Marcondiro, il nuovo brano è "Gli Romani": «Dedica a Federico Fellini»

Marcondiro: «Gli Romani? È una dedica al grande Maestro Federico Fellini»
3 Minuti di Lettura
Lunedì 21 Dicembre 2020, 18:08 - Ultimo aggiornamento: 18:11

Pubblicato sulle piattaforme streaming il brano «Gli Romani» della band Marcondiro: dopo il singolo «Le Fate», ecco un nuovo pezzo del gruppo romano. Ispirato a Federico Fellini, Gli Romani è una sentita dedica nell'anno del centenario dalla nascita del Maestro. Incipit del singolo è proprio un estratto audio del film «Roma», diretto da Fellini: «Con la pazienza s' impara la scienza, dicheno a Roma», questa la frase riportata nel videoclip. Disponibile anche su YouTube, il nuovo brano è una singolare rappresentazione di Roma: futuristica e «futuribile», l'Urbe appare in una grafica animata dove un «RobotPrimitivo» si aggira in uno scenario da gamer. È l'anima folkloristica di Roma - quella che emerge dal clip - dove il personaggio si immedesima nei panni di un «gladiatore robot», tra piazze medievali e le caratteristiche coreografie di Maristella Martella, già ballerina di pizzica e taranta.

Il brano

Realizzato con la partecipazione del produttore Taketo Gohara - che si è occupato del mixaggio - Gli Romani è stata incisa insieme con Edoardo De Angelis, col quale hanno dato vita a un'esperienza immersiva. Scritta da Marco Borrelli, Gli Romani è quindi arricchita da una delle voci più caratteristiche del panorama musicale capitolino, che muove dal Folk Studio per arrivare alla collaborazione con cantautori del calibro di Francesco De Gregori. Prodotto negli studi della Parodoi Dischi, il pezzo vede la partecipazione dei musicisti Paolo Giovenchi alla chitarra e di Lucio Bardi al mandolino. Queste le parole del producer Taketo Gohara: «Gli Romani mi aveva colpito subito per l'ironia e le bellissime sonorità! Musica, parole, immagini e arte si intrecciano e cantano una Roma 'grottesca', perennemente in bilico tra sacro e profano, tra bellezza e contraddizioni».

Napoli, laboratorio teatrale per i ragazzi della periferia. «Il teatro ha un potere di guarigione»

© RIPRODUZIONE RISERVATA