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Fedez e Michielin: «Noi, a Sanremo tra sogni e paure come in terapia»

Fedez e Michielin: «Noi, a Sanremo tra sogni e paure come in terapia»
di Mattia Marzi
5 Minuti di Lettura
Martedì 16 Febbraio 2021, 11:23

Per gli amanti del pop italiano, quella di Francesca Michielin e Fedez all'Ariston sarà di fatto una reunion. Scalarono insieme le classifiche tra il 2013 e il 2014, prima con Cigno nero e poi con Magnifico, 8 Dischi di platino in tutto. Due hit a metà tra rap e ballata che lanciarono lui (all'epoca 23enne rapper passato dai centri sociali ai grandi palchi) e rilanciarono lei (18enne promessa del pop in piena crisi post talent, dopo la vittoria a X Factor nel 2011). Si erano persi di vista, negli ultimi anni. D'altronde Fedez è stato impegnatissimo tra tv, dischi e tour nei palasport. E nel frattempo ha pure messo su famiglia: la moglie Chiara Ferragni a fine marzo partorirà il secondo figlio della coppia (una bambina), dopo Leone. Invece la Michielin, che a Sanremo nel 2016 arrivò seconda con Nessun grado di separazione, ha preso una strada diversa, fatta di conservatorio, colonne sonore jazz e dischi cantautorali. Si sono ritrovati lo scorso marzo, durante il lockdown, duettando virtualmente sui social nella fase dei balconi. Al Festival di Sanremo 2021 gareggiano tra i big con Chiamami per nome.


L'obiettivo è la vittoria?
M: «No. Partecipiamo per esserci: il Festival quest'anno è la macchina che rimetterà in moto la musica».
F: «Trasmetterà un messaggio potente e volevamo in qualche modo contribuire a diffonderlo, al di là di come andrà».


Fedez, per lei è la prima volta. E non capita spesso di vedere big consolidati in gara: la sua partecipazione è l'eccezione che conferma la regola?
F: «Magari dopo di me altri decideranno di mettersi in gioco. Quando l'anno scorso abbiamo finito di registrare la canzone sono stato proprio io ad un certo punto a dire a Francesca: Perché non ci proviamo?. Sul Festival rispetto al passato ho cambiato idea (disse: «A Sanremo si va quando le cose vanno male», ndr). Il segnale da dare ora è: esserci a prescindere. Non pubblicherò nemmeno un album, anche se ho 10 pezzi nel cassetto: mi godo l'esperienza. Anche se un po' di ansietta ce l'ho».


Si muove come un elefante in una cristalleria. Pubblicando sui social un frammento del brano ha fatto un casino. Cos'è successo?

F: «Un errore tragicomico. Ed è stata proprio Francesca a sostenermi psicologicamente in attesa che Amadeus e Rai decidessero se squalificarci o no».


Una trovata pubblicitaria?
M: «Ritengo che sia una cattiveria dire che è stato fatto per marketing...».
F: «Quello che è successo lo racconterò dopo il Festival: meglio non peggiorare le cose (ride)».


Porterà con sé in riviera anche sua moglie Chiara?
F: «No. Con la gravidanza ormai agli sgoccioli non è prudente che venga con me: resterà a Milano».


Francesca, lei invece porterà qualcuno con sé?
M: «Tanti strumenti musicali. Conto di fare delle jam a sorpresa. Ho preso un monolocale, lo riempirò di bassi, chitarre. E un sintetizzatore speciale, il Korg M1: in Chiamami per nome ci sono i suoi suoni, un po' cinematografici».


Di cosa parla il brano?
M: «È una canzone d'amore che ognuno può interpretare come vuole. Per me rappresenta la consapevolezza di essere in una situazione complessa ma voler comunque continuare a inseguire i propri sogni. Attacco cantando: Oggi ho una maglia che non mi dona, ma vorrei dirti non ho paura: vivere un sogno porta fortuna».
F: «Rispetto a Cigno nero e Magnifico ha suoni più contemporanei: è pop con sfumature urban».


Tra gli autori c'è anche Mahmood, ormai richiestissimo: andate sul sicuro?
M: «È bravo in quello che fa: scrive melodie potenti».
F: «Ha una scrittura così riconoscibile che quando canto la melodia mi sento lui (ride)».


Per la serata delle cover, invece?
M: «Stupiremo. Inizialmente la scelta era ricaduta su L'assenzio dei Bluvertigo...».


La band di Morgan.
M: «Nel 2001 si classificarono ultimi, con quella canzone. Ma abbiamo cambiato idea».
F: «Da ex adolescenti emo abbiamo deciso di fare una cosa ancora più estrema».


Ma insomma, chiacchiere a parte: come vi state preparando?
M: «Io sto per iniziare un corso di yoga».
F: «Meditazione trascendentale e EMDR».


EMDR? La terapia alla quale si sottoponevano i reduci del Vietnam e delle Torri Gemelle?
F: «Sì. Aiuta a gestire le ansie. Penso sia importante parlare di certi argomenti pubblicamente, altrimenti resteranno per sempre tabù: non c'è niente di cui vergognarsi».


Francesca, lei tra pochi giorni compirà 26 anni: ha deciso cosa vuole fare da grande? La popstar, la cantautrice o cosa?
M: «Continuerò a spaziare. Il compleanno lo festeggerò con un podcast sulla condizione femminile. Intervisterò Matilda De Angelis (sarà a Sanremo come co-conduttrice, ndr) e parleremo di body positivity. Con lei altre artiste che stimo. Il 5 marzo, poi, uscirà il nuovo album Feat - Fuori dagli spazi».
 

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