Dopo i restauri, a Torre del Lago, riapre la villa dove Puccini compose “Tosca”

Il compositore Giacomo Puccini
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Domenica 2 Giugno 2019, 19:33

La Villa Puccini di Torre del Lago (Lucca), oggi museo, dove il compositore di La Bohéme e Tosca abitò per oltre 20 anni con la sua famiglia, apre, da oggi, le porte al pubblico dopo i lavori di restauro.

119 anni dopo l'arrivo di Giacomo Puccini (1858-1924), avvenuto nel 1900, il piano superiore della dimora con vista sul lago di Massaciuccoli torna a risplendere in tutta la sua semplice raffinatezza, con tessuti e arredi originali, così come il maestro ed Elvira Puccini lo progettarono all'inizio del secolo scorso.

I lavori di restauro, eseguiti dalla Fondazione Simonetta Puccini, intitolata alla nipote e ultima erede del grande musicista, hanno riguardato il ripristino del tetto, della facciata e della camera da letto dei coniugi Puccini, riportata all'aspetto originale del 1905. In quell'anno fu proprio Giacomo Puccini ad occuparsi del rinnovo degli arredi, prediligendo per questi i toni del verde che gli furono ispirati dalla natura rigogliosa che allora circondava la residenza lambita dal lago di Massaciuccoli, prima dell'interramento che oggi costituisce il Belvedere.

Negli ultimi quattro anni i delicati ed importanti lavori di ripristino della Villa sono proseguiti senza sosta: dopo il certosino restauro delle decorazioni murarie e della carta da parati, dei tessuti originali e degli arredi della camera da letto, la Fondazione Simonetta Puccini ha curato l'allestimento del primo piano, diviso in due zone e composto da sette vani.

Nel lato nord sono collocate tre camere da letto ed una stanza lavabo. Qui alloggiavano Giacomo, Elvira e l'unico figlio, il signorino Antonio. Nel lato sud si trovano altri tre ampi vani, più alcuni stanzini, per l'alloggio dei parenti che spesso erano ospiti di casa Puccini: tra questi Ida, sorella di Elvira e cognata di Giacomo, e Fosca, figlia di primo letto di Elvira e figliastra del maestro, che visse con i coniugi Puccini fino all'epoca del suo matrimonio con Totò Leonardi nel 1902 e che poi si stabilì a Torre del Lago a pochi metri dall'odierna Villa Museo.

La data scelta per l'apertura del primo piano della Villa Museo non è casuale, bensì una dedica a Simonetta Puccini, che il 2 giugno avrebbe compiuto 90 anni. Dopo la sua scomparsa, avvenuta il 16 dicembre 2017, la Fondazione ha portato avanti la gestione dei beni ereditati seguendo le linee guida lasciate da lei, la quale ha sempre perseguito un solo fine: valorizzare il patrimonio ricevuto e i luoghi del cuore di Giacomo Puccini.

Dopo il ripristino della camera da letto e del vano scale si sono compiuti i restauri di altri vani del primo piano, per quanto riguarda sia gli arredi che le decorazioni pittoriche. Tra questi lo studio del maestro, una camera per gli ospiti, una stanza lavabo, un salottino e la cosiddetta
stanza airone. L'apertura al pubblico di questi ambienti consente di introdurre in quei luoghi famigliari sospesi nel tempo il visitatore, che potrà immergersi nell'intimità quotidiana e nell'atmosfera della casa tanto cara al compositore. 

Lo studio, luminoso e razionale, conserva gli armadi, una comoda poltrona, il grande scrittoio, il bel lampadario e un dipinto di Francesco Fanelli raffigurante il lago di Massaciuccoli. Tutti arredi originali, come quelli nella stanza a sinistra delle scale che ospitò i parenti di Giacomo ed Elvira e quelli del piccolo salotto: due poltrone rivestite con antichi lini, un servizio da liquore riposto in un pregiato mobile vetrina, un giradischi d'epoca e due dipinti provenienti dalla Villa di Viareggio del maestro.

La camera da letto del figlio Antonio, chiamata 'stanza aironè, conserva oggi mobili e oggetti provenienti dalla casa natale del maestro a Lucca: un bel cassettone, lastronato e intarsiato a motivi floreali, uno scrittoio dello stesso genere, un'alzatina in stucco dorato, alcuni pezzi di maiolica ed il ritratto del fratello Michele. Preziosi cimeli che testimoniano l'elevato status sociale di cui godeva la famiglia Puccini, cinque generazioni di musicisti nate al servizio della corte ducale. Quella che un tempo era la stanza degli ospiti oggi contiene i mobili provenienti dalla Villa di Chiatri: un letto matrimoniale, un guardaroba, due comodini e un cassettone con specchiera in legno d'acero arricchiti da intagli in legno scuro, un orologio francese di porcellana di Sevres, una tazza da puerpera di fine fattura e il servizio da notte per l'acqua.

Il pavimento con rivestimenti in linoleum, acquistato dal Maestro a Detroit nei primi anni del '900, crea un originale effetto parquet. La stanza lavabo, collegata alla camera padronale, è una testimonianza importante: ci racconta la raffinatezza e la modernità del padrone di casa. Dotata di acqua corrente, al suo interno conserva un porta asciugamani, teli di lino con le iniziali GP e un bellissimo paravento di cuoio e legno con rappresentate le eroine delle sue opere. 

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