Colapesce e Dimartino, chi è la pattinatrice di "Musica Leggerissima": «Dal circo al palco di Sanremo»

Colapesce e Dimartino, la pattinatrice di "Musica Leggerissima": «Dal circo al palco dell'Ariston»
di Ilaria Ravarino
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Venerdì 5 Marzo 2021, 22:25 - Ultimo aggiornamento: 22:30

È la prima pattinatrice a esibirsi a Sanremo, volteggiando sulle rotelle sul palco dell’Ariston accanto a Colapesce e Dimartino (in gara con il brano Musica leggerissima). Genovese, 37 anni, medaglia d’oro del Coni al valore atletico e sei volte campionessa del mondo di “solo dance”, una specialità del pattinaggio artistico a rotelle, Paola Fraschini dal 2017 è entrata a far parte del cast artistico del Cirque du Soleil, prima pattinatrice sportiva  a esibirsi negli spettacoli della celebre impresa circense canadese. 

 

Che ci fa sul palco dell’Ariston?

Mi ha contattato la casa discografica, avevano bisogno di un pattinatrice e gli sono venuta in mente io. Avevano in mente uno stile preciso, ispirato alla “roller disco” anni Ottanta. Ho lavorato alla coreografia sulla base di questa indicazione.

Che le pare della canzone?

Mi piace molto, orecchiabile e ballabile. E i ragazzi sono meravigliosi.

Seguiva Sanremo?

Finché ero in Italia lo seguivo, la musica italiana mi piace molto. Poi, quando mi sono trasferita negli Stati Uniti, ho perso di vista la scena musicale. Ma sono molto contenta di essere qui, nonostante i tamponi. E il fatto che siamo chiusi in albergo da giorni.

Come è entrata al Cirque du Soleil?

Il mio sogno era quello di portare il pattinaggio fuori dalle piste. Ho sempre creduto che questo sport avesse grandi potenzialità. E così ci ho provato: ho compilato un formulario sul sito del Cirque du Soleil, e dopo sei mesi mi hanno contattata, dicendomi che avevano bisogno proprio di una pattinatrice nel loro nuovo show, Volta. Sapevo che il nome del mio personaggio sarebbe stato Ela, uno spirito libero. Avevo 32 anni: sono partita e ho fatto un anno in Canada e tre negli Stati Uniti. Poi è arrivata la pandemia.

Com’era la vita da circo?

Molto impegnativa. Fortunatamente ero single: adesso ho un compagno, ma la vita da circo è dura, non è una passeggiata specialmente se si ha una famiglia. Lo show è cambiato molto nel corso del tempo, facevamo continuamente prove. Nove o dieci spettacoli a settimana e un solo giorno di riposo. Vivevo con le valigie in mano.

Come se la cavano con la pandemia gli artisti del circo?

È un periodo difficile per tutti. Il Soleil è una grande compagnia e mi auguro che riprenda presto a fare gli spettacoli. Io sono letteralmente scappata: sono tornata a casa prendendo l’ultimo volo per Roma. Ho lasciato a Los Angeles tre paia di pattini e tre valigie.

Cosa fa una campionessa in lockdown?

Ho fatto lezioni online sui social, ho promosso il mio libro, Il leone e la farfalla. Ho cercato di mantenere vivo il pattinaggio. Il mio sogno è quello di creare una compagnia di pattinatori che possa esibirsi fuori dal circuito sportivo.

Quanto si allena?

Mi sono sempre allenata tanto, è la mia passione. Ma non posso dedicarmi solo a quello: non è mai diventato il mio lavoro. Anche se vinci i mondiali non hai uno stipendio. Il pattinaggio a rotelle non è uno sport olimpico, non faccio pare di nessun corpo militare e non ho nessuna agevolazione. Il mio lavoro “vero” è quello di fisioterapista, coreografa e insegnante. Solo con il Solei ero riuscita a far diventare il pattinaggio un lavoro a tempo pieno. 

Dopo Sanremo che farà?

Sto collaborando con un’associazione di Milano, “Pattinaggio Creativo”, per allenare i pattinatori che vogliono diventare performer. Soo convinta che sia una disciplina che può dare moltissimo, anche a livello artistico.

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