Concerti a Roma: da Niccolò Fabi alla storia di Chet Baker, dal rap di Rkomi al Cacio e Pepe Festival

Lunedì 13 Gennaio 2020 di Fabrizio Zampa
Niccolò Fabi

LUNEDI’ 13 GENNAIO
 
 
Jazz/All’Alexanderplatz la Bruce Ditmas Cubist Dream Band
 
La Cubist Dream Band del batterista Bruce Ditmas, americano di Atlantic City, ripropone un nuovo progetto: è la formazione che vede Angelo Olivieri alla tromba, Sandro Satta e Carlo Conti ai sax, i chitarristi Antonio Jasevoli e Guido Silipo, Lewis Saccocci alle tastiere e al synth e Marco Siniscalco al contrabbasso. Suonano tutti i loro nuovi brani con arrangiamenti conditi anche da un pizzico di elettronica: otto musicisti che travalicano i limiti della musica improvvisata, in un'avventura verso l'inatteso nel potente mondo del jazz.
Alexanderplatz, via Ostia 9, ore 22
 

 

 
 
MARTEDI’ 14 GENNAIO
 
 
Musica/Per “Retape” arrivano Puritano, Campagna e Sierra
 
Per gli appuntamenti di “Retape” tripla serata al Parco. Sul palco ci sono PuritanoDaniele Rossetti, rapper e autore romano classe 90, che si muove fra chitarre elettriche e rock ed è tagliente e sicuro), Eugenio Campagna (in arte Comete, è nato a Roma nel 1991, ha cominciato come artista di strada e nei locali, scrive le sue storie, che poi sono le storie di tutti, viene da X Factor 13 e propone il suo primo singolo “Cornflakes”) e Sierra (sono Giacomo e Massimo, romani, 26 anni, il cui nome d’arte nasce dalla volontà di creare un luogo immaginario dove potersi isolare, e il loro ultimo singolo s’intitola “Enfasi”).
Parco della Musica, Teatro Studio Borgna, ore 21
 
 
Jazz/Luciano Lettieri Quartet all’Alexanderplatz
 
Il Jazz Blues Quartet guidato dal chitarrista Luciano Lettieri, con Ettore Gentile al pianoforte, Gerardo Bartoccini al contrabbasso e Pietro Iodice alla batteria, propone un repertorio che comprende brani originali e riletture di grandi standard del jazz di autori come Charlie Parker, Charlie Mingus e Thelonious Monk, il tutto con un sound moderno per un concerto all’insegna dell’interplay, fra blues e bebop.
Alexanderplatz, via Ostia 9, ore 21Musica/ belo all’Alexanderplatz
 
 
Rock/Big Horse, dal Belgio arriva l’one-man-band più selvaggio
 
Uno degli one man band più coinvolgenti e scatenati d’Europa è il belga Big Horse, che propone serate rock “ad alto voltaggio”, come ogni one man band che si rispetti. Big Horse si autodefinisce «un wild'n' primitive rockabilly one man band istrionico e selvaggio, di quelli che quando li ascolti dal vivo non puoi fare a meno di scatenarti». Armato di voce, chitarra e tanti pezzi di batteria, costantemente in tour, il musicista arriva di nuovo in Italia con il suo mix di cover di mille diverse provenienze.
Trenta Formiche, via del Mandrione 3, ore 22
 
 
Brasile/Aquarela do Jazz con Ciunna e Burgio all’Elegance Cafè
 
“Aquarela do Jazz” è il duo formato da Manuela Ciunna (voce, chitarra e pandeiro) e da Seby Burgio (pianoforte, rebolo e tambourine), uniti da due grandi passioni, il jazz e la musica brasiliana. Dopo diversi viaggi tra New York e Rio de Janeiro per approfondire le basi, i due hanno dato molti concerti in Italia ma anche a Rio (nel 2011 e nel 2019 insieme a Ana Costa), a Tel Aviv e Gerusalemme (per l’International Jazz Day) e così via. Il repertorio va dagli standard più noti del jazz alla Música Popular Brasileira, e ai classici della bossanova, toccando i suoi più importanti interpreti e compositori, insieme ai brani inediti scritti dai  due artisti.
Elegance Cafè, via Francesco Carletti 5, ore 21.30
 
 
Musica/Settant’anni di cinema in musica con Silvano D’Auria
 
Quali colonne sonore hanno accompagnato la nostra vita? Tante, e ce le riassume il pianista Silvano D’Auria nel suo "Cinema in musica", che porta in palcoscenico un viaggio tra immagini e suoni. Il musicista suona le musiche prese da settant’anni di film, che vanno dallo sguardo criptico di Humphrey Bogart in “Casablanca” (1931) alla poesia di Roberto Benigni in “La vita è bella” (1997), passando attraverso il ghigno di De Niro, il west di Sergio Leone, la malinconia di Massimo Troisi. Le parole degli attori lasciano spazio alle note di un pianista che intreccia l'una all'altra più di trenta colonne sonore.
Na Cosetta, via Ettore Giovenale 54, ore 22
 
 
Blues/Andy Corner, Andrea Angelini al Charity Cafè
 
Il vocalist, chitarrista e armonicista Andrea Angelini, in arte Andy’s Corner, replica tutti i martedì il suo progetto solista acustico: una sintesi di varii generi e influenze, un viaggio nella migliore musica anglo-americana degli anni ’60 e ’70, dal blues al rock, al folk al soul.
Charity Cafè, via Panisperna 68, ore 22
 
 
MERCOLEDÌ 15 GENNAIO
 
 
Jazz/Shanti Project, Enrico Ghelardi fra l’Oriente e il Brasile
 
Il jazz incontra l’Oriente: è "Shanti Project", progetto nel quale Enrico Ghelardi (sax soprano, clarinetto basso, flauto) con Pierpaolo Principato al piano, Stefano Cantarano al contrabbasso e Massimiliano De Lucia alla batteria e percussioni, si ispira all’Oriente riprendendo dalla musica indiana alcune atmosfere musicali e soprattutto il lato spirituale. Ne risulta una musica molto comunicativa, tra jazz e word, nello stesso tempo immediata ma profonda, capace di evocare atmosfere ora più pacate e meditative, ora più energiche e dinamiche, ma sempre intense. Il repertorio, interamente basato su composizioni originali, è caratterizzato dall'uso del clarinetto basso, del sax soprano e dei flauti, e riserva ampi spazi alla libera improvvisazione.
Alexanderplatz, via Ostia 9, ore 22
 
 
Pop/Chiara Minaldi a Na Cosetta con “Le parole hanno un’anima”
 
E’ interessante la storia della vocalist Chiara Minaldi, siciliana di Agrigento che ha frequentato per lungo tempo il jazz, ha cambiato strada decidendo di esplorare il mondo pop, ha avuto successo con l’album "Intimate" (che, fatto curioso, l'ha resa famosa non in patria ma nella Corea del Sud) e adesso presenta in tour il suo nuovo disco "Le parole hanno un'anima". E’ il frutto di un lungo lavoro cominciato nel 2016, quando Chiara vinse al Premio Bianca D'Aponte due premi molto prestigiosi che la invogliarono a scrivere da cantautrice, pensando le sue musiche con testi in italiano. Lo presenta live con gli arrangiamenti del pianista jazz Mauro Schiavone, che da' all'album un'atmosfera fra acustico e vintage,.
Na Cosetta, via Ettore Giovenale 54, ore 22
 
 
Jazz/Vera Dragone al Parco con l’orchestra di Massimo Pirone
 
Un viaggio musicale che farà rivivere le atmosfere della Broadway degli anni 40’, quando il jazz era la colonna sonora dei più acclamati musical. Il repertorio, che porta la firma dei più celebri autori di questo genere (George Gershwin, Rodgers & Harts, Cole Porter e così via) è arrangiato e diretto da Massimo Pirone. La sua big band di 20 elementi e la vocalist Vera Dragone restituiranno fedelmente il sound di   quel periodo trascinando il pubblico a ritmo di swing in un’epoca lontana e indimenticabile ma capace di affascinare e conquistare ancora oggi.
Parco della Musica, Teatro Studio Borgna, ore 21
 
 
Blues/Jam session al Charity Cafè con la band di Libero Di Benedetti
 
Jam session all’insegna del blues, stasera, per gli appuntamenti di Blues Jam & Friends: apre la formazione del vocalist e chitarrista Max Prandi, con Lino Muoio al mandolino e Simone Scifoni al basso e alla batteria. Gli appassionati di blues sono invitati a salire sul palco e partecipare.
Charity Cafè, via Panisperna 68, ore 22
 
 
Jazz/Il trìo di Lewis Saccocci in concerto all’Elegance
 
Un omaggio alla grande tradizione del jazz, dallo swing all’hardbop, tra famosi standard e brani dei grandi songbooks americani del ‘900: è la proposta del trio del pianista Lewis Saccocci, con Giuseppe Romagnoli al contrabbasso e Matteo Bultrini alla batteria.
Elegance Cafè, via Francesco Carletti 5, ore 22
 
 
GIOVEDI’ 16 GENNAIO 
 
 
Jazz/Tempo di Chet: l’avventura di Chet Baker rivive al Parco della Musica
 
Il trombettista. vocalist e compositore Chesney Henry "Chet" Baker Jr, nato a Yale, Oklahoma, il 23 dicembre 1929 e morto a Amsterdam il 13 maggio 1988 a causa di una lunga e brutta storia di droga (cadde o fu scaraventato giù dalla finestra di un albergo), è stato un grande musicista e un grande amico di tutti per lungo tempo. Noi lo ricordiamo negli anni Sessanta alla Bussola di Focette, dove dopo splendidi live nel jazz club del locale di Sergio Bernardini scendeva al ristorante per un piatto di spaghetti e si faceva a gara per sorregerlo appena traballava fra i tavoli. Lo ricordiamo in tante altre occasioni, quando suonava nel festival, quando snocciolava i suoi brani non solo con la tromba ma più semplicemente con voce e pianoforte, quando un anno prima della sua scomparsa diede i suoi ultimi e intensi concerti all’ormai scomparso Music Inn, ex tempio del jazz romano.
Chet era Chet, la sua avventura faceva tornare alla mente quelle di altri leggendari musicisti in equilibrio fra creatività, genialità, originalità e crisi di astinenza, ma la sua umanità e la generosità con la quale regalava la sua musica erano indimenticabili. Era giusto celebrarlo non solo con vecchi dischi e vecchi racconti, e “Tempo di Chet”, sottotitolo  “La versione di Chet Baker”, è uno spettacolo che lo fa mettendo insieme parole, immagini e  musica e va in scena all’Auditorium da oggi al 21 gennasio.
E’ una produzione del Teatro Stabile di Bolzano, nata dalla fusione e dalla sovrapposizione tra la scrittura drammaturgica di Leo Muscato e Laura Perini e la partitura musicale curata e interpretata dal vivo da Paolo Fresu, e fa rivivere uno dei miti musicali più controversi e discussi del Novecento rievocando lo stile lirico e intimista di un musicista tanto maledetto quanto simbolo di un’epoca. Paolo Fresu alla tromba e flicorno, con Dino Rubino al piano e Marco Bardoscia al contrabbasso, saranno le voci evocative di un cast formato da Alessandro Averone, Paolo Li Volsi, Rufin Doh, Debora Mancini, Daniele Marmi, Mauro Parrinello, Graziano Piazza e Laura Pozone. La regia di Muscato modula l’incessante oscillare tra passato e presente che lascia affiorare fatti ed episodi disseminati lungo l’arco dell’esistenza di Chet Baker, da quando bambino suo padre gli regalò la prima tromba, fino al momento prima di volare giù dalla finestra di un albergo. Le scene sono di Andrea Belli, i costumi di Silvia Aymonino e il disegno luci di Alessandro Verazzi.
Parco della Musica, Sala Sinopoli, da oggi al 21 gennaio, ore 21
 
 
Cantautori/Stasera la conclusione del Premio De Andrè 2019
 
L’appuntamento conclusivo dell’edizione 2019 del Premio De André è per stasera: all’Auditorium saranno presentati i finalisti, che per la  sezione musica sono Alice Clarini, Alterego, Capo di Buona Speranza, Franz, Giulia Ventisette, Lamine, Micaela Tempesta, Molla, Sale, Sebastiano Pagliuca, Stona, Studio Illegale e Zuin, e vengono da ogni angolo d’Italia.
Il Premio è nato nel 2002 in una zona periferica di Roma, la Magliana, nella piazza che porta il nome del cantautore scomparso l’11 gennaio 1999: patrocinato dalla Fondazione Fabrizio De André Onlus, supportato dalla Siae, organizzato da iCompany e con la direzione artistica di Luisa Melis, è arrivato alla sua diciottesima edizione e da sempre ha lo scopo di stimolare, presso autori, compositori, interpreti ed esecutori esordienti, una creatività sperimentale, libera da tendenze legate alle mode del momento, al fine di favorire l’originalità e di ricercare e promuovere nuove forme di cantautorato, scrittura e pittura.
Nel corso della serata Niccolò Fabi riceverà la "Targa Faber”, già “Premio alla Carriera”: un nuovo riconoscimento per il cantautore romano, reduce dal successo del disco “Tradizione e Tradimento”  e attualmente in tour. Agli Ex-Otago andrà la “Targa Quelli che cantano Fabrizio”, già “Premio per la reinterpretazione dell'opera di Fabrizio”: il gruppo genovese ha registrato, per l’album tributo “Faber Nostrum”, la canzone “Amore che vieni, amore che vai”.
Parco della Musica, Sala Petrassi, ore 21
 
 
Jazz/All’Elegance tutto swing con gli Sweet Georgia Brown
 
Si chiamano Sweet Georgia Brown, come uno dei brani più popolari e famosi dell’epoca dello swing, composto nel 1925 da Ben Bernie e Maceo Pinkard, si sono messi insieme grazie alla passione e all’amore per il jazz di New Orleans e sono la vocalist Andrea Bruno, il chitarrista Luca Costantini e il contrabbassista Daniele Basirico. Per loro (ma non solo per loro) la tradizione dixieland è stata nel ventesimo secolo il genere più brillante per tante band, quelle che diedero luce a musicisti come Louis Armstrong, Jelly Roll Morton, Fats Waller, Benny Goodman, Bix Beiderbecke, Cole Porter, maestri ai quali la band si ispira.
Elegance Cafè, via Francesco Carletti 5, ore 22
 
 
Musica/Neapolitan Contamination torna in concerto al Big Mama
 
Neapolitan Contamination, riassunto in NeaCo', è un bel progetto di Giovanni Imparato (voce e percussioni), Luigi Carbone (voce e tastiere), Antonio Carluccio (voce e chitarra), Aldo Perris (basso), Anna Rita Di Pace (voce e violino), Mats Erik Hedberg (chitarre), Davide Grottelli (sax e flauto) e altri musicisti per tradurre in versione non napoletana una serie di brani che vengono da mezzo mondo. Perché la contaminazione e Napoli? La contaminazione implica un contatto fecondo ed è un motore di civiltà, perchè si impara sempre di più da chi viene da un’altra cultura che dai propri simili, e Napoli è un luogo simbolo dove la contaminazione ha potuto operare con vivacità, grazie alle sue radici antiche nei secoli: la città l’assorbe come una spugna, la metabolizza, la diffonde  esportando napoletanità in tutto il mondo restituendo il messaggio di civiltà che ciascuno ha contribuito a creare. La band trasforma in blues “Oje vita, oje vita mia”, fa cantare “A’ Tazza ‘e cafè” da una Brigida che non è partenopea ma jamaicana, prende i "guagliune e’ malavita" di “Guapparia” e li fa sembrare i partner di Fred Buscaglione, e così via. La loro idea di fondere Napoli con il resto del mondo è affascinante, e dal vivo sono molto divertenti oltre che bravi. Arrangiamenti e contaminazioni sono ideate da Luigi Carbone.
Big Mama, vicolo S. Francesco a Ripa 18, ore 22
 
 
Rock/Mauro Tiberi al Parco con “Around Ummagumma”
 
Musicista, polistrumentista e ricercatore vocale, studioso e praticante di canto difonico (canto armonico), di vocalità sacra orientale (canto bizantino),  i canto indiano negli stili dhrupad, kyal e qawwali, più altri stili antichi di canto indoeuropeo: tutto questo è Mauro Tiberi, che a cinquant’anni dall’uscita di “Ummagumma”, l’album che è stato il vertice della produzione psichedelica dei Pink Floyd, lo rivisita e lo rilegge con la sua band. Per Mauro è una sfida e un sacrificio nel quale si mantiene viva l’attitudine sperimentale tipica della fine degli anni '60 inserendo i brani in un nuovo tessuto sonoro fatto di contaminazione fra sperimentazioni sonore attuali, improvvisazioni e le storiche canzoni del periodo a cavallo tra il passato psichedelico e la nuova via presa dal gruppo con l’uscita di Syd Barret. Sul palco sono parecchi: danza e voce con Caterina Genta, la vocalist Laura Desideri, l’elettronica e la chitarra di Amptek Alex Marenga, le tastiere di Gianluca Bacconi, la batteria di Ivan Macera e il basso, la voce e la direzione di Mauro Tiberi.
Parco della Musica, Teatro Studio Borgna, ore 21
 
 
Jazz/Mimma Pisto & New York Guest in concerto al Charity Cafè
 
«Esistono solo due generi di musica: quella bella e quella brutta. Da noi trovate quella bella», diceva Duke Ellington, e il suo principio è la regola della vocalist Mimma Pisto, stasera in concerto per la rassegna Jazz Voice con "New York Guest",  progetto nato dal suo incontro con il contrabbassista Andrea Veneziani, che da anni vive e lavora nella Grande Mela. Con il chitarrista Andrea Gomellini e il batterista Massimiliano De Lucia, Mimma propone un repertorio di standards jazz rielaborati con un sound moderno e originale.
Charity Cafè, via Panisperna 68, ore 22
 
 
Jazz/Demotape di Domenico Sanna, doppio live all’Alex, ospite il sax di Dayna Stephens
 
Demotape è una super band guidata dal pianista Domenico Sanna, con Dario Deidda al contrabbasso e Francesco Ciniglio alla batteria, che propone due serate al club di via Ostia con uno special guest, il sassofonista Dayna Stephens, americano di Brooklin, 41 anni. Sanna è uno dei pianisti più raffinati del nostro jazz, che si è fatto strada non solo per tecnica o virtuosismo ma per il suo grande desiderio di ricerca. Ha debuttato nella discografia internazionale con “BrooklynBeat”, inciso a New York con Ameen Saleem e Dana Hawkins, ha suonato in più di 40 album e diviso palchi in giro per il mondo con diverse star. Dayna Stephens è cresciuto a San Francisco, ha studiato alla Berkeley High School e al Thelonious Monk Institute of Jazz, ha suonato con artisti come Kenny Barron, Brad Mehldau, Ambrose Akinmusire, Taylor Eigsti, Julian Lage, Eric Harland, Gerald Clayton e altri. Il collaudatissimo basso di Deidda e il drumming di Ciniglio fanno il resto.
Alexanderplatz, via Ostia 9, stasera e domani sera, ore 22
 
 
VENERDI’ 17 GENNAIO
 
 
Musica/Da Eataly per tre giorni il Cacio e Pepe Festival
 
Da stasera a domenica, da Eataly, arriva il Cacio e Pepe Festival, appuntamento dedicato a uno dei piatti storici della tradizione romana, e per la prima volta il food festival affianca alle ricette anche una ricca programmazione musicale costruita in collaborazione con il live club  Na cosetta. Cantautorato, rock e performance da buskers: ecco la ricetta proposta dal direttore artistico Luca Bonafede che stasera porta sul palco gli Spaccailsilenzio!. Sono i fratelli Grella, con il loro stile teatrale da artisti di strada: megafono sempre pronto, elmetto di sicurezza in testa, strumenti recuperati e creativi, tra cui anche un trapano e il manubrio di una bicicletta vintage, fabbricano le sonorità del loro pop-rock mediterraneo, con forti influenze tra cantautorato e folk.
Domani è in scena l'attore e cantautore Emiliano Ottaviani, artista che nel suo live show unisce parole, canzoni, ironia, irriverenza e un pizzico di dissacrante romanità: centrifuga tutto con arrangiamenti inusuali districandosi tra spinosi temi sociali e relazionali in cui è facile riconoscersi.
E domenica tocca al mix di surf, rock'n'roll e twang pop dei Caltiki: la band (Tommaso Di Giulio, voce e basso; Giulio Filippini, chitarra; Marco Montesano, batteria) unita dall'amore per gli anni '50 americani, per la libertà dei '60 inglesi e per la sperimentazione dei '70 italiani, offre brani originali in lingua madre e rivisitazioni spericolate di grandi successi.
Per gli appassionati di cucina: tutti potranno imparare le basi della cucina romana e compiere l'impresa di realizzare una cacio e pepe da chef grazie al corso “La Cucina Romana” in programma venerdì 17 dalle ore 19 alle ore 22 tenuto da Alessandra Mariani, chef della didattica di Eataly. 
Eataly, piazzale 12 Ottobre 1492, da oggi a domenica
 
 
Rock/The Winstons live al Teatro Centrale
 
The Winstons prendono il nome dal protagonista del libro di George Orwell “1984”, Winston Smith, e lo usano in una sorta di gioco di parole. Sono un power trio di fuoriclasse: basso, batteria, tastiere e voci, dedito alla psichedelia e al culto dell’anarchia ancestrale. In realtà Enro Winstons è il clarinettista e polistrumentista Enrico Gabrielli, Rob Winstons è il bassista Roberto Dell’Era e Lino Winstons è il batterista Lino Gitto, e i tre hanno trovato la sintonia perfetta in una nuvola fumosa di sonorità psico-jazz-garage, che con sensibilità contemporanea omaggiano il progressive rock inglese. Presentano il loro ultimo album “Smith”, uscito a maggio 2019. Aprono la serata Von Datty e Black Snake Moan.
Teatro Centrale, via Celsa 6, ore 21
 
 
Musica popolare/Viaggio in Italia, cantando le nostre radici
 
Le voci, la freschezza, la grinta, la passione di sedici giovani artisti per un percorso alla riscoperta della musica popolare del nostro paese: ecco “Viaggio in Italia. Cantando le nostre radici”, concerto spettacolo che torna all'Auditorium dopo il sold out della scorsa stagione. Un successo che ha visto il cd/book tratto dal live vincere la Targa Tenco. Il recital è un progetto di Tosca in collaborazione con Paolo Coletta e Felice Liperi, con la direzione artistica e gli arrangiamenti di Piero Fabrizi, la regia di Massimo Venturiello e la partecipazione della stessa Tosca. Lo spettacolo vede come protagonista una nuova generazione di musicisti, cantautori e interpreti, riuniti per l’occasione in un collettivo chiamato AdoRiza: sono Francesco Anselmo, Paola Bivona, Matteo Bottini, Valerio Buchicchio, Andrea Caligiuri, Salvatore Corallo, Rita Ferraro, Michela Flore, Sara Franceschini, Marta Lucchesini, Giulia Olivari, Giorgia Parmeni, Fabia Salvucci, Walter Silvestrelli, Eleonora Tosto e Carlo Valente. “Viaggio in Italia. Cantando le nostre radici” è nato a Officina Pasolini.
Parco della Musica, Teatro Studio Borgna, stasera e domani ore 21
 
 
Jazz/All’Elegance il Pierluca Buonfrate Italoamericana 5tet
 
Una rivisitazione e un omaggio ai grandi interpreti di origine italiana protagonisti della scena musicale americana degli anni 40 e 50, da Louis Prima a Dean Martin, Perry Como e naturalmente Frank Sinatra: è la proposta del vocalist Pierluca Buonfrate, con lo swing e il jive come filo conduttore del repertorio di questi classici e con omaggi ai grandi swingers nostrani Natalino Otto, Renato Carosone e Fred Buscaglione. La band è formata dal pianista Francesco Di Gilio, dal trombonista Carlo Ficini, dal contrabbassista Giulio Ciani e dal batterista Alberto Botta.
Elegance Cafè, via Francesco Carletti 5, ore 22
 
 
Blues/Fulvio Tomaino & band in concerto al Big Mama
 
Il vocalist Fulvio Tomaino è uno dei migliori interpreti di black music, ha collaborato con tanti artisti, dal vocalist Bobby Kimball dei Toto a Hiram Bullock, Frank McComb, Mario Biondi, Fabio Concato, José Feliciano, Ron, ha vinto tanti premi, ha una voce potente e raffinata e offre un repertorio di black music e rock made in Usa, con brani di Steve Wonder, Huey Lewis, Michael McDonald, Neville Brothers, Tower of Power, Bill Whiters, Doobie Brothers, Hall & Oates e tanti altri. Stasera ritorna in concerto al club di Trastevere, e al suo fianco ci sono le voci di Nicola Gargaglia, Sunny Terranova e Roberta Orrù, Luca Casagrande alla chitarra, il tastierista Jacopo Carlini, Francesco Puglisi al contrabbasso e Luca Trolli alla batteria.
Big Mama, vicolo S. Francesco a Ripa 18, ore 22
 
 
Jazz/Al Cotton doppio live swing con la big band di Emanuele Urso
 
Al Cotton Club oggi è di scena lo swing di Emanuele Urso, clarinettista e batterista alla testa della sua big band, in un viaggio ai tempi della Harlem degli anni 30 con arrangiamenti originali della Fletcher Henderson Orchestra. Urso ama il jazz della Swing Era, tra il 1935 e il 1945, del quale è uno dei maggiori cultori. La formazione vede al suo fianco il trombettista Lorenzo Soriano, il trombonista Alessandro Cicchirillo, il sassofonista Stefano Di Grigoli, Adriano Urso al pianoforte, Fabrizio Guarino alla chitarra, Stefano Napoli al contrabbasso, Giovanni Cicchirillo alla batteria e la vocalist Clara Simonoviez.
Cotton Club, via Bellinzona 22, ore 21.30 e ore 0.30
 
 
Jazz/Al Charity Cafè il quartetto di Vittorio De Angelis
 
”Believe not Belong” è il nuovo album del quartetto del sassofonista e flautista Vittorio de Angelis, un lavoro che unisce le sonorità del jazz a quelle più prettamente black e soul. La formazione (Seby Burgio al piano Wurlitzer, Eddy Cicchetti al contrabbasso e Massimo Di Cristofaro alla batteria) rielabora anche temi noti del repertorio degli american standard con un suono personale. L'utilizzo del piano Wurlitzer e di effetti elettronici richiamano suggestioni non comuni senza allontanarsi  dalla musica afroamericana.
Charity Cafè, via Panisperna 68, ore 22
 
 
Cantautori/Il torinese Buzzy Lao a Na Cosetta con Forni e Carocci
 
Per la serie “Zelo In Condotta” il cantautore torinese Buzzy Lao, annata 1987, è il nuovo ospite sul palco di Na Cosetta al fianco di Francesco Forni e Luca Carocci. Lao, che mescola neo-blues, funk, soul e reggae, ha alle spalle qualcosa come 150 live, ha appena pubblicato i nuovi singoli “Tempesta” e “Ombra” e in combinazione con Forni e Carocci è pronto a dare spettacolo sul palco incrociando il suo repertorio con quello dei due colleghi. A seguire una serata speciale intitolata G5, cioè Guitar 5: alle chitarre di Francesco Forni e Luca Carocci si aggiungeranno quelle di Roberto Angelini, Stefano Scarfone e Alex Valle Music. "Zelo in Condotta" è una serata unica, nella quale è possibile entrare in contatto con gli artisti, scoprire le loro influenze musicali, i percorsi artistici e personali.
Na Cosetta, via Ettore Giovenale 54, ore 22
 
 
SABATO 18 GENNAIO
 
 
Hip hop/Il rapper Rkomi in concerto oggi e domani all’Orion Live Club
 
Il rapper Rkomi, all’anagrafe Mirko Manuele Martorana (25 anni, da Calvairate, periferia di Milano, quartere che fa parte del Municipio 4 da cui deriva il suo celebre motto "Zona 4 Gang"), è in concerto con i suoi successi e i brani dei suoi album “Io in terra” del 2017 e “Dove gli occhi non arrivano”, uscito nel marzo scorso e entrato in testa alla classifica dei dischi più venduti in Italia. Il cd è un variegato mix di sonorità e melodie che s’intrecciano con lo scorrevole flow dell’artista, che si è riconfermato fra i più autorevoli della scena contemporanea: un album pop e allo stesso tempo complesso, un mix di malinconia e di nuovi mondi sonori, con tante partecipazioni: da “Blu”, singolo featuring Elisa che ha anticipato l’uscita dell’album, a “Mon Cheri” con Sfera Ebbasta, “Boogie Nights” con Ghali, “Impressione” con Carl Brave, “Visti dall’alto” con Dardust e “Canzone” con Jovanotti.
«Tornare on stage mi dà una grande energia. Sarà un inverno lungo ma in piacevole compagnia. Tengo molto alla dimensione live e nel mio viaggio in continua evoluzione sono pronto a sfidare tutte le possibilità per offrire ai fan uno show davvero carico di emozioni», dice Rkomi, che accanto agli ultimi brani riproporrà i successi che hanno segnato il suo percorso musicale. Già allievo in una scuola alberghiera, più avanti barista, cameriere e lavapiatti, il rapper è oggi uno del protagonisti dell'hip hop made in Italy.
Orion Live Club, viale J.F. Kennedy 52, stasera e domani, ore 22
 
 
Rock/I Diaframma al Monk con l’ultimo album “L’abisso”
 
La band toscana dei Diaframma, sempre guidata dal vocalist e chitarrista Federico Fiumani, a conti fatti è un pezzo di storia della new wave e del post punk made in Italy, continua a fare tour e concerti e stasera presenta live il suo album “L’abisso”, uscito a dicembre 2018. E’ il ventesimo disco in studio della formazione, segue a due anni di distanza il precedente cd “Siberia Reloaded” (che era una nuova versione del capolavoro degli esordi) e prende il titolo da una obiettiva constatazione dell’inesorabile passare del tempo. «S’intitola "L’Abisso" perché io ci finirò dentro, visto che a maggio compirò 60 anni: entrerò ufficialmente nella vecchiaia, un abisso dal quale non si esce più», dice Fiumani, nato il 7 maggio del 1960, e la sua preoccupazione molto probabilmente è un po’ esagerata. L’unico membro della band originale, on the road dai primi anni Ottanta e passata attraverso scioglimenti e reunion, è proprio Fiumani, con il quale oggi suonano il chitarrista Edoardo Daidone, il bassista Luca Cantasano e il batterista Pino Gulli. Il gruppo, anche se gli anni corrono, ha ancora l’aggressività di una volta e sentirlo suonare dal vivo ve lo confermerà.
Monk Club, via Giuseppe Mirri 35, ore 22
 
 
Jazz/La vocalist Elisabetta Antonini torna con il sax di Bearzatti
 
La vocalist e compositrice Elisabetta Antonini torna in concerto con Francesco Bearzatti, grande sassofonista di livello internazionale con il quale ha condiviso tante performance in Italia e in Giappone, e propone un album importante, “The Beat Goes On”, nato nel 2014 e sviluppato ripercorrendo e ricostruendo musicalmente le atmosfere e le strade della Beat Generation. Antonini rende omaggio a poeti come Kerouac, Ginsberg, Corso, icone di un urlo di libertà che arriva dagli anni ’50 attraverso il jazz. Distribuito in Europa e negli Stati Uniti, il disco offre per la maggior parte brani originali, scritti dalla cantante sulle parole e sulle voci dei poeti e  commentati da frammenti di registrazioni d’epoca. Quando è uscito l’album Elisabetta ha vinto il premio Top Jazz come Miglior Nuovo Talento. Con lei il sax di Bearzatti, il pianoforte e l’elettronica di Alessandro Gwis, il contabbasso di Jacopo Ferrazza e la batteria di Marcello Di Leonardo.
Alexanderplatz, via Ostia 9, ore 22
 
 
Jazz/La Lake Orchestra in concerto al Cotton Club
 
Nata nell’ottobre 2010 da un'idea di Luca Rizzo, la Lake Jazz Orchestra viene da Bracciano (di qui il nome) e ha la struttura di una big band tradizionale. In questi anni è cresciuta molto sia da un punto di vista strettamente musicale che nell'organico. Al primo cd “Mission Impossible” uscito nel 2012 sono seguiti altri dischi, molti concerti in importanti festival del jazz e collaborazioni con artisti come Claudio Corvini e Francesco Lento, e stavolta la formazione presenta il suo ultimo lavoro discografico, “Strike up the Band”. tutto dedicato agli arrangiamenti di Sammy Nestico, leggendario americano di Pittsburgh, 95 anni compiuti il 6 febbraio 2019, che ha cominciato, una vita or sono, scrivendo le partiture per la big band di Count Basie ed è uno dei più grandi arrangiatori della storia del jazz. Il progetto coinvolge, sia sul disco che dal vivo, Max Ionata, uno dei maggiori sassofonisti italiani. Sono tanti: cinque sassofoni (Luca Rizzo, Simona Guidoni, Federico Luison, Fabrizio D’alisera, Daniele Bonomi), cinque  trombe (Luca Iaboni, Enrico Martella, Luca Celon, Arnaldo Granati, Giovanni Bardocci), quattro tromboni (Stan Adams, Fabrizio Vinciguerra,  Dario Piccioni, Alfio Spitaleri), il pianista Raniero Bei, la chitarrista Cristina Perone, la contrabbassista Laura Pesce Delfino, il batterista  Marco Rovinelli e la vocalist Daniela Bazzan.
Cotton Club, via Bellinzona 2, ore 22
 
 
Blues/Al Charity una notte con i Taxi Driver
 
La sezione ritmica formata da Mario Damico alla batteria, da Luca Amici al contrabbasso e da Emiliano Giogi al piano e all'organo accompagnao e sostengono la voce e la chitarra dell'unico Taxi Driver del blues romano, Angelo Auciello. Standard classici dei bluesman più importanti (Muddy Waters, Albert Collins, B.B. King ed altri) e brani originali si alternano nel ricco e coinvolgente repertorio della band.
Charity Cafè, via Panisperna 68, stasera e domani, ore 22
 
 
Rock/Con i Riding Sixties fra i Beatles, gli Stones e Bob Dylan
 
Una performance dei Riding Sixties è sempre divertente: la band segna l’incontro di due epoche in una formazione sulla breccia da parecchi anni e che annovera dai vecchi testimoni come Pietro Maria Tirabassi, voce e chitarra, e Enzo Civitareale, batteria e voce (nel 1970 suonava con la mitica band dei Corvi) ai più giovani Marco Bertogna (contrabbasso e voce), Simone Rauso (chitarra e voce) e Alberto Bolli (piano e voce). Stasera ripropongono un loro classico, una battaglia a tutto beat fra i migliori brani dei Beatles e dei Rolling Stones, ma nel menù non mancano gruppi della British Invasion (Kinks, Who, Animals, Them, Troggs), band italiane (Equipe 84, Rokes, Primitives, Caselli…) nonché un omaggio a Bob Dylan, al quale spesso dedicano un’intera serata intitolata “Mr. Tambourine Band”.
Big Mama, vicolo S. Francesco a Ripa 18, ore 22
 
 
Jazz/Cristiana Polegri rende omaggio a Gene Kelly
 
La sassofonista e vocalist Cristiana Polegri offre un omaggio a Gene Kelly con un viaggio attraverso le canzoni cantate e ballate nei film dei quali l’attore e ballerino, scomparso nel 1996, è stato protagonista: la serata offre un cocktail di brani, immagini, balletti e aneddoti legati alla sua figura. Con lei suonano la pianista e vocalist Silvia Manco, Francesco Puglisi al contrabbasso e Giovanni Campanella alla batteria, ma ci sono anche due bravissimi ballerini di tip tap, Francesca Piersante e Danilo Muscarà.
Elegance Cafè, via Francesco Carletti 5, ore 22
 
 
DOMENICA 19 GENNAIO
 
 
Cantautori/Niccolò Fabi, doppio live oggi e domani al Parco
 
«Si potrebbe considerare una specie di appuntamento al buio» : così tempo fa Niccolò Fabi ha annunciato sui profili social il suo ritorno live nei teatri italiani, nel tour cominciato il mese scorso e che nel 2020 girerà l’Europa toccando Lugano, Berlino, Amsterdam, Bruxelles, Londra, Parigi, Zurigo, Barcellona, Madrid e Lisbona. Stasera, con replica domani a furor di popolo, il cantautore romano offre le prime date del tour nel quale propone i brani del nuovo album “Tradizione e Tradimento”, uscito lo scorso ottobre, con la sua band nella quale fra gli altri militano il chitarrista Roberto Angelini e il cantautore Pier Cortese, che hanno prodotto il disco, e il bassista Alberto Bianco.
In scaletta troverete i nuovi brani, come “Io sono l’altro” (è l’ultimo singolo, dedicato all’empatia nei confronti del diverso: perfetto per svegliare la gente in un periodo nel quale i problemi in Libia e Medio Oriente lasciano prevedere nuovi flussi di immigrazione), “A prescindere da me”, “Amori con le ali”, “Scotta” e tanti altri, ma non mancheranno i successi della sua carriera, da “Lasciarsi un giorno a Roma” a “Vento d’estate”, “È non è”, “Una buona idea”, “Una somma di piccole cose”. Sarà un appuntamento doc, con un cantautore di prim’ordine che è sempre stato dalla parte giusta e non ha mai deluso il suo pubblico, fin da quando nel 1997 uscì il suo primo album “Il giardiniere”.
Parco della Musica, Sala Santa Cecilia, stasera e domani, ore 21
 
 
Jazz/All’Alexanderplatz “Jazireh”, l’isola del persiano Pejman Tadayon
 
Pejman Tadayon è un pittore, compositore e polistrumentista iraniano, più volte in Italia anche come partner del percussionista Nando Citarella: un artista i cui lavori si basano su un incontro di culture e di studi sui modi per comunicare, e chiama la sua musica “pittura sonora”. Stavolta è a Roma per presentare il progetto “Jazireh” parola persiana che significa isola. Qui l’isola è un’espressione multiculturale e non un isolamento dell’essere, vedi le tante isole all’interno del Mediterraneo, che bagna Europa, Nordafrica e Asia fino a connettersi con l’oceano Atlantico. Le sonorità arabe e persiane, con l’oud e la voce di Tadayon, si uniscono alle sonorità mediterranee, world e jazz di Renato Vecchio (duduk, zurne, sax, ethnic flute) e ai ritmi, alle percussioni e ai suoni elettronici di Giampaolo Scatozza.
Alexanderplatz, via Ostia 9, ore 21.30
 
 
Rock/Al Cotton anni ’50 con Marco Liotti & Fifty Fifty
 
“Bevo solo rock’n’roll” è la serata diretta da Lalla Hop che propone musica vintage all'insegna del rock e dintorni. Stasera si torna negli anni Cinquanta con il vocalist Marco Liotti e la band dei Fifty Fifty, cioè il chitarrista Cristiano Riccardi, il pianista e vocalist Cristian Fortucci, il sassofonista Fabio Mancano, il bassista Massimiliano Pischedda e il batterista Tommaso Sansonetti. In scaletta le canzoni più famose di quel periodo, da “Diana” a “Put Your Head on My Shoulder“, “Oh Carol”, “The Great Pretender”, brani di Elvis Presley e colonne sonore di film come “Happy Days”, “Dirty Dancing”, “Grease” e così via. Prima della band lezione di ballo con la scuola romana Dolly&Pupi Rock'n'roll.
Cotton Club, via Bellinzona 2, ore 21
 
 
Jazz/Alla Casa due appuntamenti per ricordare Chet Baker
 
Accanto alle repliche all’Auditorium di “Tempo di Chet. La versione di Chet Baker”, oggi due appuntamenti dedicati al trombettista scomparso. Alle ore 11 c’è l’incontro "L'importanza di chiamarsi Chet", con Paolo Fresu, il regista Leo Muscato e i critici Adriano Mazzoletti e Luigi Onori: verrà analizzato il rapporto di Baker con l’Italia e l'influenza da lui esercitata sui nostri musicisti. Alle ore 18 proiezione del documentario "Chet is Back", alla presenza di Muscato, Enrico Pieranunzi, Giovanni Tommaso, Maurizio Giammarco, Nicola Stilo, Rita e Carla Marcotulli, Eugenio Rubei, Massimo Nunzi.
Casa del Jazz, viale di Porta Ardeatina 55, ore 11 e ore 18
 
 
Musica latina/Marco Ricciardi e Juan Carlos Albelo, viaggio nel sud
 
Un dialogo improvvicato tra voce e chitarra, tra violino e armonica che viaggiano insieme: è il progetto del vocalist e crooner Marco Ricciardi e del vocalist, violinista e solista di armonica Juan Carlos Albelo Zamora, che si muovono fra diversi stili della musica del sud e delle culture latine: un viaggio andata e ritorno dall’America all’Italia con brani di samba, bossanova, tango, boleros, zamba argentina, e alcune perle della tradizione popolare e cantautoriale napoletana e romana.
Charity Cafè, via Panisperna 68, ore 22
 
 
Jazz/Essential Lucky Standards con Guarino all’Elegance Cafè
 
«Accurati studi scientifici hanno dimostrato che ascoltare jazz standards reinterpretati dalle chitarre di Roberto Guarino, magistralmente accompagnato dal basso di Luca Pirozzi e dalla batteria di Pietro Iodice, porterà tantissima fortuna ai presenti»: così, rifacendo il verso a un famoso spot pubblicitario, si presenta il trio del chitarrista, già collaboratore di Lucio Dalla, Stadio, Luca Carboni, Fabio Concato, Grazia Di Michele, Mogol, Sergio Cammariere, Mariella Nava, Mango, Samuele Bersani, Renato Zero, Michele Zarrillo, Gatto Panceri, Andrea Morricone e molti altri.
Elegance Cafè, via Francesco Carletti 5, ore 21.30
 
 
Jazz/Open Swing Lab, swing, ballo e jam a Na Cosetta
 
E’ un appuntamento fisso della domenica l’Open Swing Lab del club del Pigneto, laboratorio musicale dedicato agli stili del jazz e dello swing ideato dal sassofonista e bandleader Giorgio Cùscito, dal chitarrista Gino Cardamone e dal contrabbassista Giuseppe Talone, in programma ogni due domeniche. Dopo il primo set comincia una festa aperta a musicisti e ballerini che danno vita, sopra e sotto il palco, a una vera orchestra con fiati, violini, voci, chitarre, washboard, batteria, alle prese con brani storici della Swing Era americana. Più di una jam session, una vera e propria scuola di musica a palco aperto dove non mancano le incursioni di chi balla il lindy hop.
Na Cosetta, via Ettore Giovenale 54, ore 22
 
 

Ultimo aggiornamento: 16:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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