CORONAVIRUS

Il sovrintendente di Santa Cecilia Dall'Ongaro: «La crisi c’è ma torneremo ad abbracciare il pubblico»

Sabato 18 Aprile 2020 di Luca Della Libera
Il sovrintendente di Santa Cecilia Michele dall'Ongaro insieme con il Maestro Antonio Pappano

«Lo streaming è uno strumento di supporto, mentre la musica è condivisione sociale. Speriamo di inaugurare la prossima stagione con il pubblico in sala». Parla il presidente-sovrintendente dell’Accademia di Santa Cecilia Michele dall’Ongaro, che ieri ha avuto un incontro con le rappresentazione sindacali della Fondazione per affrontare uno scenario fino a pochi mesi fa assolutamente inimmaginabile.

Il blocco dell’attività concertistica imposto dall’emergenza corona-virus dall’inizio di marzo ad oggi ha causato la perdita un milione e settecentomila euro. Quali sono stati i temi affrontati?
«È stato un incontro molto utile e costruttivo. Il primo tema riguarda gli ammortizzatori sociali, e cioè il Fondo Integrazione Salariale, che coinvolge il Coro e l’Orchestra, e che tutte le Fondazioni stanno già usando. Sul tavolo c’è anche l’articolazione con istituti contrattuali quali ferie pregresse e lo smart working in particolare per alcune figure professionali. Con l’incontro di ieri abbiamo finalizzato la procedura che ci consente di attivare queste soluzioni. La discussione più articolata e interessante riguarda ovviamente i progetti per il futuro. Data la situazione complessa, dobbiamo immaginarsi diversi scenari possibili».

Sono state prese altre decisioni?
«Io mi sono autoridotto lo stipendio del trenta per cento. Il nostro direttore musicale Antonio Pappano ha azzerato la sua retribuzione nel periodo in cui sono applicati gli ammortizzatori sociali».

Come si sta muovendo l’Accademia in questo momento così complesso?
«C’è una realtà virtuale, che stiamo valorizzando con molte attività: la musica per bambini, le lezioni di Pappano sui nostri social, le clip dei nostri professori d’orchestra. Abbiamo immaginato anche dei format e firmato un accordo con la casa di produzione Indigo e il regista Paolo Sorrentino, che ha realizzato una selezione di scene da La grande bellezza. Ne è stato fatto un video di alcuni minuti che sonorizzeremo con la nostra orchestra diretta da Pappano: ognuno suonerà da casa. Tra due settimane sarà online».

Il futuro?
«Dipende da quello che le autorità politiche e sanitarie ci permetteranno di fare in assoluta sicurezza per il pubblico e i lavoratori. Prima di tutto dobbiamo capire se potremo rientrare nelle nostre sale».

Programmi?
«Cominciare a realizzare le modifiche necessarie per avere una nostra “digital hall” come i Berliner Philharmoniker, coinvolgendo anche la Fondazione Musica e lo studio di Renzo Piano, e produrre al più presto i nostri contenuti in streaming, con il pubblico o senza.  Nel momento in cui potremo eventualmente accoglierlo, abbiamo programmato per l’estate l’integrale delle Sinfonie di Beethoven e anche una specie di “Drive in”, un grande concerto con il pubblico in auto».

La prossima stagione?
«Stiamo immaginando tre scenari. Il primo è che in una certa data ci sia consentito almeno di fare concerti di musica da camera, con pochi musicisti ben distanziati tra di loro, magari replicando più volte lo stesso concerto.  La seconda opzione è quella di estendere gli organici a trenta-quaranta musicisti. La terza è che si possa prima o poi confermare la stagione che abbiamo già preparato».

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