​Mia Martini, trovati due inediti incisi nel 1965: uno è appena uscito, l'altro arriva a gennaio

Lunedì 21 Dicembre 2020 di Fabrizio Zampa
1
Mia Martini, recuperati due inediti incisi nel 1965: uno è appena uscito, l'altro arriva a gennaio

Sono in molti nel mondo della discografia a cercare sempre nomi e generi nuovi, ma c’è anche chi cerca di recuperare il passato, o meglio un passato inedito come quello di brani inediti incisi come provini e rimasti a lungo nel cassetti. E’ il caso della Suan Edizioni, etichetta il cui motto è “salvare il nostro patrimonio discografico prima che sia troppo tardi, quel patrimonio che rischia non solo di cadere nel dimenticatoio ma di sparire per sempre fisicamente”. E il primo risultato dell’iniziativa curata da Christian Calabrese e Francesco Coniglio è la presentazione di due inediti di Mia Martini, scritti per lei da Giorgio Calabrese, il padre di Christian, incisi nel lontano 1965, intitolati Per sempre resterò con te e Soli ad amarci, entrambi morbidi, puliti, delicati ma consistenti, in preciso stile Mimì.

Due parole prima di andare avanti. Domenica Rita Adriana Bertè, per tutti Mimì Bertè e in arte Mia Martini, nata a Bagnara Calabra nel 1947, se n’è andata un quarto di secolo fa, nel 1995. Aveva 48 anni, era una delle voci più belle, più intense e più sensibili della nostra musica, era amata e stimata da tutti, ha trionfato in diverse rassegne, ha partecipato tre volte al festival di Sanremo dove non ha mai vinto ma ha sempre conquistato il premio della critica (che ancora oggi è giustamente intitolato a lei)  e il vostro cronista ha un preciso ricordo: nel 1989, quando si presentò alla rassegna con lo straordinario pezzo Almeno tu nell’universo di Bruno Lauzi e  Maurizio Fabrizio, scrisse «Se Dio esiste vince lei». Dio esiste, ma quella volta era distratto oppure non leggeva i giornali: vinsero infatti Anna Oxa e Fausto Leali, e Mimì finì al nono posto con un brano considerato a tutt’oggi la sua interpretazione più affascinante, sebbene lei sarebbe stata imbattibile anche se avesse cantato una pagina dell’elenco del telefono.

 

Torniamo agli inediti. I due provini furono registrati nel 1965 come si usava allora, cioè con voce, chitarra e batteria, e di quelle incisioni esiste anche una “lacca”, cioè un disco provvisorio, diciamo di lavoro, che deve il nome al fatto che era un disco di metallo ricoperto (o laccato, per intenderci) da un sottile strato di vinile nero sul quale una puntina “scavava” i cosiddetti solchi sonori. Era la versione fatta “a mano” di quello che a quei tempi si chiamava long playing, o anche 33 giri. Bene, il primo dei due inediti, Per sempre resterò con te, è già disponibile come singolo sulle principali piattaforme digitali, mentre il secondo, Soli ad amarci, uscirà a gennaio. Gli originali, ovviamente, sono stati rieditati e rimissati per avere un suono più pulito, più  consone ai tempi e più ricco di dinamica rispetto alle tecniche del 1965, e le relative lacche, per chi ancora oggi ama il giradischi e l’alta fedeltà,  verranno ristampate in vinile, in edizione limitata, in una data che verrà annunciata presto.  Per quei vinili la sorella di Mimì, Olivia Bertè,  ha ideato e disegnato la copertina che potete vedere, insieme alle foto, nella photogallery accanto a questo testo.  

«Reputo geniale l’iniziativa –  dice Olivia, annata 1958, la minore delle sorelle Bertè, dopo Leda,1946, Mimì, 1947, e Loredana, 1950. – L’aver recuperato tra i cassetti del maestro Calabrese queste lacche che sono un vero e proprio reperto storico non può che riempirmi di gioia. La prima volta che ho ascoltato i brani è stato un tuffo al cuore e un ritorno al nostro passato remoto, dove la sua voce era già estremamente fresca, cristallina e pura. Considero questo ritrovamento strategico, un’altra casella significativa nella trasmissione della nostra memoria sonora e un pezzo che si aggiunge alla nostra più bella storia culturale e musicale italiana di cui sia Mimì che Giorgio Calabrese hanno fatto parte».

Ma le iniziative della Suan, cioè di Calabrese e Coniglio, non si fermano qui. Il loro progetto di recuperare la storia della musica è ampio. «Dagli anni Ottanta in poi  - dicono - abbiamo assistito alla graduale distruzione del nostro eccezionale e ricco archivio musicale a causa non solo del passaggio da vinile a Cd che consentiva solo ad alcuni repertori di essere digitalizzati, ma anche per la scomparsa di etichette discografiche familiari la cui produzione costituiva delle autentiche “chicche”. E la legislazione italiana sul diritto d’autore, tra le più avanzate del mondo, ci assiste  prevedendo anche la difesa del diritto morale dell’autore».

Cosi i due “archeologi” stanno recuperando dischi ormai introvabili di Jula De Palma, Quartetto Cetra, Katyna Ranieri, Bruno Martino, Renato Rascel, Wera Nepy, D’Artega e la sua orchestra, Dino Olivieri, Milva, Claudio Villa, Sergio Bruni, Umberto Tucci e Oreste Turrini, Vinicio, Eleonora Rossi Drago e Paolo Ferrari, Elio Mauro, Narciso Parigi, Silvio Noto, Tony Del Monaco, Betty Curtis, Dario Fo, Johnny Dorelli, Natalino Otto. E’ una bella e nobile operazione, oltre che decisamente interessante non solo per gli appassionati di una musica d’annata molto spesso di alto livello ma anche per il cosiddetto pubblico giovane, che non ha potuto conoscere una certa produzione o magari la considera "vecchia e ormai superata". Vi daremo presto tutti i dettagli.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA