Applausi per la ripartenza di Santa Cecilia, il sovrintendente Dall'Ongaro: «Ci aspettiamo un anno complicato»

Domenica 18 Ottobre 2020 di Simona Antonucci
Il Maestro Pappano

 «L’inaugurazione è salva. Grazie al nuovo decreto possiamo aprire la stagione e portare avanti il progetto. Anche se il futuro ci preoccupa, e non poco, siamo determinati a tenere il punto. A esserci». Il sovrintendente di Santa Cecilia Michele dall’Ongaro ha presentato l’evento che venerdì 16 ottobre, al Parco della Musica, ha dato il via al programma sinfonico dell’Accademia Nazionale: una “maratona” di ventotto concerti, (oltre ai ventidue da camera e i due tour europei) con grandi interpreti del panorama internazionale. Lunghi applausi per la serata iniziale: un evento, non soltanto per la qualità del programma, ma anche per le condizioni di instabilità che caratterizzano questi giorni.

 

 

PETRENKO A NATALE

Protagonisti, nei prossimi mesi, nomi del concertismo come Maurizio Pollini, Stefano Bollani, Beatrice Rana, Jan Lisiecki, András Schiff, Grigory Sokolov, Jean-Yves Thibaudet, Julia Fischer, Leonidas Kavakos, Mario Brunello, Salvatore Accardo, Maxim Vengerov. E direttori come Vasily Petrenko (protagonista del concerto di Natale che si terrà il 23 dicembre, con Prokofiev, Concerto per pianoforte n. 1), Semyon Bychkov, Daniele Gatti, Valery Gergiev, Myung-Whun Chung, Gianandrea Noseda, Trevor Pinnock, Sir John Eliot Gardiner, Jakub Hrůša, Juraj Valčuha, John Adams e James Levine. Il programma che si protrae fino a giugno include star, ma anche musicisti in difficoltà: con il progetto Momentum arriva un’opportunità agli artisti freelance che oggi non trovano ingaggi.

Bruckner 

«Per l’apertura abbiamo proposto due capolavori, il Te Deum di Anton Bruckner e il Das Lied von der Erde di Mahler per un forte richiamo alla spiritualità», aggiunge Dall’Ongaro, «In un’epoca di distanziamento, la musica ricrea intimità tra le persone». I posti in sala arrivano a 1.200, invece di 2.700, ridotto anche il numero degli abbonamenti: 2.500 e non più 4.000. «E prevediamo che siano intorno al 50 per cento anche gli incassi del 2021», prosegue il sovrintendente, «sarà un anno problematico. Noi siamo il più grande auditorium d’Europa e quindi possiamo disporre di un numero non troppo esiguo di spettatori. Ma i ricavi dal botteghino e dagli abbonamenti sono una voce fondamentale del bilancio. Noi vogliamo restare aperti, anche perché il mondo della musica non è soltanto intrattenimento: noi creiamo posti di lavoro e comunità pensanti. Però ci aspettiamo sostegni per poter proseguire».

 

“SFOGO” IN DO MAGGIORE

Intanto,  l’inaugurazione con quello che il Maestro Pappano, che durante la stagione sarà sul podio per otto produzioni, ha definito «uno “sfogo” in Do Maggiore: il Te Deum di Bruckner, grido sonoro per annunciare che siamo tornati». Nella prima parte del concerto il Coro (istruito da Piero Monti) e l’Orchestra, diretti da Pappano hanno intonato appunto il Te Deum, inno di lode a Dio nel quale l’autore utilizza voci e strumenti per dare solennità al contenuto religioso del testo, attingendo anche al patrimonio musicale della tradizione sacra dal gregoriano al barocco.

Nella seconda parte, sempre Pappano, ha diretto Das Lied von der Erde – ciclo di Lieder tratti da un’antologia di poesia cinese pubblicata nel 1907 a cura del poeta Hans Bethge – in cui Mahler torna alla riflessione, che accompagna tutta la sua opera, sul senso e sulla caducità della vita e sull’esclusione dell’Uomo dal ciclo di rinascita della Natura, dove tutto ciò che muore, torna in vita. Solisti il contralto tedesco Gerhild Romberger e il tenore americano Clay Hilley al suo debutto a Santa Cecilia.

Auditorium Parco della Musica, Sala Santa Cecilia, via De Coubertin. sabato 17 ottobre ore 18; domenica 18 ore 18 

Ultimo aggiornamento: 19:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA