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Emma a Sanremo: «Vorrei vincere solo per indossare le mutande dorate all'Eurovision»

Parla la cantautrice, in gara con il brano “Ogni volta è così”

Emma a Sanremo: «Al Festival per l'orgoglio dei miei vincitori, vorrei vincere per indossare le mutande dorate all'Eurovision»
di Mattia Marzi
5 Minuti di Lettura
Lunedì 31 Gennaio 2022, 07:11 - Ultimo aggiornamento: 1 Febbraio, 22:08

«Una per cui la guerra non è mai finita»: a dieci anni dalla vittoria con Non è l'inferno Emma torna in gara al Festival di Sanremo e lo fa nel segno della sua mamma rock Loredana Bertè. Ne ricorda l'atteggiamento sfrontato, di pancia: «Non ho niente da vendere: niente dischi da lanciare, niente tour da spingere. Ho già dato. Vengo a Sanremo per la pura voglia di mettermi in gioco, per rendere ancora una volta orgogliosi di me i miei genitori. E per prendermi i vostri 5 in pagella», dice, prendendosi gioco di alcune delle stroncature ricevute da parte della critica per Ogni volta è così, il brano che canterà sul palco dell'Ariston (il 18 febbraio uscirà anche un 45 giri).

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LE BATTAGLIE
Non una canzone d'amore, spiega lei, ma un pezzo che «racconta una condizione che molte donne vivono e in cui potranno ritrovarsi», con un testo che ruota tutto intorno allo slogan siamo sante o puttane, che la 37enne cantautrice salentina ha fatto stampare anche sulla maglietta che indossa: «Se sei troppo buona, sei troppo buona. Se sei una poco di buono, sei una poco di buono. Ma insomma! Non sto cavalcando un tema tanto per. Non ho bisogno di essere a Sanremo per lanciare messaggi o per fare la figa. Da dodici anni combatto le mie battaglie. Con i fatti e non con i tweet: mi sono schierata politicamente, per i diritti Lgbt, contro la violenza sulle donne, per i porti aperti. Per alcuni ero solo una biondina che aveva vinto un talent e non poteva parlare di certi argomenti. Ho preso critiche, insulti, minacce. E basta parlare di quote rosa: non siamo qui per fare numero», dice. Nel ritornello cita Sei bellissima della stessa Bertè («E mi dicevi sempre come sei bella»), che del femminismo è un'icona: «Io non strizzo l'occhio a un artista per avere un tornaconto. Non mi sono mai fatta bruciare il cervello dalle mode del momento, per fortuna. Sono la più legittimata di tutte a parlare di Loredana, a omaggiarla: è stata lei a definirmi la sua figlioccia rock. Io vorrei fare come lei, lasciare un segno tangibile nella storia della musica italiana, non una collezione di Dischi di platino e basta». Sanremo non era nei piani, dopo il tour della scorsa estate per festeggiare con un anno di ritardo, causa pandemia i dieci anni dalla vittoria ad Amici, il duetto con la stessa Loredana Bertè su Che sogno incredibile (Disco d'oro) e la raccolta The Best of ME, con la quale ha tracciato un bilancio della sua carriera fin qui. È stato Amadeus a chiamarla, mentre era impegnata in giuria a X Factor e si preparava a tornare sul set dopo Gli anni più belli e la serie A casa tutti bene di Muccino per Il ritorno di Stefano Chiantini: «Gli ho detto: Sono onorata: ci penso. Ho chiamato Dario Faini (Dardust, ndr), il pibe de oro della musica italiana: oggi lo cercano tutti, dieci anni fa fui tra le prime a credere nelle canzoni che scriveva. Poi si è aggiunto anche Davide Petrella (ha firmato successi per Cremonini, Elisa, Thegiornalisti, Fedez, ndr) e insieme abbiamo scritto di getto questa canzone. Quando nell'ambiente si è sparsa la voce che sarei tornata in gara a Sanremo tanti autori si sono fatti avanti per aiutarmi: ho capito che forse per la musica italiana rappresento qualcosa. Alla fine ho scelto Ogni volta è così perché qui dentro ci sono io».

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LE COVER
A Sanremo porterà con sé Francesca Michielin, che dirigerà per lei l'orchestra: «È una giovane donna di cui ho grande stima. Ci siamo trovate: due folli». Nella serata delle cover omaggeranno l'icona pop Britney Spears sulle note di Baby one more time: «Qualcuno sui social ha detto: C'è il rischio di rasentare il trash. Chissà perché, queste cose si dicono solo quando c'è di mezzo il pop. Io ho deciso di prendere l'emblema di questo genere, una donna che a 16 anni cambiò per sempre le regole. Lo vedremo sul palco se è trash o meno». Chi vincerà il Festival? «Magari Elisa o Morandi. Spero non io, perché sennò poi mi tocca andare all'Eurovision e rispolverare le criticatissime mutande d'oro. Anzi: spero di vincerlo e di andare lì solo per il gusto di rimettermele».
 

 

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