Beatrice Rana, Cecilia Bartoli e Martha Argerich: a Ravello, grande musica al femminile

Domenica 9 Agosto 2020 di Simona Antonucci
La cantante Cecilia Bartoli

«Felice di essere qui nella splendida Ravello con l’Orchestra del più importante teatro del mio Sud»: Beatrice Rana inaugura questa sera il primo di tre appuntamenti che il Festival di Ravello dedica a donne star che hanno scritto importanti capitoli nella storia della musica. Dopo la pianista salentina, che si esibisce alle 20,30 sul palco a picco sul mare di Villa Rufolo, si alterneranno Cecilia Bartoli, il 18, con Les Musiciens du Prince-Monaco nella serata “What passion cannot music raise”, e Martha Argerich, il 23, in un concerto con Theodosia Ntokou, Annie Dutoit e il Quartetto d’archi della Scala.

Beatrice Rana, nata da una famiglia di musicisti, ha cominciato a studiare il piano a 4 anni e ora, a 27, si esibisce nelle sale da concerto e per i festival più prestigiosi, tra cui la Konzerthaus ed il Musikverein di Vienna, la Philharmonie di Berlino, il Concertgebouw di Amsterdam, il Lincoln Center e la Carnegie Hall di New York, la Royal Albert Hall e la Royal Festival Hall di Londra, il Théâtre des Champs-Elysées di Parigi, l’Hollywood Bowl di Los Angeles, collaborando con direttori del calibro di Riccardo Chailly, Antonio Pappano, Yannick Nézet-Séguin, Fabio Luisi, Yuri Temirkanov, Gianandrea Noseda, e Zubin Mehta.
Ma nel suo cuore c’è sempre molto Sud: «La Campania è entrata musicalmente nel mio cuore attraverso le parole e l’amore di un grande Maestro con cui suono e ho suonato, Sir Antonio Pappano, legatissimo alla regione dei suoi genitori. Ora, in una perla della magica Costa d’Amalfi, spero di entrare anche io, donna di un Mezzogiorno fiero e indomito, nel cuore dei campani», siega la musicista che ha fondato e dirige Classiche Forme, festival internazionale di musica da camera che si tiene ogni estate nella sua terra natale, il Salento.

Stasera, con Massimo Spada, sedurrà il pubblico con Chopin (Scherzo per pianoforte n. 1 in si minore per pianoforte, op. 20; Scherzo per pianoforte n. 2 in si bemolle minore per pianoforte, op. 31; Scherzo per pianoforte n. 3 in do diesis minore, op. 39; Scherzo per pianoforte n. 4 in mi maggiore, op. 54), Stravinskij (La Sagra della Primavera, versione per pianoforte a 4 mani).

Martedì 18 agosto, all’Auditorium Oscar Niemeyer, ore 20.30, i riflettori si accenderanno sulla diva Cecilia Bartoli. Con Les Musiciens du Prince-Monaco (dirige Gianluca Capuano) proporrà un raffinato viaggio nelle musiche di Händel e altri dal titolo “What passion cannot music raise”. Al via con “Sinfonia” da Rinaldo (Händel), fino a Vivaldi (“Sol da te mio dolce amore” da Orlando furioso RV 728), passando per Hasse (“Sinfonia” da Marc’Antonio e Cleopatra) e terminare con Händel (“Suite di danze” Ariodante; “Augelletti, che cantate”, Aria of Almirena da Rinaldo; “What passion cannot Music raise and quell” da Ode for St Cecilia’s day, HWV76.

I 5 Premi Grammy

Cecilia Bartoli, romana, 54 anni, figlia dell’insegnante di canto Silvana Bazzoni, artista e cantante straordinaria, è diventata un modello per un’intera generazione di giovani musicisti. Dotata di una straordinaria tecnica vocale, grande musicalità e carismatica presenza, è il prototipo di una cantante lirica moderna, capace di combinare arte e pensiero, creatività e ricerca scientifica, passione e professionalità.

Cinque Premi Grammy, più di una dozzina di Echo e Brit Awards, il Polar Music Prize, il Léonie-Sonning-Music Prize, l’Herbert von Karajan Prize, nel 1988 Bartoli  firma un contratto discografico esclusivo con Decca: più di 12 milioni di prodotti audio e video venduti, la rendono l’artista classica di maggior successo dei nostri tempi. Dal 2012 è direttrice artistica del Festival di Pentecoste di Salisburgo, con un contratto recentemente prorogato fino al 2026 e dal gennaio 2023 sarà direttrice dell’Opera di Montecarlo (prima donna nella storia del Teatro ad assumere questo incarico).

Nel 1987 ha debuttato a Roma come Rosina ne Il Barbiere di Siviglia di Rossini. E poi una spettacolare carriera internazionale durante la quale ha incantato direttori come Barenboim, Karajan e Harnoncourt e il pubblico del Festival di Salisburgo, del Metropolitan Opera di New York, Royal Opera House di Londra, sale da concerto e festival di Europa, Stati Uniti, Asia e Australia. Per trent’anni si è esibita regolarmente al Teatro dell’Opera di Zurigo. Il Concertgebouw di Amsterdam, la Philharmonie di Parigi, il Musikverein di Vienna, l’Elbphilharmonie di Amburgo e
la Berlin Philharmonic Hall sono alcune delle tappe regolari delle sue tournée annuali.

Da molti anni Bartoli, che nel 2018 con la sua Foundazione ha creato una nuova etichetta discografica, “Mentored by Bartoli”, è attivamente concentrata su performance filologiche. Dal 2016 lavora regolarmente con Les Musiciens du Prince – Monaco, orchestra costituita grazie a una sua iniziativa, alla quale è stato concesso il generoso patrocinio della famiglia regnante monegasca. Sin dalla loro fondazione, Les Musiciens du Prince e la direttrice artistica Cecilia Bartoli sono stati acclamati ed accolti con grande entusiasmo dal pubblico e dalla stampa internazionale. E il 18 saranno a Ravello.

Appuntamento cult il 23 con Martha Argerich and friends (Martha Argerich, Theodosia Ntokou, al pianoforte, Annie Dutoit-Argerich, voce recitante, e il Quartetto d’archi della Scala): Belvedere di Villa Rufolo, ore 20.30, con musiche di Shostakovich, Ravel, Noskowski, Schumann, Liszt.

Martha Argerich è una delle personalità più sorprendenti nel mondo della musica classica e nelle sue esibizioni non ci sono filtri: il suo stile arriva diretto al pubblico. Allieva del Maestro Vincenzo Scaramuzza, napoletano (e Napoli è stata importantissima in un certo momento per la tecnica pianistica) ricorda: «Ho fatto lezione con lui fino a 10 anni. Era un personaggio decisamente molto severo. E io ero decisamente timida».

Argerich si dedica al pianoforte in età precoce: «Non saprei spiegare le ragioni che mi hanno avvicinato allo studio del pianoforte così giovane», ha raccontato in varie interviste, «Ero alla scuola materna e avevo meno di 3 anni. C’era una maestra che suonava il pianoforte ed eseguiva delle brevi canzoni. Io ero la più piccola di tutti gli studenti, e mi piaceva ascoltarla». Il tour dell’artista dopo una tappa argentina – dove è rimasta fino allo scorso 2 agosto – si sposterà ad agosto a Berlino (13), Lucerna (16), Salisburgo (20 e 23) per proseguire ancora in Europa e approdare poi a ottobre a New York.

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