi capolavori delle fabbriche Conn, Selmer, King, Buescher, Martin, Buffet, Rampone, Borgani, ecc… seguendo un connubio tra arte ed artigianalità, creatività e tradizione che dalla bottega dell’inventore Adolphe Sax giunge fino ad oggi. Questo e molto altro ancora in un autentico spazio della cultura musicale “saxy”: dal piccolissimo soprillo di 32cm al gigantesco contrabasso di 2mt, dal Grafton Plastic agli strumenti dell’inventore Adolphe Sax, dal mitico Conn O-Sax al Selmer CMelody di Rudy Wiedoeft, dal Jazzophone ai grandiosi Conn Artist, dai sax a coulisse ai saxorusofoni, dal tenore Selmer di Sonny Rollins all’Ophicleide e molto altro ancora (Gli orari di apertura estivi: dalle 16:00 alle 19.00, dal martedì al venerdì, sabato e domenica anche in orario antimeridiano dalle 10.00 alle 13.00).
Dunque si riparte nello spazio di via dei Molini (angolo via Reggiani) di Maccarese con prevendita ticket su https://www.liveticket.it/museodelsaxofono. L’ingresso ai concerti è consentito fino ad un massimo di 65 partecipanti con un primo step alle 20 con buffet d’intrattenimento, poi alle 21 il primo concerto e alle 22.15 il secondo appuntamento. Il costo del biglietto è di 12 euro.


Si apre venerdì 26 giugno con l’inaugurazione di una rassegna concertistica dal titolo Fai bei suoni che ospiterà fino al 2 agosto, negli spazi all’aperto della struttura, una serie di concerti dal vivo. «Il nome della manifestazione - afferma Attilio Berni, direttore del Museo - intende parafrasare il titolo del celebre libro “Fai bei sogni” di Massimo Gramellini, “un libro dedicato a chi nella vita ha perso qualcosa, un amore, un lavoro, un tesoro e si è smarrito…” ma che, dopo una lotta incessante, ha saputo riconquistare la serenità. Nello stesso modo tutti noi, nel periodo dell’emergenza Covid e durante il lockdown abbiamo perduto abitudini, tranquillità, lavoro ed addirittura affetti cari. Svuotati ed impotenti, sopraffatti da ansia, depressione, sconcerto e paura per l’incertezza del nostro futuro ci siamo profondamente smarriti e confusi. Ma la musica- continua Berni - la letteratura e l’arte in generale, con la bellezza che infondono ci hanno aiutato a mantenere il filo dei nostri contatti, con gli altri e con le nostre emozioni. La bellezza e la musica condividono lo stesso segreto, parlano anche al nostro corpo, non solo alla nostra mente. Tutto in natura è vibrante, come uno strumento musicale o le corde vocali e le vibrazioni allentano tensioni, rilassano ed energizzano. Fai Bei Suoni intende quindi celebrare, in questo “timido” momento di riavvio alla normalità, la potenza e l’importanza delle arti perché una vita senza arte e musica è solo una vita sbiadita…».


La rassegna prevede un ciclo di 13 eventi che vedranno protagonisti alcuni dei musicisti più rinomati della scena jazzistica, classica e leggera della scena romana: dalla tromba di Michael Supnick al sax di Alessandro Tomei, dalla suadente voce di Monica Gilardi al violino di Alessandro Golini, dalle chitarra di Filippo Delogu e Marco Turriziani ai sax di Fabiano Pellini e Mauro Bottini, dalla fisarmonica di Stefano Indino all’eufonio di Alessandro Cicchirillo.
Gli eventi saranno gestiti ed organizzati nel pieno rispetto di tutte le normative anti-covid 19 prevedendo come detto, nell’arco della stessa serata, due concerti della durata di 45 minuti ciascuno. In tal modo sarà possibile contingentare l’accesso, che avverrà su prenotazione, permettendo così una maggiore affluenza di pubblico ma in momenti diversi. I concerti si terranno nel giardino esterno del Museo, con una capienza massima consentita di 65 persone per ogni set. 


Si comincia venerdì con la Botta Band: Alberto Botta (batteria), Carlo Ficini (trombone e voce), Attilio di Giovanni (pianoforte), Guido Giacomini (contrabbasso e voce).
Di seguito il calendario di tutti i concerti
Sabato 27 giugno
Goinba trio - Tango Jazz e Manouche
Stefano Indino (fisarmonica), Alessandro Golini (violino) e Paolo Batistini (chitarra)
Venerdì 3 luglio
MAssimiliano Graziuso - Infiniti dialetti (piece teatrale)
Massimiliano Graziuso (voce recitante e sax baritono), Salvatore Zambataro (clarinetto e fisarmonica), Mauro de Vita (fagotto) e le musiche di Marco Turriziani (chitarra)
Sabato 4 luglio
Monica Gilardi - Swing 4et 
Monica Gilardi (voce solista), Filippo Delogu (chitarra elettrica), Guido Giacomini (contrabbasso) e Alfredo Romeo (batteria)
Venerdì 10 luglio 
MIchael Supnick & The Sweetwater Jazz Band 
Michael Supnik (tromba, trombone, voce), Sebastiano Forti (sax soprano/tenore, clarinetto), Sergio Picarozzi (banjo) e Paolo “Bruto” d’Amore (basso tuba)
Sabato 11 luglio
Mauro Bottini 4et - By Night Mauro Bottini (saxofoni), Cristiano Coraggio (batteria), Marco Massimi (basso elettrico) e Antonino Zappulla (Fender Rhodes/organo)
Venerdì 17 luglio
The Jazz Russell 
Filippo A. Delogu (chitarra, direzione), Andrea Nuzzo (Hammond, Rhodes), Alfredo Romeo (batteria), Light Palone (contrabbasso)
Sabato 18 luglio
Red Pellini Quartet – Roaring The Twenties
Red Pellini (saxofono), Alessio Magliari (pianoforte), Giancarlo Colangelo (sax basso) e Carlo Battisti (batteria)
Venerdì 24 luglio
Metromusette - La chanson francese come non te l’aspetti 
Monica Gilardi (voce), Filippo Delogu (chitarra), Fabrizio Montemarano (contrabbasso)
Alfredo Romeo (batteria)
Sabato 25 luglio
Eu-four Brass band
Alessandro Cicchirillo (euphonio), Giancarlo Cesaroni (euphonio), Francesco Scalone (euphonio) e Gabriele Baiocco (tuba)
Venerdì 31 luglio
Revelation Quartet - M & M Project Alessandro Marchionni (sax baritono), Ferdinando Martella (tromba), Fabrizio Siraco (contrabbasso) e Marco Malagola (batteria)
Sabato 1 agosto 
The Music Of Virgilio Fraternali
Alessandro Tomei (sax tenore), Alessandro Fraternali (chitarra), Francesco Lo Giudice (organo Hammond) e Lucrezio De Seta (batteria)
Domenica 2 agosto
Paola canestrelli Trio - Ordinary Dreams
Paola Canestrelli (voce solista), Luigi Maio (pianoforte e synth) e Franco Pierucci (chitarra elettrica ed acustica)
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