Pennisi, il batterista “on the road”
che suona davanti ai monumenti

Il batterista Flaviano Pennisi a Roma davanti all'Altare della Patria
di Leonardo Jattarelli
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Giovedì 10 Dicembre 2020, 15:39 - Ultimo aggiornamento: 16:17

Mette insieme groove, jazz, ritmi brasiliani e percussioni “stradali”. Si può dire che sia un genio della batteria, il secondo più veloce d’Italia. Ma al di là della tecnica, dello stile, della rapidità di esecuzione e della versatilità della sua musica, Flaviano Pennisi, classe ‘89 siciliano del quartiere Palagonia di Catania, è un raccontatore di storie e amplificatore d’arte insieme al suo strumento che si porta dietro come una figlia in ogni parte d’Italia. Flaviano nel 2016 ha dato vita al suo grande progetto, “Suonare Unniedderè Project”: “Unniedderè” in siciliano antico sta per “Ovunque” e dunque il suo ambizioso “on the road” musicale inizia proprio nella sua terra, la Sicilia, da Catania fino a più sperduti paesi dell’isola e man mano in tutto il Paese. Flaviano inizia a suonare la batteria all’età di sette anni e in seguito studia presso le più conosciute scuole di musica della Sicilia. Il padre, anch’egli batterista, è stato una fonte di ispirazione e il suo primo insegnante. Nel 2018 partecipa al concorso “Italian Fastest Drummer Competition”, classificandosi secondo per essere il batterista più veloce d’Italia, con il record di 857 colpi in un minuto.
In questi giorni con sua “figlia” batteria è a Roma. Le sue foto, i suoi video che contano decine di migliaia di visualizzazioni, rimbalzano sui social da Facebook ad Instagram e Twitter con il ritmo incessante di una bacchetta sul rullante. Arrivato nella Capitale, Pennisi ha buttato giù il suo canovaccio artistico, come sempre mix di musica e d’arte. Lo troviamo immortalato davanti all’Altare della Patria, mentre suona vicino alla fontana di Piazza Mazzini, sotto il colonnato di San Pietro, al Ponte della Musica sul lungotevere, davanti al Colosseo (questa foto in particolare è stata pubblicata in questi giorni da “Drum Talk Tv”, una delle community per batteristi più importante del mondo). 

Il miracolo, Flaviano Pennisi l’ha compiuto qualche giorno fa ai Fori Imperiali e precisamente proprio all’interno del Foro di Cesare. Al posto del rullante, il cartone da pizza. Ogni scatto o video è accompagnato dalla descrizione dei luoghi e dalla loro storia. 


Come è nato il Suonare Unniedderè Project?
«Quattro anni fa sono partito per questo viaggio infinito con la mia batteria da un piccolo paesino della Sicilia. Lo scopo di questo progetto è quello di far avvicinare tutti, soprattutto i più giovani, alla musica e nello specifico all’arte delle percussioni e allo stesso tempo far vedere le bellezze del nostro Paese attraverso i video che per ogni tappa realizzo e posto poi sul web. In ogni video, oltre a suonare la batteria ovunque, racconto storie, aneddoti e leggende del luogo in questione».

Un lavoro che le porta un guadagno?
«Il progetto per la verità è senza scopo di lucro, quindi da tutto questo peregrinare non guadagno soldi».


Dunque perché?
«Non so vivere senza batteria e credo che la musica sia un comunicatore di idee, di sensazioni ma soprattutto un modo per creare partecipazione, per oltrepassare i muri, per unire. Oltre all’aspetto artistico, tratto anche l’aspetto culturale è quello sociale. Organizzo infatti delle tappe specifiche in quartieri difficili, dove spesso è la delinquenza a conquistare le pagine dei giornali. Io cerco di avvicinare i giovani all’arte perché sono del parere che la musica possa salvare talvolta anche una vita e lo studio della musica fornisce quella disciplina che serve a non prendere strade sbagliate».

Il risultato sui social?
«I video hanno raggiunto migliaia di visualizzazioni, giornali e riviste nazionali ed estere si sono occupati di questo progetto che mi sta dando grande visibilità».


Ha avuto modo di farsi conoscere nell’ambiente musicale?
«Certamente e già da tempo. Ho collaborato con grandi artisti come Cesareo degli Elio e le storie tese, Jeffrey Jey degli Eiffel65, Shaun Martin degli Snarky Puppy, Maurizio Solieri chitarrista di Vasco Rossi, Patrizia Di Malta del Gruppo Italiano e tanti altri».


Pennisi anche come  “percussionista stradale”...
«Non è sbagliato. Ho postato diversi video dove uso le bacchette sui lampioni, i semafori, le campane per la raccolta del vetro, i muri bassi che costeggiano i fiumi. Uso anche tubi di plastica per ottenere delle sonorità diciamo “tribali”, spazzole di tutti i tipi e anche le mallets, quelle che si usano nelle orchestre per i timpani».


Un mito?
«Tullio De Piscopo. Su tutti».

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