Bruce Springsteen corregge il testo di "Thunder Road" dopo 46 anni (e divide l'America)

Bruce Springsteen corregge il testo di "Thunder Road" dopo 46 anni (e divide l'America)
di Riccardo De Palo
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Domenica 18 Luglio 2021, 15:30 - Ultimo aggiornamento: 23:02

Bruce Springsteen è un grande artista, i testi delle sue canzoni sono piccoli racconti di strada molto efficaci e anche poetici. Ma non è mai stato un maniaco della precisione. E così, dopo settimane in cui l'America si è divisa su una parola, una sola, The Boss ha deciso di correggere, dopo 46 anni, il testo di una delle sue canzoni più famose, “Thunder Road”.

Cosa è successo? Gli appassionati ricorderanno quella piccola storia di provincia, quel canto appassionato rivolto a una Mary che esce di casa, nell’intento di convincerla a salire sulla macchina e correre con lui, con "il vento tra i capelli", in quelle due corsie che possono “portare ovunque”. Purtroppo, come si sa, il diavolo si insinua tra i dettagli, e ha preso le sembianze di Maggie Haberman del New York Times, che ha visto lo spettacolo di Springsteen a Broadway, e in un tweet ha preso di mira i versi iniziali, famosissimi, della canzone: il vestito di lei “ondeggia”, “Mary’s dress waves”. Ora, si fa notare, i vestiti non sono bandiere, per cui la parola più corretta, nella lingua di Shakespeare, sarebbe “sways”.

Un esempio di questa differenza gli americani lo sentono quotidianamente, nell’inno nazionale. “The star Spangled Banner” che, ovviamente, “waves”, sventola. Non se ne sarebbe accorto nessuno, e Springsteen avrebbe continuato a cantare la canzone allo stesso modo, se Rob Tannenbaum del Los Angeles Times non avesse fatto notare i testi originali scritti di suo pugno dal Boss, venduti nel corso di un’asta da Sotheby’s due anni fa. Ebbene - apriti cielo! - non solo la parola iniziale appare corretta, “sways”, ma  la frase completa risulta essere “The screen door slams Anne dress sways”, il che rivela che, quanto meno, non c’era solo Mary nel cuore di Springsteen, quando scrisse quella canzone. Quindi non solo impreciso, ma anche (artisticamente) fedifrago.

Sul caso è intervenuta poi Melissa Etheridge, che ha cantato proprio quel brano in  un duetto con Springsteen: «Me l’avrebbe detto se non fosse stata “waves” la parola corretta». E proprio mentre il dibattito via social e via carta stampata infuriava, David Remnick, il direttore del New Yorker - rivista che fa della precisione una vera religione - ha chiesto direttamente chiarimenti al manager del Boss, Jon Landau, che co-produsse l’album “Born to Run”. La risposta non si è fatta attendere: la parola corretta è “sways”, e sarà corretta in ogni sito in cui viene riportata, a cominciare da quello ufficiale, brucespringesteen.com. E, si immagina, sarà cantata nuovamente nel modo giusto.

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