Bahrami al conservatorio di Pescara: «La sonata numero 2 di Prokofiev è una tarantella»

Sabato 26 Ottobre 2019
Ramin Bahrami
«Ho avuto tante fortune nella vita, tra le quali quella di incontrare il maestro András Schiff, che a mio giudizio è il più grande interprete vivente di Bach». Così Ramin Bahrami, sabato mattina a Pescara, nel corso dell'incontro con gli studenti del Conservatorio Luisa D'Annunzio di Pescara.

Bahrami, anch'egli considerato tra i maggiori interpreti di Bach, venerdì sera ha tenuto un concerto al Teatro Massimo di Pescara e la mattina del 26 ha dialogato al pianoforte con una quindicina di allievi del conservatorio, ognuno dei quali ha proposto un brano musicale, in larga parte del grande compositore tedesco, ma anche di altre musicisti.

«La vostra coreografica è tutta sulle vostre dita», ha detto Bahrami, mentre interloquiva con uno studente che ha eseguito un brano di Bach. Ad un altro giovane, che ha eseguito la sonata numero 2 di Prokofiev, il pianista iraniano ha chiesto «più rispetto per la dinamica del compositore», aggiungendo che «le note sono cambiate, ogni compositore ha il proprio linguaggio, che però segue i principi della musica universale».

E sempre a proposito del brano di Prokofiev, Bahrami ha osservato che «la musica russa è particolarmente ispirata da quella italiana, soprattutto da quella napoletana. In fondo questo brano è una tarantella - ha rimarcato - c'è dentro notturno e solare, la fatidica ambivalenza tra il bene e il male».

Il musicista iraniano, in occasione di un altro brano eseguito da uno studente, si è soffermato sulla figura di Ferruccio Busoni. «È stato uno dei più grandi pianisti italiani mai esistiti - ha sottolineato -. Amava Bach più di Liszt e secondo me è stato più grande di lui».
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