CORONAVIRUS

#Concertidaldivano, la musica è live
e su Facebook si dà vita all'evento

Sabato 9 Maggio 2020 di Leonardo Jattarelli
Un'immagine di #Concertidaldivano
Il nome è già invitante e rilassante: #Concertidaldivano è una iniziativa nata pochi giorni fa per sopperire alla mancanza di musica live a causa del Covid-19 e per ricreare quelle atmosfere di musica in compagnia che chissà quando si potranno tornare a vivere. L’ideatore dell’iniziativa, con il quale parliamo, è Alessandro Porcella che nel 2004 ha fondato le Edizioni Musicali PA74 Music. Oltre a svolgere un’intensa attività editoriale, la PA74 Music intende sviluppare nuove strategie di promozione per il proprio catalogo, nuovi servizi per il mercato discografico insieme alla formazione artistica e manageriale per la nuova generazione di talenti ed operatori del music business.
Come funziona esattamente #Concertidaldivano, su quali piattaforme è visibile e a quale pubblico si rivolge?
«L’idea mi è venuta dai diversi viaggi fatti all’estero per lavoro. Fuori dall’Italia c’è un’attenzione diversa per gli artisti in questo omento di stop. Insomma, è chiaro che dobbiamo dare importanza all’arte se vogliamo che qualcuno inizi questo mestiere. E bisogna essere remunerati, altrimenti il messaggio che arriva, soprattutto in questi giorni di pandemia, rischia di venire distorto».

In che senso?
«La gente potrà pensare “se hai cantato gratis fino a ieri, dai balconi, in mezzo alla strada, sui tetti delle case, allora potresti farlo sempre”. E invece, come sappiamo bene, quello del cantante, del compositore, del musicista, è un vero mestiere con il quale devi riuscire a campare».
Cosa ha sperimentato negli altri Paesi?
«In Norvegia, ad esempio, c’è una band che fa live con un codice vip. Ti prenoti telefonicamente, segui il concerto e invii delle donazioni».
Così funziona anche #Concertidaldivano?
«Ho un po’ rimodellato la formula. Si paga un accesso a pagamento di 3 euro, poi ogni artista, grazie a sovraimpessioni che appaiono durante la performance, può decidere di avere un supporto dal pubblico. Tenere il ricavato per sé o decidere di fare donazioni a ospedali o ad enti benefici».
Come allestite il set?
«Abbiamo un programma come ne esistono tanti, che permette una regia tv in diretta, due tre telefonini collegati per inquadrature diverse, un mixer per la prova dei suoni. Insomma, dietro un picccolo-grande evento del genere occorre un vero e proprio staff».
La durata di ogni concerto?
«Dai 45 minuti ad un’ora e l’artista può parlare e spiegare i propri brani per 5 minuti. Cerchiamo anche di invitare ad ogni evento anche delle radio e degli ospiti: abbiamo avuto finora il maestro Gianni Mazza, l’attore e cantante Vittorio Matteucci, noto tra l’altro per il suo Frollo in Notre Dame de Paris di Cocciante, il grande autore Cristiano Minellono e il 17 avremo Platinette».
Siete partiti da Milano per una platea regionale?
«Lavoriamo sul territorio nazionale: abbiamo inziato da un divano a Bergamo, poi ce n’è stato uno in Toscana, poi Piacenza e così via».
E solo tre euro di ingresso?
«Esatto, e ci paghiamo anche la Siae per la licenza streaming. Ci rifacciamo delle spese, tutto qui. E cerchiamo di far crescere il numero dei nostri fan. Il primo artista ha invitato venti amici che a loro volta ne hanno portati altri 40 al concerto successivo e così via. Se non si è disposti a pagare almeno tre euro per una buona qualità di musica, allora vuol dire che c’è qualcosa di sbagliato nel sistema».

Diamo delle informazioni tecniche per chi volesse partecipare?
«Dunque, come detto ci si iscrive versando l’unica quota richiesta di 3 euro una tantum per l’accesso al gruppo Facebook cliccando il link #concertidaldivano. Nella causale e nel formulario si indica il proprio nome utente facebook o la mail associata e il nome dell’artista che ti ha invitato. Entro 24 ore dal pagamento si verrà invitati a partecipare al gruppo e ci si potrà godere lo show dell’artista preferito ma non solo. Si riceveranno gli inviti a partecipare gratuitamente a tutti gli show degli artisti di #concertidaldivano e durante le perfomance si potrà decidere se supportare l’esibizione con una donazione libera direttamente all’artista o all’associazione benefica scelta dallo stesso».
E’ un modo per far ripartire la musica live e per aiutare i musicisti?
«Diciamo di sì. Noi ora abbiamo concerti fissati fino al 6 giugno. Anche psicologicamente è un grande aiuto. Puoi dire “stasera vado a suonare per un pubblico” e magari riprendi a metterti un po’ di trucco, a vestirti elegante per un’occasione particolare. Non bisogna perdersi d’animo. Mai». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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