Bruce Springsteen, il Boss sbarca in streaming con “The Legendary 1979 No Nukes Concerts”

Bruce Springsteen, il Boss sbarca in streaming con The Legendary 1979 No Nukes Concerts
di Mattia Marzi
4 Minuti di Lettura
Giovedì 18 Novembre 2021, 17:48

Cosa ha permesso alle star del rock di mandare avanti la baracca in questi mesi di stop forzato ai concerti? Gli archivi. Dai cofanetti dei Rolling Stones (l’ultimo, quello per i 40 anni di “Tattoo you”, è uscito a ottobre) alla serie dei Beatles su “Let It Be” (diretta da Peter Jackson, su Disney+ dal 25 novembre), passando per il box dei Metallica per la ristampa del “Black Album”. Bruce Springsteen, che nel 2020 ha pubblicato un disco di inediti, “Letter to You”, e quest’anno ha pure approfittato dell’allentamento delle restrizioni per riprendere i concerti della serie “Springsteen on Broadway” a New York (trenta date in tutto al piccolissimo St. James Theatre), non resta a guardare.

Bruce Springsteen sbarca in streaming

Mentre tratta con la Sony per la vendita del suo catalogo, il 72enne Boss sbarca in streaming con “The Legendary 1979 No Nukes Concerts”. Il film, già disponibile su AppleTv+, contiene il meglio delle due esibizioni del rocker e della sua E Street Band ad un evento di beneficenza ospitato 42 anni fa dal Madison Square Garden di New York prima dell’uscita del doppio album “The River”, il 21 e 22 settembre 1979: la registrazione integrale era rimasta fino ad oggi inedita e ora arriva nei negozi anche in formato cd, dvd, Blu-Ray e vinile (esce proprio oggi). Le due esibizioni si svolsero nel bel mezzo di uno degli snodi fondamentali della carriera di Springsteen, che aveva appena chiuso il tour legato all’album “Darkness on the Edge of Town” – dal quale sono estratte diverse canzoni suonate sul palco del Madison Square Garden – e aveva già cominciato ad incidere il successivo doppio album “The River”, che avrebbe pubblicato nell’ottobre del 1980. Il cantautore del New Jersey è già The Boss, così come lo avevano preso a chiamarlo i membri del suo staff e anche i giornalisti dopo il successo dei primi due album, “Greetings from Asbury Park, N.J.” e “The Wild, the Innocent & The E Street Shuffle”: di fronte al pubblico dell’arena newyorkese, che ospitò i concerti del collettivo Muse (Musicians United for Solar Energy), messo su da Jackson Browne, Graham Nash, Bonnie Raitt e John Hall per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’utilizzo dell’energia pulita al posto del nucleare in seguito all’incidente del 28 marzo 1979 alla centrale di Three Mile Island in Pennsylvania, Springsteen si presenta nei panni di rocker della middle class.

Giacca, camicia e jeans, il Boss sale sul palco accompagnato dai musicisti della E Street Band, il gruppo dal quale non si separa mai: ne fanno parte l’iconico sassofonista Clarence Clemons, il pianista Roy Bittan, il tastierista Danny Federici, il bassista Garry Tallent, il chitarrista Steven Van Zandt, il batterista Max Weinberg. Da “Prove It All Night” alla cover di “Rave On” di Buddy Holly, passando per “Badlands”, “The Promised Land”, “The River”, “Sherry Darling” (due brani all’epoca ancora inedita), “Thunder Road”, “Jungleland”, “Rosalita Come Out Tonight”, “Born To Run”, lo show è un viaggio sulle montagne russe, tra momenti di euforia collettiva e altri più intensi. Firmato da Thom Zimny, video-maker che da tempo collabora con Springsteen, il film è stato realizzato partendo dalla registrazione originale del concerto in 16 millimetri e con il remix audio curato da Bob Clearmountain. “È uno spettacolo di rock puro dall’inizio alla fine. Il livello di energia è trascendente e la padronanza dell’arte della musica rock live lascia tutti a bocca aperta”, dice il portavoce del cantautore, il manager Jon Landau. Cresce intanto l’attesa per l’annuncio di un prossimo tour mondiale, sperando che l’evolversi della situazione epidemiologica lo consenta. Per lasciare gli archivi da parte e tornare a vivere finalmente al presente.

Video

© RIPRODUZIONE RISERVATA