Anastacia, regina del soul e del pop, debutta in un musical: “We will rock you”

Domenica 17 Novembre 2019
Anastacia
La parrucca totalmente bianca, quasi scolpita. Le scarpe altissime. E poi la navicella spaziale che la farà addirittura volare sul palco. Sulle note, nientedimeno, dei Queen. Così Anastacia, la regina del soul e del pop, debutta per la prima volta in un musical: We will rock you, successo planetario che cuce insieme 23 hit della band inglese e Freddie Mercury - da Radio Gaga ad I want to break free, We are the champions o Boheamian Rapsody - con il libretto di Ben Elton, on stage il 6 dicembre davanti ai 5 mila spettatori dell'Afas Live di Amsterdam, il tempio del rock olandese.

Star mondiale, ma show tutto Made in Italy, diretto e prodotto da Massimo Romeo Piparo (Mamma mia!, Billy Elliot, The school of rock). «Sono diciannove anni che avevo puntato We Will rock, dalla prima volta che l'ho visto in scena al Palladium di Londra», racconta dal baskstage delle prove ad Assisi, prima di trasferirsi tutti in Olanda. «Al tempo, però, avere i diritti sembrava molto complicato, per non parlare di tradurlo in italiano».

Due anni fa, nel pieno del successo internazionale del suo Jesus Christ Superstar con Ted Neeley, l'idea, invece, di proporlo con un grande show europeo. E di chiamare Anastacia per la parte della spietata Killer Queen.

Ambientato nel futuro fra 300 anni, in un luogo una volta chiamato Terra e ora diventato Pianeta Mall, dove il rock e la musica dal vivo sono banditi, il musical racconta infatti della caccia della Global Soft, capeggiata appunto da Killer Queen e dal suo collaboratore Khashoggi, alla Resistenza di un gruppo di Bohemians che si nascondono nei sotterranei e che, con l'aiuto del bibliotecario Pop, tramandano ricordi sbiaditi del tempo glorioso nel quale il rock regnava sulla terra. Ad attendere l'arrivo degli eletti che restituiranno la musica al Pianeta, i predestinati Galileo e Scaramouche.

«Killer Queen - spiega Piparo - è sempre stata interpretata da un'imponente cantante di colore, con la classica voce Rhythm & blues. Per una volta ho pensato a una performer bianca dalla voce black e la più grande voce soul di sempre è Miss Anastacia. Che si è rivelata anche una donna molto simpatica, di grandissimo spirito».

Primo incontro, in Olanda. «Ho fatto Anastacia per un'intera carriera - racconta lei - Oggi, a interpretare un ruolo in musical, sono emozionata come una debuttante. Ma non poteva capitare opportunità migliore. Ho avuto l'onore di cantare con Brian May e Roger Taylor, gli storici chitarrista e batterista dei Queen, e adoro la loro musica, trovo sia il miglior rock di sempre. Appena Brian ha saputo che avrei cantato Killer Queen era estasiato».

Tra hit come A kind of magic, Don't stop me now, Another One Bites the Dust, il ruolo, sembra scritto per lei. Costumi futuristici («Si è affidata totalmente, il Made in Italy conquista sempre nel mondo», dice Piparo) e una sola richiesta: grande attenzione alle scarpe, che in scena sono altissime e più volte dovrà fare su e giù per le scale della scenografia disegnata da Teresa Caruso.

Con lei, Giorgio Adamo/Flavio Gismondi nei panni di Galileo e Arianna Galletti/Eleonora Facchini in quelli di Scaramouche, orchestra dal vivo del Maestro Emanuele Friello e coreografie di Roberto Croce. «Lo spettacolo sarà in tournée per almeno due anni in Olanda - prosegue Piparo - Anastacia sarà con noi fino a gennaio. Ci lascerà per il suo tour in Nuova Zelanda e poi tornerà (al suo posto Tia Architto). La meraviglia - prosegue il regista - è che tutto questo sta nascendo in Italia, con talenti e maestranze italiane. Per la prima volta insegniamo davvero noi il mestiere a quelli che abbiamo sempre visto come grandi».

Ma vedremo mai questa versione di We will rock you in Italia? «Diritti a parte - riflette Piparo con una punta di rammarico - nel nostro Paese sta diventando tutto troppo complicato e viene voglia di andarsene. Non c'è riconoscenza. Abbiamo creato un volano economico importante e siamo ripagati e vessati con difficoltà burocratiche. Chi vuole - conclude - verrà a vederlo in Olanda. Per fortuna, un volo low cost costa meno di un Roma-Milano». 
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