ROMA

Antonello Venditti riporta a Roma «Sotto il segno dei pesci»: il live al Palalottomatica

Mercoledì 6 Marzo 2019 di Fabrizio Zampa
Antonello Venditti
Fa un tris nella sua città. Sono passati quarant’anni, anzi quarantuno, da quel 1978 nel quale Antonello Venditti scrisse “Sotto il Segno dei Pesci”, l’album che lui considera il più importante di una lunga e fortunatissima carriera, e dopo averlo festeggiato il 23 settembre scorso con un live di quattro ore all’Arena di Verona e una lunga serie di concerti in giro per l’Italia, compreso un doppio live romano pochi giorni prima di Natale, sbarca di nuovo in città per un terzo appuntamento, insieme alla sua band.
Alla tenera età di 69 anni, con quella voce che, alla faccia del tempo che passa, sembra quasi un miracolo per la sua immutata energia, Venditti è uno dei pochi cantautori che quando sono in concerto si divertono sempre, riuscendo a far rimbalzare il divertimento fra palco e platea con show che non sono fatti di sola musica ma di tanti altri ingredienti. E in questa particolare occasione ai varii brani si aggiunge anche un nuovo singolo, “Sfiga”, canzone tratta dalle sessioni di registrazione dell'album del 1978 ma rimasta fuori dalla versione originale del disco.

«Mi piace rinnovare i miei live volta per volta, mese per mese, anzi giorno per giorno, sia in quello che dico che dal punto di vista scenografico – spiega Antonello, e il bello è che ripete le stesse cose da sempre ma quelle cose sono sempre vere. – E se ci sono eventi che ci colpiscono ci torniamo sopra, tanto per non perdere la mia sana abitudine di rompere le scatole a tutti... La mia natura non è cambiata, e forse non cambierà mai. Spesso qualcuno mi dice di abbassare i toni, ma non ci riesco». La forza di Venditti (e di pochi altri suoi colleghi, perché non tutti hanno quel particolare istinto) è proprio il sapersi fondere in maniera totale con chi lo sta ascoltando, per sfornare un cocktail che trasforma una normale esibizione in qualcosa di speciale. E stavolta offre l’ennesimo viaggio nella sua carriera, dai brani di “Sotto il Segno dei Pesci” in avanti, ma anche all’indietro. «Serve per dimostrare che il nostro futuro è nel recupero di valori che ormai non ci sono più, di quei vincoli culturali dai quali siamo tutti partiti. E credo che la musica sia ancora il collegamento giusto fra epoche che sembrano diverse ma che a conti fatti hanno molti, moltissimi punti in comune».

Quanto all’album che compie quattro decenni, per Antonello «è stata la mia svolta musicale, poetica, il mio disco più importante, in cui c’erano tutti i miei temi: la politica e i suoi riflessi sulle persone (“Sotto il Segno dei Pesci”), la comunicazione (“Il Telegiornale”), il viaggio dentro e fuori metafora (“Bomba O Non Bomba”), la droga (“Chen il Cinese”), la tenerezza (per “Sara”, che non si è mai sposata, ma ha avuto tre figli…), l’amicizia con De Gregori (“Scusa Francesco”). Sono temi ancora attuali, e suonare a 40 anni di distanza tutto l’album, che prima di questo tour non avevo mai fatto, ha un significato speciale».
Come ha avuto un significato speciale andare in Sicilia negli anni '70 a cantare contro la mafia, dare concerti in luoghi che di fatto erano un rischio, dire in faccia a tutti le sue idee, che fossero politiche, sociali, umane, personali o di qualsiasi altro genere. Antonello l’ha sempre fatto, fin dai tempi del vecchio Folkstudio di via Garibaldi, e l’ha fatto con passione, con potenza, con coraggio. Quanto al live  che continuerà anche dopo questa ultima tappa romana, Venditti spiega che «siamo una bellissima squadra e ci divertiamo. Forse sono l’unico, o uno dei pochi, che abbia mantenuto la sua band: dagli anni ’70 a oggi il suono si è rinnovato innestando dei nuovi elementi, ma senza aver mai fatto scomparire la storia».

Con lui suona un gruppo formato per la maggior parte da musicisti che lo seguono da sempre: il batterista Derek Wilson, il bassista Fabio Pignatelli, il sassofonista Amedeo Bianchi («La mia seconda voce»), i tastieristi Alessandro Centofanti, Danilo Cherni e Angelo Abate, i chitarristi Maurizio Perfetto e Benedetto Panzanelli, il percussionista Alessandro Canini, più le vocalist Laura Ugolini e Laura Marafioti. E nelle sue performance resta sempre fermo un elemento di base: quel livello di comunicazione che scatta solo quando l’artista regala qualcosa in più alla platea, quando l’emozione rimbalza magicamente avanti e indietro fra palco e pubblico e si stabilisce così quel contatto difficile ma formidabile la cui energia sarebbe capace di sopravvivere a qualsiasi cosa, anche un terremoto.
Come dire che resistere alla proposta di Venditti è praticamente impossibile. E poi perché farlo? Basta alzare bandiera bianca e godersi la serata. Essendo i precedenti appuntamenti tutto sold out, se non avete trovato i biglietti abbiate fede: in questo tris potete riprovarci, ma fatelo con molta fretta.

Palalottomatica, piazzale Pier Luigi Nervi, venerdì 8 marzo, ore 21

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