Il ritorno di Alice: «Ecco il mio disco delle meraviglie. I festival? Li detesto»

Domenica 9 Novembre 2014 di Marco Molendini

Torna Alice, ma non è un ritorno e lei ci tiene subito a metterlo in chiaro: «In tutti questi anni ho fatto un sacco di cose, collaborazioni, concerti, l'unica cosa che non ho fatto per tanti anni sono i dischi di inediti», racconta ospite del Messaggero in occasione di una sua nuova e rara uscita discografica, titolo Week end. Cominciamo subito col dire che, per la verità, la cantante romagnola, voce raffinata del pop nazionale, già due anni fa era ritornata a farsi sentire con un disco, Samsara, dove c'era una doppia collaborazione con Tiziano Ferro.

Ed era un disco che segnalava, comunque, la sua voglia di rimettersi in gioco dopo un lungo, insistito e convinto allontanamento dai giorni infernali della nostra musica pop. Tanto è vero che uno dei brani, Veleni, che fa parte della song list di Week end addirittura era stato presentato a Sanremo, l'anno scorso. «Per fortuna non l'hanno preso», commenta lei sgranando gli occhi e confermando la sua idiosincrasia per i polveroni canori, anche quelli di una manifestazione che nell'81 ha vinto con un brano rimasto sulla sua pelle come Per Elisa.

E lei sottolinea: «È vero, quell'anno non volevo proprio andarci al Festival, fu la mia casa discografica quasi a costringermi». L'insofferenza per gli anni l'avrebbe tentata anche di più: «Tante volte ho pensato di piantare baracca e burattini. Dopo la vittoria a Sanremo dissi di no a un tour in America. Nell'84 stavo per mollare tutto».

VELENI

Comunque Veleni, bocciato dal Festival Fazio, ora è venuto buono per condire il disco, tanto più che segnala una ulteriore collaborazione con l'amico di sempre, Franco Battiato. Il pezzo porta anche la firma di Manlio Sgalambro, il filosofo-paroliere, scomparso lo marzo scorso: «Credo che sia stata l'ultima cosa che ha scritto», osserva Alice, che nel suo disco ha riunito un bel po' di gente con cui può vantare una lunga frequentazione. Come Claudio Rocchi, per esempio, con La realtà non esiste, brano datato 1971 (era nell'album Volo magico N°1), già eseguita dal vivo da Alice in duetto con Battiato durante il concerto di Battiato e Antony all'Arena di Verona e con L'umana nostalgia.

Battiato torna ancora nella scaletta perché ha fatto la traduzione in italiano («molto fedele al testo originale», spiega la cantante di Forlì) di Tant de belles choses, pezzo che faceva parte del repertorio di Françoise Hardy («non negli anni del suo successo») e diventata Tante belle cose. Ma ci tiene, Alice, anche a far notare come ci sia anche la collaborazione e un duetto con Luca Carboni, nel rifacimento di una canzone già apparsa sul lato b di Open your eyes, un singolo del 1998 tratto dall'album Exit. Invece Aspettando mezzanotte è firmato da lei stessa.

Week end è un disco raffinato, suonato e cantato con leggera e potente discrezione, proprio come è Alice, capace quando era nel pieno del successo di decidere di girare le spalle ai meccanismi e al mondo della musica, centellinando uscite discografiche, partecipazioni, concerti. «Nel '98 ho detto basta alla pressione dei meccanismi commerciali e ho fondato una mia etichetta». Da allora niente più obblighi contrattuali, dunque. Insomma indipendenza totale e libertà di scelte da parte di una cantante che, pure, ha segnato la sua carriera di grandi successi oltre a Per Elisa, come Il vento caldo dell'estate.

Ma può essere anche che con il tempo le idiosincrasie, i fastidi, anche i timori si siano smorzati e che a 60 anni, compiuti appena poco più di un mese fa e ben portati, sia in grado di far pace con il mondo della musica che, nel frattempo, ha anche imparato a far a meno di tante sovrastrutture (per causa di forza maggiore): «Il canto è il mio modo più efficace che ho di comunicare» riconosce. Bentornata Alice.

Ultimo aggiornamento: 14 Novembre, 08:16

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