Hauser dei 2Cellos si propone da “single”: «Melodie romantiche in un album Classic»

Domenica 23 Febbraio 2020 di Simona Antonucci
Stjepan Hauser dei 2Cellos
Nessun dorma... Stjepan Hauser, la fascinosa metà del duo di violoncellisti 2Cellos, è momentaneamente single. Trentatré anni, croato, barba dei tre giorni e look selvaggio, si è appena proposto ai fan e al mercato discografico (Sony Classical), per la prima volta senza Luka Šulić e con una mission piuttosto “possible”: scatenare passioni.

«Per il mio nuovo album, Classic, ho scelto melodie di forte impatto emotivo per far innamorare tutti», spiega il musicista che ha cominciato a suonare a otto anni, si è esibito con Rostropovich e nelle sale da concerto più prestigiose, fino a quando nel 2011, a 25 anni, l’esuberante ragazzo di Pula, decide di fondare con il collega sloveno Šulić, i 2Cellos.

Insieme registrano una bizzarra versione di Smooth Criminal di Michael Jackson e sul web diventano un fenomeno talmente virale da contagiare persino Elton John che li scrittura per il suo tour mondiale. Una rapida ascesa, collaborazioni con Steve Vai e il pianista Lang Lang, le popstar del violoncello riempiono stadi, arene ma anche l’Albert Hall, il Colosseo e l’Arena di Verona, con cover dei Guns N’ Roses, U2, Sting, Coldplay, Nirvana, Muse.

E dopo 400 milioni di clic sul loro canale YouTube, cinque album in coppia, arriva la “separazione in casa”. L’album e un tour che parte il 2 aprile a Parigi e termina il 18 luglio a Madrid, con una tappa milanese, il 15 maggio agli Arcimboldi. 

«Non abbiamo smesso di suonare insieme», aggiunge Hauser, «volevo soltanto realizzare un sogno: incidere arie romantiche, perché sono romantico. Ma l’anno prossimo, per l’anniversario dei dieci anni dei 2Cellos, tutto tornerà come prima, e più di prima. Un album celebrativo e date un po’ ovunque. Del resto, tutto cambia e per un periodo ho avuto bisogno di cambiare anche io».

Per il lancio dell’album, Hauser ha scelto proprio il brano Nessun dorma (Puccini), e poi, una dopo l’altra, melodie «conosciute e piene di sentimento, in cui darò voce con il mio violoncello ad anima e cuore». Perché «è ciò di cui il mondo oggi ha bisogno. Siamo assaliti da musica spazzatura e io rispondo a suon di bellezza. Quasi fossi a capo di una missione in questo mondo per molti versi impazzito».

In sala di registrazione, il violoncellista, accompagnato dalla London Symphony Orchestra, ha suggellato per l’eternità la sua versione di Swan Lake, del Nocturne dal Quartetto d’archi di Borodin, Lascia ch’io pianga di Händel, l’Intermezzo di Cavalleria Rusticana, ma anche di pezzi crossover come The Lonely Shepherd (che Tarantino scelse per Kill Bill), tutti accompagnati da video d’autore.

«Ho inserito anche Caruso», dice, «sebbene non sia tecnicamente una melodia classica, evoca la memoria di un grande tenore italiano. Ma tutto sarà comunque proposto e arrangiato a modo mio. Perché la classica ha bisogno di nuova energia per non scomparire». Quale? «Nel suonare bisogna puntare dritti alle emozioni e comunicare passione». Ignorando le critiche degli accademici «perché l’unica regola, oltre a studiare, è costruirsi una personalità».
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