Lucia Ronchetti: In “Inedia Prodigiosa” la musica dell’ascesi tra santità e malattia

Sabato 10 Ottobre 2020 di Simona Antonucci
Il teatro musicale di Lucia Ronchetti

Nel vento di suoni che ha attraversato la Sala Sinopoli dell’Auditorium hanno preso il volo centinaia di donne: la poetessa che nel digiuno ha trovato la purezza per scrivere versi, la suora in cerca di un suo ascetismo, la pazza bisognosa di una sua identità, ma anche la vicina di casa che soffre e nasconde la sua diversità, la sua magrezza, sotto un cappotto largo e lungo fin sotto i piedi.

 

La compositrice di musica contemporanea Lucia Ronchetti ha portato al Parco della Musica la sua opera corale Inedia prodigiosa con il Coro, il Chorus e la Cantoria dell’Accademia di Santa Cecilia. E con uno spartito di sussurri, bisbiglii, grida, canti, sospiri, battiti ha restituito una vita e una storia ai fantasmi di signore che sono rimaste per secoli o soltanto per giorni, nascoste sotto etichette di santità e di malattia.

L’ASTINENZA

Artiste che hanno costruito sul digiuno un progetto. Ragazze che attraverso l’astinenza dal cibo e dalla normalità hanno congelato le proiezioni incollate dalla famiglia o dalla società: bloccando con determinazione un cammino verso il matrimonio, la maternità, la sessualità, la carriera, il futuro prevedibile. In una domenica mattina con il blocco del traffico, la maratona, la partita, la metro ferma, la sala dell’Auditorium era incredibilmente animata. Mettersi in cammino per raggiungere i 150 cantanti “digiunatori” è stata sicuramente un’impresa.

 

Il pubblico si è lasciato attraversare dalle note e dalle voci di masse corali disposte sul palcoscenico e in galleria, lasciandosi sollecitare da queste storie che finalmente avevano una voce e chiedevano attenzione. Molti bambini tra gli spettatori: senza il pregiudizio e la pesantezza che accompagnano un adulto quando si accinge ad affrontare un’opera contemporanea, si sono goduti lo spettacolo muovendo occhi, orecchie e cuore da una parte all’altra della sala. Guardando anche in su, magari scendesse l’Angelo di qualche donna che riducendosi pelle e ossa ha fatto sì che la loro mamma oggi fosse molto più forte. Fuori c’era il sole, dentro tutte le stagioni della musica e dell’emozione. 

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